CHI E’ CRONO/SATURNO?

Dobbiamo leggere l’intero racconto mitico per capire chi sia Crono, ma diventa ancor più importante il fatto che lui sia legato ad Urano, divinità del cielo e governatore dell’Acquario dove il pianeta farà il suo ingresso il 22 marzo 2020.

Crono e Saturno sono le stesse divinità, come accade per altri dei come loro: Zeus/Giove, Venere/Afrodite, uno possiede il nome greco e uno quello latino.

Nel caso di Crono/Saturno ci sono delle differenze importanti. Crono può essere messo in relazione con il tempo lineare, Saturno con il tempo circolare, il ritorno delle stagioni perché è più in stretta relazione con i miti agricoli. Certo è che il Saturno latino nasce dal Crono greco o quanto meno subisce le contaminazioni.

Saturno entra in Acquario il 22 marzo. Scopriamo qualcosa in più di questo pianeta.

Crono/Saturno è il governatore del Segno del Capricorno, il sol invictus la fine del principio si potrebbe dire. Questo Segno apre l’inizio dell’inverno, il punto più basso in cui si trova il Sole sull’orizzonte. Il solstizio d’inverno indica il giorno con meno luce dell’anno, ma da quel momento in poi, nei giorni successivi, le ore di luce aumenteranno.

L’etimologia della parola Crono è incerta, nel linguaggio comune rappresenta il tempo, il suo scorrere lineare. G. Semerano a proposito dell’etimo evidenzia che è diventato di uso popolare associarlo allo scorrere del tempo. Attraverso le opere di altri linguisti evidenzia che può derivare da un verbo pelasgico che significa inghiottire, cosa che Crono fece con i propri figli. Il tempo, infatti, ingoia il futuro facendolo diventare presente. I figli inghiottiti e quelli che tentò d’inghiottire erano il futuro che però poi si è manifestato comunque, è ritornato in altro modo; Estia, Era e gli altri dèi ingurgitati sono stati liberati da Zeus che ha avvelenato Crono affinché li vomitasse. Il futuro, sembra affermare Crono, appare diverso da come l’abbiamo immaginato, prospettato, ma non può fare a meno di essere e di esistere. Sempre Semerano indica una possibile radice del nome Crono ad una particella indoeuropea che significa “cima” o “quello delle montagne”. Il Capricorno è appunto la rappresentazione di una capra di montagna con la coda di pesce che ricorda la trasformazione del dio Pan in pesce mentre scappava dal gigante Tifeo durante la guerra fra titani e dèi olimpici. La costellazione del Capricorno nasce grazie alla trasformazione di Pan, da parte di Zeus, in essa. Per le caratteristiche di Pan rimando agli articoli presenti sul blog, la cosa da ricordare è che Pan era la divinità che avrebbe dovuto allietare gli dèi, cosa che di fatto accade durante i saturnalia, le feste in onore di Saturno, ma Pan viene abbandonato da sua madre, Driope, perché ritenuto brutto. Il padre di Pan è Ermes, possiamo pensare, dunque, che Ermes-Mercurio debba essere in relazione con il Segno del Capricorno, cosa vera se pensiamo alla dialettica Senex (Saturno) – Puer (Mercurio). Stiamo scoprendo un po’ alla volta come questa divinità, questo pianeta sia ricco di sfumature e significati non sempre negativi, anzi. Crono è il pianeta che si fa carico del suo destino, delle sue scelte, come leggeremo.

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Sempre tornando all’etimo del nome Semerano aggiunge: “Ci si limitò a congetturare che fosse una divinità preellenica. Le feste Cronies celebrate in Atene d’estate, per solennizzare la raccolta delle messi, dei frutti della terra, mostra chiaramente che è una divinità propizia all’agricoltura, alla vita feconda dei campi.”. Crono, quindi, si festeggiava alla fine dell’estate, quando si raccoglievano le messi, nel Segno della Vergine che sappiamo essere in relazione con la divinità della Terra, Demetra. Crono è la divinità che ha insegnato l’agricoltura agli uomini, questo tratto è ancora più evidente nel mito del Saturno romano. Il solco dell’aratro, tagliare le messi ricordano proprio la falce di Saturno. Tornando al nome di Saturno è importante ricorda che tra i suoi diversi appellativi aveva anche quello di Stercutus ovvero la divinità del concime che rende fertili i campi e porta ricchezza. Lo sterco del demonio, il denaro è spesso messo in relazione con Ade-Plutone, ma come si leggerà anche Crono-Saturno è in relazione con il regno dei morti, delle anime felici, dei beati. Un appunto importante è che: “Il Saturno dei Romani non era ricordato per aver regnato nel mondo prima di Giove, ma per aver regnato sul Lazio (o sull’Italia) prima di Roma. Il punto di vista romano non conosce altro cosmo che Roma e il suo impero; non per niente a Roma il mito di nascita della città tiene il posto di un mito cosmogonico. Quando però l’identificazione di Saturno con Kronos era diventata operante, si dovette relativizzare il dio romano al punto di vista greco; si favoleggiò allora di un Saturno-Kronos cacciato da Giove-Zeus che si rifugia nel Lazio dove viene accolto da Giano” Santucci.

Cicerone nel De Natura dei afferma che Saturno: “[…] Per giustificare l’antica tradizione, nota a tutta la Grecia, secondo la quale Cielo sarebbe stato evirato dal figlio Saturno e Saturno, a sua volta, messo in ceppi dal figlio Giove,. Si applicò a questi irrispettosi racconti un’interpretazione di tipo naturalistico non priva di acutezza: si ritenne cioè che quel mito stesse a significare che la sublime ed eterea sostanza, cioè il fuoco, di cui risultano costituiti gli dèi delcielo e che tutto genera dal suo seno, manchi di quegli organi che, per procreare, abbisognano dell’unione con un altro essere. Saturno fu identificato col dio che regola i movimenti nello spazio e lo scorrere del tempo; il suo nome greco sta ad indicare proprio questo: Crono altro non è se non una leggera variante di cronos, il tempo. Quanto poi al nome Saturno deriva dal fatto che questo dio è saturo di anni. La finzione che egli divorasse i propri figli sta a simboleggiare che il tempo distrugge i giorni che passano e fa degli anni trascorsi il suo nutrimento senza riuscire mai a saziarsi. Analogamente si immaginò che il figlio Giove lo mettesse in ceppi per evitare che si abbandonasse a movimenti disordinati e per conservarlo avvinto al moto degli astri. Il nostro Iuppiter al contrario, cioè il pater iuvans (che nei casi obliqui denominiamo semplicemente Iovem dal verbo iuvare) è celebrato dai poeti come «padre degli dèi e degli uomini » e fu denominato dai nostri antenati « ottimo massimo », anzi « ottimo » (cioè sommamente benevolo) prima ancora che « massimo », essendo cosa assai più meritoria e gradita fare del bene a tutti che possedere molta potenza.”

