La quarta casa è la zona dell’azione diretta a livello EMOTIVO e SPIRITUALE. Qualsiasi azione a questo livello di esperienza è necessariamente condizionata da fattori che vanno oltre il nostro controllo.” S. Arroyo

La IV casa è in relazione con la famiglia, con le nostre radici, con il nostro genoma la materia con cui veniamo al mondo e che è in relazione con i nostri avi. La quarta casa può essere associata alla madre, al concetto junghiano di Anima, l’archetipo che permette di entrare in relazione con l’inconscio personale, ma può anche rappresentare il padre, così come la decima casa. L’asse padre-madre, IV-X da associare a uno o all’altra è da esplorare in funzione dei pianeti presenti, dei loro governatori e da cosa il soggetto racconta di sé, non è immediata l’associazione. Si propende con facilità a pensare alla IV casa come cosignificante del Cancro (Luna) e quindi metterla in relazione con la madre, ma non è così. La IV casa rappresenta la personalità privata, come siamo quando non dobbiamo esporci al pubblico, quando non abbiamo bisogno di maschere.

Parole chiave: Ricerca delle radici personali, spirituali, fuori dagli schemi classici. Irrequietezza, ricerca di spazio e libertà al di fuori dei limiti della famiglia tradizionale. Soluzioni abitative non convenzionali. Ricerca di un’identità oltre la famiglia. Nel significato di realizzazione concreta attraverso la famiglia e i parenti. Padre o madre poco presente o difficoltà nel costruire un rapporto emotivo.  Difficoltà nel crearsi una famiglia.

Charles Beaudelaire

Urano in IV Casa

Poeta francese esponente principale del simbolismo ebbe una vita creativa fervida, originale al di sopra delle righe. Charles era figlio di seconde nozze di suo padre Joseph-François che morì sessantenne quando il poeta aveva sei anni; sua madre, Caroline, si dedicò completamente e amorevolmente al figlio e dopo un anno di vedovanza si risposò con Jacques Aupick un militare con i modi di fare tipici della professione, ma portati entro le mura domestiche: freddezza e rigidità, comportamenti che creano una frattura profonda con il suo figliastro Charles. Il poeta sin dopo il liceo mostrò la sua insofferenza dedicandosi a una vita dissoluta fra alcool, prostitute ed ebbe diversi amori. Questa serie di situazioni l’allontanò dalla famiglia e in particolar modo da sua madre che comunque restò per lui una figura di riferimento. In questa lettera del 20 ottobre 1886 indirizzata a sua madre Caroline cogliamo il senso del suo tema natale:

