L’Ascendente è uno degli elementi più importanti del Tema Natale poiché rappresenta la nostra nascita, il nostro primo respiro, quando sorgiamo e aci presentiamo al mondo. L’Ascendente è il punto a Est rappresentato sul cielo di nascita, indicativo dell’inizio della I Casa zodiacale. Quando volgiamo lo sguardo verso Est, lì troviamo il segno che sta “sorgendo” in quel momento.

Nel nostro venire al mondo affermiamo subito la nostra esistenza, il nostro Io personale, prendiamo coscienza. La I Casa è Cardinale, è una delle IV che sorregge l’intero oroscopo, l’intero soggetto.

A proposito della Coscienza J. Jacobi ricorda quanto scritto da C. G. Jung: “I mutamenti cui un uomo può soggiacere non variano all’infinito, ma rappresentano varianti di certi tipi di avvenimenti il cui numero è ristretto. Presentandosi una situazione di emergenza, nell’inconscio viene costellato l’archetipo corrispondente. Avendo carattere numinoso, possedendo cioè un’energia specifica, quest’archetipo attirerà i contenuti della coscienza, cioè le idee consce in virtù delle quali esso diviene percepibile e quindi capace dì realizzazione sul piano della coscienza. Il passaggio dell’archetipo nella coscienza è avvertito come un’illuminazione e una rivelazione o un’ispirazione salutare.”[1]

L’Archetipo della nascita è quello che si costella con l’Ascendente. La prima consapevolezza del mondo esterno, quello in cui vivremo, l’abbiamo con la nascita, quindi tutto ciò che esisterà nel mondo (esteriore ed interiore) dovrà passare per la coscienza, per l’Ascendente. Jacobi chiarisce ulteriormente:

Solo nell’incontro con la coscienza, ossia quando la luce della coscienza li rischiara rendendoli «percepibili», in altre parole quando i loro contorni emergono sempre più netti dall’oscurità e si riempiono di contenuto individuale, gli archetipi ricevono per la nostra coscienza la qualità della differenziabilità e di conseguenza la possibilità di essere appresi, compresi, elaborati e assimilati da essa. «Naturalmente un’entità psichica può essere un contenuto di coscienza, vale a dire può essere rappresentata, solo se possiede rappresentabilità, cioè appunto capacità d’immagine »; solo allora può divenire accessibile all’elaborazione in un’analisi, ed essere tradotta[2]

A proposito dell’Io, J. Hillman scrive: “Prendendo in attenta considerazione l’io-fantastico ed educando le coscienze a pensare simbolicamente o psicologicamente. Jung cercò di sviluppare un nuovo tipo di Io-cosciente che noi, stimolati da Henry Corbin, abbiamo chiamato lo immaginale. Pertanto sembrò che Jung fosse in contrasto col pensiero basato esclusivamente sulla ragione e per lo stesso motivo egli ridusse notevolmente il ruolo della volontà. Questi poteri dell’anima, e le attitudini dell’Io da essi derivanti, impedivano qualsiasi altro tipo di consapevolezza. Egli aveva trovato che le bugie del profondo si basavano proprio su questo nuovo tipo di lo cosciente, una consapevolezza immaginale che conduce ad un altro genere di atteggiamento dell’Io[3]

Sono portato a supporre che l’Io immaginale, così definito da Hillman, altro non sia che la possibilità di vedere il mondo attraverso le diverse divinità-pianeti e metterle in relazione con l’Ascendente. Se i pianeti di un oroscopo sono in relazione con il governatore dell’Ascendente, con i pianeti in I Casa potremmo, forse, capire verso quale direzione imagistica, fantastica, immaginale quell’Io sia più indirizzato. Se fosse vero si potrebbe lavorare con quelle chiavi e cercare di aprire nuove porte interpretative della realtà per il soggetto. L’Ascendente rappresenta, infatti, il modo in cui vediamo il mondo. Utilizzare lenti diverse può farci cogliere un modo totalmente altro da quello visto fino a quel momento e nel caso esistesse una strada più semplice da percorrere, più vicina al soggetto sarebbe senza dubbio da provare.

Se guardiamo ad esempio al tema di Albert Einstein, Pesci Ascendente Cancro, troviamo la Luna nel segno del Sagittario in VI Casa, governatrice dell’Ascendente, in quadratura al Sole in X Casa, in Pesci. Il Sole, pianeta personale importantissimo da considerare nelle interpretazioni astrologiche, forma un aspetto dinamico con la Luna, anche lei molto importante, ancor di più perché governa l’ascendente. L’Io personale può essere indirizzato attraverso lo studio attento e meticoloso (VI Casa) attraverso la fantasia creativa e tellurica di un Sole in Pesci. La Luna forma anche uno splendido trigono con Venere in Ariete in X Casa, il segno del Toro, non ha cuspidi di Case, quindi quella Venere porta con sé i valori della XI Casa, progettualità, società e della V Casa, creatività, poiché quest’ultima cade in Bilancia. L’Io immagine sembra essere indirizzato attraverso queste caratteristiche alla ricerca di se stesso, bisognerebbe guardare come quest’Io s’intrecci con l’Anima, astrologicamente definita in un altro articolo. Per capire se le mie supposizioni abbiano un senso ho cercato delle citazioni del libro scritto da Einstein, Come io vedo il mondo in cui scriveva:

Il vero valore di un uomo si determina esaminando in quale misura e in che senso egli e giunto a liberarsi dall’io.”

“Colui che non è più capace di provare né stupore né sorpresa è per così dire morto: i suoi occhi sono spenti”

“Il mio ideale politico è l’ideale democratico. Ciascuno deve essere rispettato nella sua personalità e nessuno deve essereidolatrato. Per me l’elemento prezioso nell’ingranaggio dell’umanità non è lo Stato, ma è l’individuo creatore e sensibile, è insomma la personalità; è questa sola che crea il nobile e sublime, mentre la massa è stolida nel pensiero e limitata nei suoi sentimenti.”

“Qual è il senso della nostra esistenza, qual è il significatodell’esistenza di tutti gli esseri viventi in generale? Il saper rispondere a una siffatta domanda significa avere sentimentireligiosi. Voi direte: ma ha dunque un senso porre questa domanda. Io vi rispondo: chiunque crede che la sua propria vitae quella dei suoi simili sia priva di significato è non soltanto infelice, ma appena capace di vivere.”

A voi il giudizio.

[1] J. Jacobi, Complesso Archetipo Simbolo nella Psicologia di C. G. Jung, pag.84, Bollati Boringhieri

[2] ivi

[3] James Hillman, Micheal Ventura, Cent’anni di psicanalisi. E il mondo va sempre peggio, HarperCollins