Zeus, quindi, si fa garante del moto degli astri, del cielo, degli dèi che riempiono il tema natale e scandiscono il tempo presente, passato, ma soprattutto futuro che Crono non deve più ingoiare.

 

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LA SCELTA DI CRONO, LIBERARSI DEL PADRE URANO

Urano è la prima divinità a nascere dal ventre di Gea. Esiodo narra che dal Caos identificato non come una divinità, “ma – come –  soltanto un vuoto «spalancarsi»”, nacque Gea “dall’ampio seno, solida ed eterna sede di tutte le divinità che abitano lassù”. Kerényi scrive: “Gea invece prima di ogni altra cosa partorì come suo simile il Cielo stellato, Urano, affinché questi l’abbracciasse interamente e fosse sede solida ed eterna degli dèi beati. Essa partorì poi le grandi montagne, nelle cui valli dimorano così volentieri certe dee, le Ninfe. Infine, diede alla luce Ponto, il Mare deserto e spumeggiante. Essa creò tutto ciò senza Eros, senza accoppiamento.” Prima dell’universo, del tempo stesso, esisteva il Caos che racchiudeva le infinite possibilità di manifestazione e di esistenti; il fatto che fosse Gea la prima a nascere ci mostra come il principio femminile avesse enorme importanza prima dell’avvio storico della fase patriarcale. Il femminile viene naturalmente prima del maschile perché è quello che permette la “nascita”, è il contenitore del tutto, così come l’uovo primordiale. Nel nostro mondo in cui il tempo scorre dal passato al futuro, generando un pensiero causale, non possiamo non sentire fortemente la presenza dell’archetipo dell’inizio/principio, ovvero quello della madre/donna. Gli archetipi sono in relazione tra loro quando si trovano nell’inconscio collettivo, nel momento in cui diventano rappresentazione archetipica possono perdere questa relazione o mantenerne alcune; l’archetipo dell’inizio/principio è in relazione naturale, come in un legame di appartenenza tra due insiemi, con quello della madre. L’archetipo del padre/maschile, sembra non essere toccato dall’archetipo dell’inizio/principio, ma appare all’umanità dopo che si è avuta coscienza della forza generatrice maschile, ovvero quando la donna è incinta. Ciò non significa che l’uomo, il maschile, sia inferiore al femminile, ma semplicemente che noi, nel nostro mondo, fatto di tempo causale, prendiamo coscienza della sua necessità per pro-creare in un secondo momento. Il tempo causale nasce con lo schiudersi dell’uovo cosmico, possiamo affermare che Gea e Urano nascano contemporaneamente, la prima appare immediatamente, nel senso di “senza mediazione”, il secondo passa attraverso di lei, ma esisteva e nasceva anch’esso con lei.

Kerényi ricorda che: “Urano si accoppiava ogni notte con Gea. Odiava però sin da principio i figli che generava con lei. Appena nascevano, li nascondeva e non li lasciava uscire alla luce, li nascondeva nella cavità interna della Terra. In tale malvagia azione – dice Esiodo esplicitamente – egli provava gran gioia. L’immensa dea Gea ne era costernata e si sentiva troppo angusta per il peso che rinserrava in sé. Così escogitò anche lei un inganno crudele. Trasse rapidamente dalle sue viscere il terribile acciaio, ne fece una falce con denti aguzzi e si rivolse ai suoi figli.”. Falce estratta dal ventre che è in relazione con la Luna che sorge al’orizzonte.

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Per dirla con una terminologia cara a Erich Neumann, Urano viveva prima della sua nascita, ma per volontà di Gea, in una fase d’incesto uroborico, totalmente legato a lei, dipendente dalla dea; una volta venuto alla luce non è riuscito a raggiungere la fase dell’incesto matriarcale che avrebbe portato alla creazione di un Io differenziato e maturo. Dal canto proprio però, Gea, aiutava simbolicamente i figli nel loro processo d’individuazione, e chiedeva ella stessa aiuto per sé, chi risponde all’appello, come ricorda Kerényi è il “tortuoso Crono”: “Nel suo turbamento Gea parlò ai figli, ma particolarmente a quelli maschi: «Ahi, figli miei e di un padre scellerato, non volete ascoltarmi e punire vostro padre per la sua malvagia azione? Fu egli il primo ad escogitare un atto obbrobrioso!». I figli inorridirono e nessuno aprì bocca. Soltanto il grande Crono, dai pensieri tortuosi, si fece coraggio: «Madre» disse «io lo prometto e compirò l’opera. Non m’importa di nostro padre, nome odioso. Fu lui il primo ad escogitare un’azione scellerata!». Allora Gea si rallegrò, nascose il figlio in luogo propizio all’agguato, gli diede in mano la falce e gli spiegò lo stratagemma. Quando di notte venne Urano, ardente d’amore, e abbracciò la Terra coprendola tutta, dal suo nascondiglio il figlio lo afferrò con la mano sinistra. Con la destra prese l’enorme falce, rapidamente recise la virilità al padre e la gettò dietro le spalle… Gea raccolse in sé le gocce di sangue dello sposo. Fecondata da queste, partorì le Erinni, le «forti», come dice Esiodo, i Giganti e le Ninfe del frassino, le Ninfe Meliadi, dalle quali nacque una dura stirpe umana. La virilità del padre cadde nel mare e così nacque Afrodite.”. Nello stesso tempo ci sarebbe dovuto essere anche l’assassinio simbolico della Grande Madre, Gea, da parte di Saturno affinché potesse raggiungere la piena individuazione, ma ciò non avvenne, infatti Crono ripeté con sua moglie Rea il medesimo errore di suo padre, Urano, divorando anche lui i propri figli per paura di essere spodestato.

 

Secondo Graves: “All’inizio di tutte le cose, la Madre Terra emerse dal Caos e generò nel sonno suo figlio Urano. Dall’alto delle montagne Urano guardò la dea con occhio amoroso e versò piogge feconde nelle sue pieghe segrete, ed essa generò erba, alberi e fiori, unitamente alle belve e agli uccelli. Quelle stesse piogge fecero poi scorrere i fiumi e colmarono d’acqua i bacini, e così si formarono laghi e mari.”