Cara madre, ancora una volta abbiamo litigato. Siete tornata ad Honfleur. A questo punto non so se ci rivedremo più. Voglio ancora una volta aprirti tutta la mia anima, anima che tu non ha mai apprezzato né conosciuto. Te lo scrivo senza esitazione, tanto so che è vero. Ci fu nella mia infanzia un’epoca di amore appassionato per te. Mi ricordo di una passeggiata in fiacre (carrozza, n.d.r.). Eri appena uscita da una casa di cura e, per provarmi che avevi pensato a me, mi mostrasti dei disegni a penna che avevi fatto per tuo figlio. Ti rivedo nella tua camera o in salotto mentre lavori, attiva, in movimento e brontoli, rimproverandomi da lontano. E poi rivedo tutta la mia infanzia trascorsa accanto a te. Ricordo le lunghe passeggiate e le perenni tenerezze materne. Forse quel tempo – bello per me – fu brutto per te. Te ne chiedo scusa. Ma io vivevo in te, tu appartenevi soltanto a me. Ti stupirai che ricordi un tempo così remoto ma come sai, all’approssimarsi della morte, i fatti antichi si dipingono più vividi nell’anima. Poi tu sai quale educazione atroce tuo marito ha voluto darmi. Ancora adesso penso con dolore ai collegi ed al timore che il mio patrigno mi ispirava. Eppure l’ho amato e oggi ho abbastanza saggezza per rendergli giustizia. Ma in fondo fu ostinatamente maldestro. Passo oltre, perché vedo delle lacrime nei tuoi occhi. Ho saputo fuggire da quella prigione, ma da quel momento sono stato completamente abbandonato. Solo dal piacere fui attratto, da un’eccitazione perpetua, i viaggi, i bei mobili, i quadri, le ragazze. Per questi miei vizi ho scontato le mie pene. Quanto al consiglio giudiziario solo una cosa ho da dire (la madre lo fece interdire e affidò l’eredità ricevuta dopo la morte del padre naturale, ormai dimezzata, ad un notaio, n.d.r.). Oggi conosco l’immenso valore del denaro e capisco che tu abbia potuto credere di essere abile e di adoperarti per il mio bene. Ma c’è una domanda che mi ha sempre ossessionato: come è possibile che non ti sia venuta in mente questa idea: “Può darsi che mio figlio non abbia mai – quale io la posseggo – una regola di vita; ma potrebbe anche darsi che diventasse un uomo notevole sotto altri aspetti. In questo caso, cosa farò? Lo condannerò a trascinarsi sino alla vecchiaia un marchio deplorevole; un marchio che nuoce, una ragione di impotenza e di tristezza?” È evidente che se non ci fosse stato il consiglio giudiziario, tutto sarebbe stato mangiato. Sarebbe stata la necessità, allora, a farmi acquistare il gusto del lavoro. Il consiglio giudiziario c’è stato, e tutto è comunque mangiato… ed io sono vecchio ed infelice. I fatti hanno dimostrato che sei caduta in errore credendo che interdirmi avrebbe rappresentato un incentivo. Perché mi procurasti una sofferenza così intensa e compisti un gesto del tutto offensivo, proprio quando il successo poteva arridermi? Perché si volle punire un uomo solo per aver mancato i propri sogni? La verità, quindi, mia piccola madre, è che non mi hai mai compreso. Sì, hai saputo sacrificarti per me, ma nel farlo non capivi che io possedevo esattamente la scienza della vita, anche se non ho mai avuto la forza di metterla in pratica. Tu mi parlavi della mia facilità. Facilità nel concepire le cose? O facilità nell’esprimerle? Non ho mai avuto né l’una né l’altra e, quel poco che ho fatto, è solo il risultato di un lavoro dolorosissimo. Cara Madre mia, noi eravamo evidentemente destinati ad amarci e a vivere l’uno per l’altra, tuttavia sono stato sempre convinto che uno di noi avrebbe ucciso l’altro e che alla fine ci uccideremo a vicenda. Dopo la mia morte tu non vivrai, lo so. Io sono l’unico oggetto che ti faccia vivere! Sappi che per me è stato così doloroso sentirmi impotente, darti sollievo e consolarti, rincuorarti. Questa è stata la sofferenza più difficile da sopportare. Spero che tu sappia perdonare tutte le pene che ti ho dato. Io, in questo letto, proverò a perdonare le tue. Ti abbraccio. Non dimenticarmi.”[1]

La madre come figura centrale, lo sradicamento dalla famiglia, vivere nel mondo non solo attraverso la maschera della Persona, come vedremo nel capitolo dedicato alla X casa, ma anche attraverso l’accettazione completa del suo essere privato così come in pubblico. Urano è in IV casa, Giove governatore del settore considerato è in VIII, in Ariete congiunto a Venere (sensualità, amori esasperati ma pieni) e quadrato a Urano (insoddisfazione perenne, voglia di rinnovare completamente la propria vita familiare, intima). Urano per esprimersi deve guardare al mondo attraverso gli occhi dei Pesci, della sintesi del mondo alla ricerca di un fine comune per tutti, di un linguaggio unico che può essere rappresentato anche dalla poesia. Nettuno è congiunto a Urano in IV casa mentre la VII e il segno dei Pesci ospitano Mercurio, Marte e Plutone, si può cogliere come siano forti le valenze di questo segno e come si mescolino i bisogni dell’Autore assieme a tutte le forze che sono in gioco. Le Erinni sono in II casa in Bilancia, la spinta a realizzare Urano proviene dall’Arte, dalla poesia, dalla relazione con l’Altro, godere pienamente i piaceri, senza misura, può diventare dannoso e rovinare. I limiti posti da Giove e Saturno sono labili, vengono davvero vissuti come castranti, sono in Ariete in VIII casa, Venere anche lei è con loro, trovare un equilibrio risulta difficile, quindi Urano risente di questi simboli che sono ambivalenti e spinge al vivere la sua simbologia per casa in maniera esasperata e fuori dagli schemi del tempo. La Luna, la madre, la donna ideale, l’amica è in Cancro nell’XI settore e picchia duro sul Sole e Saturno, sono evidenti i complessi materni e paterni così come evidenti dalla lettura dell’epistola precedente. Dall’analisi della biografia di Beaudelaire mi sento di affermare che la casa zodiacale in relazione con la madre è la X in Gemelli, governata da Mercurio che forma un aspetto di trigono con Plutone, mentre quella in relazione con il padre è la IV governata da Giove, inoltre Charles perde il genitore e Giove è in VIII casa, quella che è associata con i lutti, analogamente possiamo leggere lo stesso accadimento nella quadratura della Luna (infanzia) al Sole e Saturno congiunti, in ottava anche loro.

