Mi sono imbattuto in un post della pagina facebook di “Astralità” – che ringrazio per aver riportato il testo – in cui viene riportato il brano del libro: Astrologia e Destino di Liz Greene. Dopo che l’Autrice fa tutto un bel discorso sul fatto che ci sono eventi imprevedibili e che nulla si può fare, e fin qui sono d’accordo, conclude così:

Per valutare il destino individuale, occorre attenzionare: (i) Gli aspetti di Giove e Saturno. (ii) Lo stato della decima, undicesima e dodicesima casa, perché in qualche modo essendo le ultime sanciscono lo scopo finale del nativo (soprattutto il Medio cielo, essendo il punto più elevato); molti attribuiscono importanza anche alla settima, ottava e nona casa, ma queste sono più da vedersi come una fase energetica di metamorfosi intermedia. (iii) I nodi lunari. Se invece volessimo interrogarci sul ruolo di una persona incontrata sul nostro percorso, occorre affidarsi all’interpretazione di una carta composita.

Quindi afferma che si può fare una “valutazione” del destino perché sono le ultime case “sanciscono lo scopo finale”, quindi l’uomo seguirebbe nella sua vita la loro sequenza e lo scopo del nativo sarebbe descritto da queste o dagli aspetti di Giove e Saturno. Bene è una grande sciocchezza proiettiva dell’astrologo che cerca sempre una spiegazione su tutto e sente la necessità di ergersi a depositario della verità, che ha più poteri di chiunque altro, perché lo scopo è sempre quello “dominare” gli altri e renderli “dipendenti”.

A questo punto da astrologo chiedo alla Greene e a chi utilizza queste teorie o altre simili: una persona che nasce ai Poli che domificazione ha? Per diversi mesi l’ascendente è sempre lo stesso, è sempre o solo giorno o solo notte, quindi le case non cambiano e addirittura non si può neppure domificare attraverso le varie formule.

Gli eschimesi avranno tutti lo stesso destino, gli stessi scopi?!

Ma per favore! Questa ossessione di dover per forza sentirsi maestri di vita, di spiritualità, di possedere i “segreti del creato” e del tuo destino.