L’autogenerazione appare essere un principio femminile, l’uomo non può generare da sé, ma Urano assieme alla madre terra permette la nascita della vita. Urano viene generato nel sonno è quindi una manifestazione inconscia, è qualcosa che esisteva parimenti alla madre terra ma attendeva la “chiamata”, la manifestazione archetipica. L’archetipo si manifesta, secondo Jung, quando dei contenuti di coscienza si scontrano con l’inconscio. La madre terra, in cuor suo, attendava l’amato. Urano è figlio della terra secondo il mito olimpico. La parola Urano in greco significa volta celeste, ma contiene anche la sillaba Ur che è in relazione con il fuoco primordiale.

 

L’evirazione di Urano

Graves racconta attraverso Esiodo di come Urano avesse prima rinchiuso i ciclopi, suoi figli, nel Tartaro e di come Gea avesse convinto i Titani a liberarsi del padre: “Colsero Urano nel sonno e Crono spietatamente lo castrò col falcetto, afferrandogli i genitali con la sinistra (che da quel giorno fu sempre la mano del malaugurio) e gettandoli poi assieme al falcetto in mare presso Capo Drepano. Gocce di sangue sgorgate dalla ferita caddero sulla Madre Terra, ed essa generò le tre Erinni, furie che puniscono i crimini di parricidio e di spergiuro; esse sono chiamate Aletto, Tisifone e Megera. Le Ninfe del frassino, chiamate Melìe, nacquero anch’esse da quel sangue.” In seguito i Ciclopi vennero liberati dai Titani, ma non appena Crono ebbe il governo su tutto, li ricacciò nel Tartaro.

In questo mito le tre Erinni, o Furie, che nascono dal sangue di Urano, sono la triplice dea stessa; vale a dire che, durante il sacrificio del re, destinato a fecondare i frutti e i campi, di grano, le sacerdotesse della dea indossavano minacciose maschere di Gorgoni per spaventare e scacciare i visitatori profani.” E’ importante ricordare che Saturno, Asclepio, Apollo vengono dipinti con un corvo di fianco e l’animale “era un uccello oracolare e si supponeva che ospitasse l’anima del re sacro dopo il suo sacrificio”. In qualche modo le tre figure utilizzando il medesimo strumento, il corvo, mostrano lati diversi della loro personalità.

Oltre alla Erinni nacquero anche le ninfe Melie come descrive Robert Graves: “Le Ninfe del frassino; sono le tre Furie sotto un aspetto più benigno: il re sacro veniva consacrato al frassino, di cui ci si serviva in origine durante le cerimonie propiziatorie della pioggia. In Scandinavia il frassino divenne l’albero della magia universale; le tre Norme, o Parche, amministravano la giustizia all’ombra di un frassino e

Odino, attribuendosi la paternità del genere umano, ne fece il suo magico destriero. Nell’antica Grecia come in Libia, la pioggia fu senza dubbio invocata dalle donne mediante arti magiche.

 

Inoltre Eric Fromm aggiunge: “Pare che il sabato sia stato un’antica festività babilonese, che si celebrava ogni sette giorni (Shapatu). Ma il suo significato era completamente diverso da quello del sabato biblico. Lo Shapatu babilonese era un giorno di lutto e di penitenza. Era un giorno tetro, dedicato al pianeta Saturno (anche il nostro “sabato” è, nella sua etimologia, giorno dedicato a Saturno), di cui si voleva placare l’ira con la penitenza e la contrizione; ma con l’andar del tempo questa festività cambiò il suo carattere. Perfino nel Vecchio Testamento non è più un giorno “cattivo”, ma un giorno buono, consacrato al benessere dell’uomo. Attraverso ulteriori svolgimenti, il sabato si oppone sempre più al sinistro Shapatu, e diventa il giorno della gioia e del piacere. Mangiare, bere, cantare, fare l’amore, oltre allo studio delle Scritture e delle altre opere religiose più recenti hanno caratterizzato la celebrazione del sabato ebreo negli ultimi duemila anni. Da giorno di sottomissione ai malvagi influssi di Saturno, il sabato è divenuto un giorno di libertà e di gioia. Questo mutamento di carattere e di significato può essere pienamente compreso soltanto se si considera ciò che rappresenta Saturno. Saturno (nell’antica tradizione astrologica e metafisica) simbolizza il tempo. Egli è il dio del tempo e quindi il dio della morte. In quanto l’uomo è simile a Dio, dotato di un’anima, di ragione, di amore e di libertà, egli non è soggetto al tempo o alla morte; ma in quanto è un animale, con un corpo soggetto alle leggi della natura, egli è schiavo del tempo e della morte. I babilonesi cercavano di placare il signore del tempo con la penitenza. La Bibbia, con il suo concetto del sabato, compie un tentativo completamente nuovo per risolvere il problema: facendo cessare per un giorno l’interferenza nella natura, si elimina il tempo. Invece di un sabato in cui l’uomo si inchina al signore del tempo, il sabato biblico simbolizza la vittoria dell’uomo sul tempo; il tempo è sospeso, Saturno è detronizzato proprio nel suo giorno, il giorno di Saturno

 

Considerazioni

Saturno distrugge l’unione fra cielo e terra, fra microcosmo e macrocosmo, potremmo definirlo il Big Bang mitico o la cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva. Sono simboli diversi, ma indicano la frattura tra maschile e femminile.  Non sono d’accordo con Liz Greene quando nel suo libro su Urano afferma che in qualche modo la divinità avendo cacciato i Titani e i Ciclopi, comunque suoi figli, l’abbia fatto per mantenere l’armonia, poiché i primi erano giganti dalla 100 braccia, gli altri con un occhio solo e si nutrivano di carne umana. Non vedo il “fin di bene” per l’umanità, piuttosto noto il distacco e l’opportunismo, tutti uraniani, nell’affrontare le vicende personali scomode. Urano sia con Gea, sia da solo (attraverso il sacrificio) resta fecondo. E’ la creazione anti-solare, nata dal trauma anziché dall’amore. Quante volte dopo un abbandono sentimentale, una rottura ci si lancia in nuove avventure. E’ l’azione dettata dal trauma e dal voler rimpiazzare velocemente l’altro per poter dimenticare più facilmente. Questo accade a Urano detronizzato nel mito, non viene ucciso, ma scacciato dal suo regno e se ne perdono le tracce, è dimenticato. “Il mondo divino titanico, che noi conosciamo soprattutto per mezzo dei nomi eloquenti della maggior parte dei Titani, non può esser definito antropomorfo, simile agli uomini, bensì piuttosto simile agli astri, anzi prevalentemente simile al sole. Kronos, che ci è apparso come la figura più vicina a Prometeo, compie la sua primordiale azione sanguinosa con una falce, immagine di quella luna che per la prima volta emerge dalla più completa oscurità notturna, ma anche questa sua azione è piuttosto un atto solare e a Kronos non si può negare ogni carattere solare” Miti e Misteri.