[1] https://letteralmentefelice.com/2015/09/02/alla-fine-ci-uccideremo-a-vicenda-lettera-alla-madre-baudelaire/

 

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LE RECENSIONI DEI CLIENTI

Ho conosciuto Paolo perché cercavo una visione dell'astrologia che non fosse di superficie e che potesse indagare l'animo umano con consapevolezza e studio. Con lui l'ho trovata. Persona di grande cultura che attraverso analogie e racconti riesce a unire simboli in un panorama complesso aiutando il cliente nel cercare le risposte e offrendo possibilità di conoscersi più a fondo grazie a questa bellissima arte.
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Consigliatissimo!

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Ho trovato molto interessante l'approccio di Paolo nell'interpretazione del mio tema Natale. Credevo di conoscerlo avendo praticato l'Astrologia per lunghi anni, ma la sua lettura è stata vivificante. Ha gettato una nuova luce sui miei pianeti e sui loro aspetti. Un racconto che piano piano ha costruito una trama di vicende estremamente vitali e incredibilmente attuali. Direi che si è creata una danza tra la sua interpretazione basata sui miei miti di riferimento e la risonanza che si è venuta a creare col mio vissuto. Sono ancora qui in religioso ascolto dell'eco che la consulenza ha lasciato dentro di me. La consiglio caldamente a chiunque desideri conoscersi più in profondità guidato da un' anima competente e gentile

Tema natale

Una lettura del tema natale da un
punto di vista differente.
Paolo è stato incredibilmente
chiaro, approfondito e lieve nel modo di
manifestarsi e dialogare con me, in un
momento difficile, di “bella” crisi e cambiamento.
Miti vivi che mi abitano, sincronicita’
e intuizioni che grazie alla sua lettura del tema natale
e alla competenza in materia hanno ridato fiducia e conferme al mio personale cammino verso...
Grazie

Astrologia nel Paese delle Meraviglie

Un viaggio emozionante e istruttivo. Vedere rispecchiata la mia vita nel mito mi ha fatto sentire meno solo, ho capito che i miei processi interiori sono stati condivisi da generazioni prima di me, che hanno provato a spiegarli tramite l'immaginazione.
Complimenti a Paolo per la delicatezza e l'arguzia nello scegliere le tematiche più appropriate.
Gran bel lavoro, complimenti

by Patrizia on Consulenza astrologica
Consulenza affascinante e specifica

Ringrazio Paolo per la bella consulenza che ha sviluppato su mia richiesta rispetto sia al mio tema che sui miei transiti. La lettura simbolica dei miti che accompagnano la vita di ognuno di noi apre a comprensioni nuove ed inattese.
Il nostro scambio è stato sicuramente facilitato dalla comune formazione astrologica che ci ha fornito un linguaggio comune, al di là del linguaggio universale che porta con sè una lettura simbolica junghiana.

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Per sapere cosa ne pensasse Carl Gustav Jung dell’Astrologia t’invito a leggere: l’intervista

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Su questa pagina puoi conoscere il pensiero di M. L. von Franz sulla sincronicità

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