I Ciclopi e i Titani, aggiungo, vengono rispediti nel Tartaro, sotto terra, ovvero nuovamente nell’utero di Gea, da un certo punto di vista vengono “abbandonati” alla madre. L’uraniano, infatti, tende facilmente al distacco e all’allontanamento dai propri problemi “scaricando” le responsabilità. Questa non è una critica, chi scrive è un uraniano, ma un modo di fare che se utilizzato correttamente può portare crescita personale e vantaggi.

Dai genitali di Urano gettati in mare nacque, invece, Afrodite.  La separazione fra cielo e terra ha comunque generato una figura mitica rappresentante la bellezza e l’armonia. Attraverso queste qualità l’uomo può ricongiungersi al creato e riunire in sé macrocosmo e microcosmo. L’armonia passa attraverso i numeri, l’ordine anche se tutto è generato dal Caos, ma per interpretarlo c’è bisogno dei valori appena citati. Allo stesso tempo il sangue di Urano caduto sulla terra genera le tre Erinni: AlettoMegera e Tisifone: il loro compito era quello di vendicare i delitti, soprattutto quelli compiuti contro la propria famiglia, torturando l’assassino con le armi che portavano con loro, fino a farlo impazzire. Le Erinni in opposizione al significato di Afrodite-Venere possono spiegare come nel mondo vi sia sempre un equilibrio fra bene e male, non esiste l’uno senza l’altro

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COSA FA SATURNO DOPO AVER CASTRATO URANO?

Saturno sposa sua sorella Rea, generano diversi figli, ma Saturno per timore di essere spodestato decide d’ingoiarli. Come scrivevo all’inizio c’è il timore che i figli possano distruggere lo status quo. Ma mentre Saturno con l’evirazione in qualche modo si è fatto ostetrica e madre, ha permesso la nascita della bellezza, di Afrodite, di colei che dà la forma, in questo caso teme che queste forme prendano il sopravvento, perché non sono titani, posseggono un’immagine, possono essere immaginati, pregati. Una volta giunto a dover ingoiare Zeus, Rea sua madre mette una pietra in fasce a la porge a suo marito che non si accorge di nulla e porta in salvo suo figlio presso il monte Ida dalle ninfe. A Creta, l’antica pietra che Crono ingoia è “la pietra del fulmine ”, e cioè la pietra meteorica che simboleggiava in Frigia la dea Cibele, una delle forme anatoliche di Rea. Zeus sarà la divinità delle folgori che riceverà in dono dai Ciclopi, figli di Gea e Urano che lui aveva liberato. Zeus viene cresciuto da una ninfa Admantea e beve il latte della capra Amaltea, che lo renderà forte e potente. Il nome Amaltea, così come quello della ninfa, è composto dalla voce sumerica “amma” che significa madre e dall’accadico “alàdu” che significa che produce. Si dice che Zeus fece ascendere Amaltea al cielo come costellazione del Capricorno. Si noti come il Capricorno torni sempre nei racconti di Crono/Saturno anche passando attraverso Zeus che sembra fare da mediatore. Abbiamo due elementi Pan e Amaltea che sono il Capricorno, è un fatto importante: maschile e femminile uniti in una costellazione.

Zeus una volta adulto ascese all’olimpo e affrontò suo padre liberando i fratelli inghiottiti, iniziò la guerra fra dèi olimpici e titani che sarà vinta dai primi. Crono viene sconfitto, alcuni dicono venga ricacciato nel tartaro e legato altri invece che sarà allontanato ad ovest, verso i campi Elisi, in cui sarà re, ma non avrà più alcuna relazione con uomini o dei. In quest’ultima versione ritroviamo un elemento importante che accomuna Crono alla morte, ad Ade. Platone nel Gorgia ricorda che le anime dei morti potevano andare nel Tartaro, all’inferno, oppure nei campi Elisi, terra di Crono. A suo modo anche Crono condivide qualcosa con la morte, accoglie le anime buone, le anime pie, mentre Ade quelle che non lo sono state. Ci sono tre giudici mortali, figli di Zeus, che decidono, guardando l’anima, quale sia la sua strada. Il terzo giudice è colui che si esprime sui casi dubbi. Crono è il re della terra in cui albergano le anime giuste, Ade è il re dell’inferno in vivono quelle ingiuste. Ma Pan nel segno del Capricorno, il dio che allieta cosa ci fa? Il Capricorno non sembra essere un segno che ami divertirsi in modo sfrenato, invece a ben guardare i saturnalia, le feste di Saturno, è vero il contrario, probabilmente è l’effetto legato ad Ermes suo padre.

La festa di Saturno, i Saturnali, innaffiati dal vino nuovo, il carnevale dei Romani, è in qualche modo simile alle celebrazioni delle Antesterie greche, festa agraria e mistica in onore di Dioniso, ma non è detto che sia imitazione di esse. La scritta Saeturni pocolom dell’orcio votivo risalente al III secolo a. C. ricorda la festa greca delle brocche e delle pentole con la gara dei bevitori più robusti, alla presenza del sacerdote di Dioniso. Questi brevi accenni fissano l’origine della voce di Saturno come Satiro, allegro seguaci di Dioniso, dalla base corrispondente ad accadico satüm che beve tanto. La forma caprina dei Satiri, così come quella di Pan, mostra il loro originario elemento lunare: il capro, come attesta anche il vaso etrusco di Tragella ella, è destinato a tirare il carro o la nave celeste della luna. Nello zervanismo il tempo indeterminato viene chiamato saeculwn e Saturnus. Dio dell’agricoltura, della vegetazione, Saturno ha per simbolo il falcetto, come il babilonese Sin, il dio lunare, vecchio dalla fluente barba, di cui Saturno conserva tutti gli attributi. È il dio buono, creatore, il dio sapiente, il cui simbolo originario sarà stato lo spicchio lunare che si confuse col falcetto. Cfr. Semerano

I Saturnalia erano una festività che cadeva verso la fine di dicembre, più precisamente il 17 in vicinanza del prossimo sol invictus, quando l’energia luminosa riprende la sua forza e ad illuminare per più tempo le giornate. Durante queste feste l’ordine civile era invertito: gli schiavi diventavano i padroni e viceversa, ci si mascherava, ubriacava, s’invertiva tutto, si portava il caos che sarebbe stato foriero per l’inizio del nuovo anno, di un nuovo ordine, in gennaio (janua), tempo di Giano, in cui la divinità bifronte guardava contemporaneamente, nelle rappresentazioni e nelle statue a destra e sinistra, si poneva come porta fra i tempi. Proprio in gennaio, il nuovo ordine, nasceva nel Segno dell’Acquario, la rivoluzione per eccellenza, ma anche il mantenimento di uno status quo nascosto.

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SATURNO ENTRA IN ACQUARIO

““Da sempre l’Acquario è stato caratterizzato come un segno d’aria, e ha a che fare con il vento primaverile che porta con sé le nuvole da pioggia; è il segno di questo stesso periodo, che, nei paesi in cui ebbe origine lo zodiaco babilonese – in Mesopotamia, per esempio –, è la stagione delle piogge. In questa stagione il vento si leva portando con sé dal mare le piogge invernali. Qui si fa strada la primavera, il cui primo segnale, l’inondazione, corrisponderebbe con i Pesci, e in seguito giunge l’Ariete, la prima fertilità, i primi germogli – le spinte dell’Ariete sono appunto le spinte delle prime foglie verdi. Ora, essendo un segno di vento, l’Acquario è ovviamente un segno pneumatico, un segno di movimento spirituale, delle atmosfere e delle perturbazioni atmosferiche. In aggiunta a ciò, l’Astrologia moderna ha associato con l’Acquario il pianeta Urano, e Urano è il pianeta degli avvenimenti inaspettati o dei casi imprevisti, un pianeta assolutamente “elettrico”, fonte di tempeste e di eventi irregolari e non prevedibili.” C. G. Jung

Saturno entra a casa di suo padre Urano. Urano non c’è, è lontano nel segno del Toro, non si trova a proprio agio, sbraita contro suo figlio che l’ha evirato o che vorrebbe evirarlo, ma è lontano. Fa ancora la voce del padrone. Urano nel mito, come abbiamo letto, desiderava lo status quo, nulla doveva cambiare. Non è una visione che può essere definita patriarcale, perché lui è stato il primo padre degli dèi, dopo di lui si è potuto parlare di questa visione a causa delle azioni di Saturno. Urano porta in nuce sia il patriarcato che la soluzione allo stesso, l’atto rivoluzionario di suo figlio che lo evirerà. Il sole in gennaio, in febbraio durante il Segno dell’Acquario continua ad aumentare la sua presenza sulla terra, ad illuminare il mondo per ancora più tempo, Saturno desidera organizzare e strutturare questa luce, questa nuova energia, lo fa con guanti di velluto in pugno di acciaio, infatti il sole al momento dell’ingresso di Saturno in Acquario si trova in Ariete. Zeus che abbiamo visto funge da mediatore con Saturno si trova nel Segno del Capricorno, ancora nella casa del padre, sta rimettendo ordine a quello che ha combinato, sta liberando i fratelli, si prepara alla battaglia finale o all’armistizio. Mercurio forma dai Pesci un sestile con Urano, sembra voler dire di non fare mosse azzardate ma cercare la mediazione. E’ a mio avviso un buon “segno” per l’ingresso di Saturno in Acquario. Anche la Luna è in Pesci, ammorbidita, Venere è in domicilio in Toro assieme a suo padre Urano, comunicano tra loro, vanno d’accordo, Urano vorrebbe più spazio, meno confini e cerca di far passare questo messaggio alla propria casa, l’Acquario in cui c’è Saturno, ma quest’ultimo è il pianeta delle restrizioni. La dialettica che si evidenzia nei prossimi due anni fino a quando Saturno sarà in Acquario è quella della mediazione forzata, tensioni che si sciolgono, ma che comunque nascono, definizione dei limiti territoriali, possibilità di lasciarsi andare ad azioni impulsive sull’onda dell’emotività pensando di creare ordine. Pensando a queste affermazioni possiamo capire quando è il momento di mettere un freno e riflettere prima di agire. Abbiamo letto che Saturno è molte cose: scelte scellerate e responsabili, divertimento e durezza, ricchezza e opportunità, vita beata o vita angosciata, sta a noi cercare di fare la scelta giusta e indirizzare le immagini di Saturno in Acquario.

 

SATURNO, IL SENEX E HILLMAN

Senex è la parola latina per “vecchio”, che ancora oggi ritroviamo in vocaboli quali “senescenza”, “senile” e “senatore”.

Il tempo del senex era, per i romani, quello che andava “dalla seconda metà del quarantesimo anno in avanti”, e non si riferiva soltanto agli uomini, ma anche alle donne.”

Saturno intorno ai 42 anni si trova al punto opposto rispetto a quello di nascita, mentre in quasi contemporanea si ha l’opposizione di Urano a se stesso. Padre e figlio vivono la crisi, non sono sicuri di quello che stanno per fare o hanno fatto. Saturno di volere evirare il padre, Urano di volere rimandare i propri figli nel tartaro, ci possono essere momenti di crisi, di trasformazione, momenti in cui il destino ci pone davanti a scelte importanti, siano esse fisiche, immerse nelle realtà che semplicemente psicologiche.

A 14 anni Saturno si è opposto per la prima volta a se stesso è il momento dell’adolescenza in cui sembra più che altro il Puer a prendere il sopravvento, possiamo pensare, quindi, che intorno ai 42 voglia tornare il Puer, con una forma meno fanciullesca, ma più strutturata, in qualche modo. Urano a 14 anni circa, si trova nella fase crescente del primo sestile a se stesso, energia che si espande, che prova a strutturarsi.

Ogni processo di maturazione possiede in sé, il Puer e il Senex, Saturno e Mercurio.

Ed è tuttavia proprio a questo primo livello, dove il Senex influisce sulle nostre esistenze e sul nostro invecchiamento, che forse è più facile per noi coglierne la portata. L’esposizione che segue parte da due presupposti: primo, il Senex è un archetipo; secondo, quest’archetipo è quello di maggior rilievo per il Puer. Con ciò voglio dire che il Senex è una complicatio del Puer, che nella struttura puer è implicato il Senex e che, di conseguenza, gli eventi puer sono complicati

Come leggerete passare da Senex a Saturno è immediato, le parole di Hillman sembrano una disamina astrologica puntuale del significato  astrologico di Saturno. In alto ho scritto di Pan che è in relazione con il Capricorno, Pan era figlio di Ermes, il Puer per antonomasia, nel Capricorno, convive la dinamica archetipica Senex-Puer. Anche Amaltea è trasformata nel Segno del Capricorno, il latte, in relazione con il Segno del Cancro che è opposto al Capricorno, ha cresciuto Zeus e grazie ad esso Crono è stato sconfitto. Forse proprio nelle simbologie del Cancro, del contenimento dobbiamo cercare la soluzione al corona virus, come scrivevo in un altro articolo. La regola per non contagiarsi e contenere e restare in casa, ancora simbologia cancerina, nutrire Zeus, ma non farlo andare via perché non è ancora pronto. Quando lo sarà? Probabilmente quando anche lui passerà nel Segno dell’Acquario in cui ci sarà ad aspettarlo suo padre, Crono, ma nel regno di Urano. Crono avrà paura nelle terre di suo padre, inoltre Urano si troverà in Toro, innervosito, arrabbiato per il confinamento (segno del Toro) che ha dovuto subire, Crono rischia di essere punito.

Saturno entra in Acquario il 22 marzo. Scopriamo qualcosa in più di questo pianeta.

L’archetipo del Senex è però molto più che qualcosa di “psicologico”, più di un derivato dell’esperienza o di un aspetto dell’uomo e del suo comportamento, più di un’icona sovrapposta alla vita dall’immaginazione idolatra dell’uomo.

Il Senex è piuttosto una delle cristallizzazioni di Dio, un suo numen multiplex; o, meglio, il Senex è egli stesso un Dio, una realtà universale il cui potere ontologico è manifesto nella natura e nella cultura, e nella psiche dell’uomo.

Man mano che i processi naturali, culturali e psichici maturano, acquisiscono ordine, si consolidano e si disseccano, noi possiamo osservare i peculiari effetti formativi del Senex.

Le personificazioni di questo principio si presentano nelle vesti del sant’uomo o del vecchio saggio, del padre o del nonno potenti, del grande re, del dominatore, del giudice, dell’orco, del consigliere, dell’anziano, del sacerdote, dell’eremita, del reietto e dello storpio.

Sono suoi emblemi la roccia, il vecchio albero– specialmente la quercia–, la falce o il falcetto, l’orologio (o crono-metro) e il teschio.

Le aspirazioni a una conoscenza superiore, all’imperturbabilità e alla magnanimità, esprimono sentimenti senex, così come li esprime l’intolleranza per tutto quanto si frappone al proprio sistema e alle proprie abitudini.

Anche nelle idee e nei sentimenti relativi al tempo, al passato e alla morte, si manifesta con forza il Senex.

E riflettono questo archetipo anche la malinconia, l’angoscia, il sadismo, la paranoia, l’analità e le ossessive ruminazioni della memoria. Nella nostra cultura, inoltre, l’immagine prevalente di Dio è quella di un Dio senex–onnisciente, onnipotente, eterno, assiso e barbuto, che governa mediante principi astratti di giustizia, moralità e ordine, e una fede nelle parole che però non si esplicita nel linguaggio; benevolo ma iroso quando se ne ostacola il volere, distante dal femminile (celibe) e dall’aspetto sessuale della creazione; superno, lassù, col suo mondo geometrico di stelle e pianeti, nella notte fredda e lontana dei numeri–, un Dio immaginato attraverso l’archetipo del Senex: il Dio eccelso della nostra cultura è un Dio senex, e noi siamo creati a sua immagine, con una coscienza che riflette tale struttura. Uno dei lati della nostra coscienza è dunque irrimediabilmente senex.

Grazie alla sua capacità di esprimere tutto quanto è vecchio, ordinato e stabilito, questo archetipo ha un peso determinante nella nostra cultura, che lo considera il Dio morto o morente.

Il crollo della struttura è la morte di questa particolare struttura, di colui che è il principio stesso di Struttura; se questa fissazione centrale delle nostre coscienze religiose è invecchiata in una remota trascendenza e deve appassire e morire, allora l’immagine in cui siamo stati modellati, riflettendo questo Dio principale, sta anch’essa scomparendo.

Un tipo di coscienza sta trapassando.

La “de-struzione” della cultura e i crolli nelle singole esistenze individuali sono le conseguenze di questa transizione della dominante senex, che è stata anche una dominanza del Senex: l’usurpazione da parte di un solo Dio su molti, di una forma archetipica sulle altre, di uno stile di coscienza che ha ricacciato gli altri nell’incoscienza.”

 

Bibliografia.

Le origini della cultura europea, Giovanni Semerano

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by Aleksandra on Consulenza astrologica
Consulenza astrologica

Paolo ha un dono di creare una storia della vita attraverso miti, metafore e simboli che permette di “distendere” la percezione e la visione del vissuto. Per me è stata una consulenza rivelatrice che ha gettato luce sulle questioni che prima non mi erano chiare. Aprire la mente e vedere la nostra vita da una prospettiva più ampia ci regala l’apprezzamento per tutto ciò che abbiamo sperimentato (anche se molto spesso spiacevole) e la riconciliazione con il nostro inevitabile destino. Paolo e’ anche una persona molto colta, disponibile che sa creare un’atmosfera piacevole, coinvolgente e sa cogliere una straordinaria unicità che è la nostra vita.

by Gianpiero on Consulenza astrologica
Mistero e fascino

L'esperienza di ascolto del tema natale di Paolo è un'esperienza diversa che mette in moto capacità di comprensione interiori più sottili.
E' affascinante e misterioso come i miti e gli archetipi possano rappresentare una direzione e dare diverso significato alla nostra vita. Sotto questa luce appare quasi chiaro il percorso che abbiamo fatto fino adesso...quasi logico e inevitabile.
Ovviamente è necessario riascoltare la seduta più volte e riflettere per riconciliare il tutto con noi e la nostra quotidianità.

Il tema natale visto sotto questa luce non è altro che l'ennesima prova, semmai ce ne fosse bisogno, della magia della vita e del ruolo divino dell'uomo nel cosmo.
Veramente un bel viaggio, grazie Paolo.

Bella esperienza

Ho avuto la possibilità di fare questa esperienza con Paolo , devo dire che ho trovato subito una connessione forte con ciò che mi raccontava rispetto alla mia vita .
Il suo modo di raccontare , per niente banale , ma anzi molto profondo, con le vicende degli Dei , una metafora perfetta per capire alcune parti di me che non riuscivo a spiegarmi , un viaggio tra realtà e sogno per risvegliare quel qualcosa che andasse risvegliato è compreso .
La sua professionalità e accortezza hanno dato un tocco speciale alla nostra seduta .
Te ne sono davvero grata 🙏🏻💖 Grazie

Consulenza Illuminante!

Ho preso la consulenza sul Tema Natale la settimana scorsa e devo dire che sono rimasto totalmente stupefatto.
Di base, attraverso la lettura della Mappa, i racconti e i miti riguardavano davvero i tratti caratteristici della mia Vita e Paolo e’ riuscito a far passare i concetti con una comunicazione facile da capire e veloce da comprendere.
Mi sento come se avessi preso una maggiore consapevolezza delle mie “armi” e dei miei “lati oscuri “ con la conseguenza di aver sviluppato una totale accettazione di me stesso.
Grazie!

by Emiliano on Consulenza astrologica
Veramente soddisfatto

Una lettura del tema Natale del tutto inusuale rispetto all’astrologia classica.
Esauriente per comprendere a fondo i temi che di piu’ ci coinvolgono nella nostra vita e svelarne il significato. Metodo eccellente... per non parlare di Paolo di cui non si può’ dire altro se non di essere un professionista serio e all’altezza di un simile compito. LO CONSIGLIO MOLTO SINCERAMENTE.

Ho conosciuto Paolo perché cercavo una visione dell'astrologia che non fosse di superficie e che potesse indagare l'animo umano con consapevolezza e studio. Con lui l'ho trovata. Persona di grande cultura che attraverso analogie e racconti riesce a unire simboli in un panorama complesso aiutando il cliente nel cercare le risposte e offrendo possibilità di conoscersi più a fondo grazie a questa bellissima arte.
Inoltre è una persona gentile e disponibile!
Consigliatissimo!

Interessante

Ho trovato molto interessante l'approccio di Paolo nell'interpretazione del mio tema Natale. Credevo di conoscerlo avendo praticato l'Astrologia per lunghi anni, ma la sua lettura è stata vivificante. Ha gettato una nuova luce sui miei pianeti e sui loro aspetti. Un racconto che piano piano ha costruito una trama di vicende estremamente vitali e incredibilmente attuali. Direi che si è creata una danza tra la sua interpretazione basata sui miei miti di riferimento e la risonanza che si è venuta a creare col mio vissuto. Sono ancora qui in religioso ascolto dell'eco che la consulenza ha lasciato dentro di me. La consiglio caldamente a chiunque desideri conoscersi più in profondità guidato da un' anima competente e gentile

Tema natale

Una lettura del tema natale da un
punto di vista differente.
Paolo è stato incredibilmente
chiaro, approfondito e lieve nel modo di
manifestarsi e dialogare con me, in un
momento difficile, di “bella” crisi e cambiamento.
Miti vivi che mi abitano, sincronicita’
e intuizioni che grazie alla sua lettura del tema natale
e alla competenza in materia hanno ridato fiducia e conferme al mio personale cammino verso...
Grazie

Astrologia nel Paese delle Meraviglie

Un viaggio emozionante e istruttivo. Vedere rispecchiata la mia vita nel mito mi ha fatto sentire meno solo, ho capito che i miei processi interiori sono stati condivisi da generazioni prima di me, che hanno provato a spiegarli tramite l'immaginazione.
Complimenti a Paolo per la delicatezza e l'arguzia nello scegliere le tematiche più appropriate.
Gran bel lavoro, complimenti

by Patrizia on Consulenza astrologica
Consulenza affascinante e specifica

Ringrazio Paolo per la bella consulenza che ha sviluppato su mia richiesta rispetto sia al mio tema che sui miei transiti. La lettura simbolica dei miti che accompagnano la vita di ognuno di noi apre a comprensioni nuove ed inattese.
Il nostro scambio è stato sicuramente facilitato dalla comune formazione astrologica che ci ha fornito un linguaggio comune, al di là del linguaggio universale che porta con sè una lettura simbolica junghiana.

by VALENTINA on Consulenza astrologica
Consulto

Paolo ha utilizzato la sua profonda conoscenza degli archetipi e della mitologia, per guidarmi in un viaggio nel tema natale dove ho avuto la possibilità di sentirmi protagonista e spettatrice di un viaggio profondo e stimolante.
È stato un consulto pieno e gentile, dove Paolo mi ha offerto la possibilità di seminare nuove ed importanti consapevolezze astrologiche, intellettuali ed emotive.

Molto interessante la visione/interpretazione astrologica. Molti spunti di riflessione offerti, che ti fanno vedere il T.N. in una sorta di narrazione in un continuum che collega attraverso la mitologia e gli archetipi i vari aspetti della vita.
Un buon metodo che fa riflettere ed indagare!
Grazie Paolo

Esperienza affascinante

Consiglierei a tutti di scoprirsi anche in questo modo.
Paolo riesce a raccontarti in maniera profonda e per niente banale. Sfruttando la sua grande conoscenza dei miti e delle leggende e la sua grande empatia, estrapola le storie che ti stanno appartenendo.
Permettendoti di vederti da un'altra ottica
A me ha aiutaro tanto questa chiacchierata, ma ancora di più risentirla.
Mi ha donato tanti rimandi e spunti di riflessione utili per la mia crescita personale.

by Michelina on Consulenza astrologica
Tema natale

La consulenza con Paolo, è stata interessante e veramente utile.
Il suo modo di interpretare il tema natale è unica ed affascinante. E' stato in grado di trasportarmi in un viaggio incantato, attraverso miti e racconti, dove tutti i personaggi sembrava parlassero del mio mio vissuto. Ho acquisito consapevolezza di alcuni aspetti della mia vita emozionale, passata e presente, con qualche spunto per il futuro. Ringrazio Paolo per la professionalità e passione che riesce a trasmettere attraverso i miti, grazie per avermi ascoltato e guidato in questa bellissima esperienza.

Molto interessante

Il consulto è stato molto interessante.
Senza conoscermi ha saputo descrivere attraverso i racconti dei punti importanti se non centrali della mia esistenza alcuni caratteriali altri di dinamiche di vita.
La cosa più bella è che ti porta a una riflessione a una sorta di conapevolezza che può portare a un evoluzione interiore positiva sul lungo periodo.
Gentile, paziente, disponibile.
Grazie

by Tina B. 82 on Consulenza astrologica
esperto traghettatore

Un affresco che si compone attraverso diversi racconti: la raffigurazione del sé che muta nel tempo, ma ritrova i suoi elementi fondanti nei vari miti che caratterizzano il proprio cielo.
Paolo - come un esperto traghettatore - attraversa questo mondo di stelle e di sogni che rappresentano il nostro Io più profondo.
Una esperienza che lascia un senso di stupore nel sentirsi raccontati - e profondamente compresi - e una nuova luce ad illuminare il proprio modo di essere e di sentire.
L'originalità di questo approccio - che fonde mitologia e interpretazione - imprime una traccia profonda in ciò che siamo, rendendoci protagonisti più consapevoli della nostra realtà.

by Barbara B. on Consulenza astrologica
Consulenza astrologica fuori dal comune

E' stata la mia prima consulenza astrologica; precedentemente al mio contatto con Paolo, ho letto molto sul web, cercato di capire cosa fosse un Tema Natale, come sarebbe stato svolto, cosa mi avrebbero spiegato.
Sono arrivata al sito di Paolo per caso, e ho letto quasi tutti i suoi articoli. Dava una visione diversa dal resto delle informazioni che avevo raccolto. Mi ha incuriosito e mi sono detta"...ok, proviamo".
Ho fatto bene!
Paolo ti racconta una storia, la TUA storia. Tu devi solo ritrovartici, scevro da pregiudizi verso te stesso, da quello che "pensi" di essere; troverai nelle sue parole qualcosa che andrà oltre la superficie visibile.
Credo che sia un aiuto utile alla comprensione di se stessi, e della propria strada.

by Marina del Vento on Consulenza astrologica

Ciao a tutt*, ci tengo a fare questa recensione a Paolo, perché oltre che essere un'Anima Nobile, mi è giunto ciò mentre facevo la consulelenza con lui. Mi ha messo subito a mio agio, mi sembrava di parlare con un amico fidato, oltre poi alla sua genialità, capacità di narrazione e di riunire le varie discipline mitologiche, junghiane, fiabesche, mirate alla propria data natale, aiutandomi a sentirmi accettata per la mia unicità, a comprendere dinamiche che avevo individuato, ma mi mancava come il tassello da completare che lui mi ha dato x aiutarmi a spezzare ripetizioni x arrivare a nuove guarigioni liberazioni e a portare avanti al meglio i miei progetti nel qui e ora.

E per ultimo lo ringrazio per avermi fatto sentire accettata con pregi e difetti così come sono, come noi tutti! Grazie per una nuova forma di libertà che mi hai aiutato a individuare! Lui é per chi é pronto ad entrare dentro di se accettando che siamo dentro a piu miti, ma essendo umani possiano trovare grazie alla sua pragmaticita chiavi concrete!

by Venere culminante on Consulenza astrologica
Esperienza unica e arricchente

LA CONSULENZA CON PAOLO È STATA UN’ESPERIENZA COSTRUTTIVA E ARRICCHENTE. HO VISTO LA MIA VITA SCORRERMI DAVANTI MA SENZA IL FILTRO DEL GIUDIZIO E DEL PREGIUDIZIO, E I SUOI ELEMENTI DI FORZA E DI TENSIONE ARRICCHITI DEL LORO SPESSORE ARCHETIPALE. GLI ASPETTI EMERSI DAL RACCONTO, SE GESTITI CON CONSAPEVOLEZZA POSSONO AIUTARE A CONSIDERARE GLI EVENTI OTTIME OPPORTUNITÀ DI CAMBIAMENTO, A TROVARE LA VIA PER SUPERARE DEI BLOCCHI, A CONSIDERARE MODI DIVERSI DI “FARE LA PACE” COL PASSATO. PAOLO È MOLTO PREPARATO E ACUTO, È CAPACE DI TRASMETTERE LA SUA PASSIONE PER I MITI CHE ABITANO LA NOSTRA INTERIORITÀ E PUR NON ESSENDO PSICOLOGO HA TUTTE LE QUALITÀ UMANE E MOLTE DELLE COMPETENZE CHE CARATTERIZZANO QUESTA PROFESSIONE, COMPRESA LA CAPACITÀ DI ASCOLTO, L’EMPATIA E UNA PROFONDA ESPERIENZA. DA PSICOLOGA POSSO DIRE CHE È STATO UN APPROCCIO CREATIVO E AFFASCINANTE ALLA CONOSCENZA DI SE STESSI E AL PROCESSO DI CRESCITA PERSONALE CHE PORTO AVANTI DA TANTI ANNI.

by Elvira B. on Consulenza astrologica

PARLARE CON PAOLO È STATO COME ARIEGGIARE UNA STANZA CHIUSA ORMAI DA TANTO TEMPO E FARE ENTRARE ARIA FRESCA E PURA. BLOCCATA, ANCHE FISICAMENTE, DALLA PAURA E DAI PESI CHE MI OSTINO A TRASCINARE, ANCHE QUANDO NON SERVE, HO TROVATO NELLE PAROLE DI PAOLO E NELLA SUA EMPATIA, SOLLIEVO E APERTURA. IL RACCONTO, LA STORIA DELLA MIA VITA, ALLA LUCE DEI MITI E DEGLI ARCHETIPI, MI HA PERMESSO DI AVERE UNO SGUARDO NUOVO, PIÙ AMPIO E FIDUCIOSO, RIPRENDENDOMI QUELLO SPAZIO CHE, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ASTROLOGICO, HO PER NASCITA E PER TEMPERAMENTO. E QUEL CORVO NERO CHE OGNI TANTO MI BECCA SULLA SPALLA, FACENDOMI DUBITARE DI TUTTO, MA SOPRATTUTTO DELLA MIA FORZA, CREDO SIA VOLATO DA UN'ALTRA PARTE. E' STATO COME PARLARE CON UN AMICO CHE MI CONOSCE DA TEMPO, PAZIENTE, GENEROSO, E NON GIUDICANTE. MA NON PER QUESTO MENO PREPARATO E PROFESSIONALE. GRAZIE DI CUORE PAOLO. CI RISENTIREMO PRESTO.

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