Indossare la mascherina: perché può sembrarci una limitazione della nostra libertà?

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Mentre cenavo al ristorante giapponese, ieri, e guardavo i camerieri e gli avventori che entravano e indossavano la mascherina, complice, forse il simbolismo dei Pesci 🙂 ho ricordato il libro di Bruno Meroni, La maschera inevitabile, e da questo sono nate alcune riflessioni.

Coprire le nudità del corpo con pelli di animali, il volto con maschere è un atto rituale che preserva la sacralità del corpo avvicinandolo al mondo simbolico. Secondo Jung la percezione da parte dell’uomo del soprannaturale e gli atti di culto che lo precedono fanno sorgere la cultura di un popolo. Sacro e cultura si fondono attraverso la maschera indossata. Adamo scopre di essere nudo dopo aver mangiato il frutto della conoscenza, del bene e del male, appare la coscienza, l’Io. Lo erano anche prima ma non se ne vergognavano, è come se non esistesse la loro coscienza sociale, loro si vedono come oggetto di altri e vedono allo stesso modo gli altri come oggetto è il primo passo verso la conoscenza. Il primo atto che sentono di fare è di coprire le nudità, sacralizzare il corpo.

Ragionando in questo modo e assumendo come la prima maschera originaria sia quella scaturita dal racconto di Adamo ed Eva possiamo pensare che ogni qualvolta appaia alla coscienza un archetipo proveniente dall’inconscio collettivo che vuole essere integrato nella coscienza collettiva produca una nuova maschera.

Per Jung la maschera è definita dall’archetipo della Persona. L’etimo della parola Persona sia dal latino che dal greco fa apparire sempre diverse sfumature. La Persona può essere la maschera indossata dagli attori, può essere lo strumento attraverso il quale risuona una voce (per-sonare, anche se risulta essere un’etimologia popolare e forse falsa). L’etimo che fa ancora più riflettere è quello di phersu divinità etrusca infernale che compone anche il nome di Persefone, la divinità del regno dei morti, moglie di Ade. In francese personne significa nessuno eppure condivide le medesima radice greco-latina. La Persona è qualcosa che proviene dal profondo, dall’Ade e spinge verso la luce la coscienza, desidera essere vista e riconosciuta dalla società, in questo modo protegge ciò che sotto. La Persona junghiana potremmo riassumerla nella frase: come vorrei che gli altri mi vedessero.

Persona e Anima sono due polarità opposte, ricorda Jung, se s’inflaziona una l’altra è schiacciata e cercherà di emergere.

Ora passiamo ai giorni nostri.

Siamo stati costretti ad indossare una maschera, questo, stando a quanto si è letto, potrebbe essere una manifestazione archetipica di una nuova maschera sociale da integrare nella coscienza collettiva. Questa maschera chirurgica, alla moda, ecc. protegge una parte del nostro corpo nel tentativo di preservarlo nella sua totalità, di non farlo ammalare. Quali sono le parti che protegge, quali le parti da non mostrare nelle proprie nudità naturali? Sono la bocca e il naso, orifizi da cui passa l’aria, anima, anemos, psyche, nascondiamo/preserviamo i passaggi di anima.

La respirazione nello yoga è una pratica fondamentale che permette la meditazione e prendere coscienza del proprio corpo. Noi prima della pandemia correvamo, non ci fermavamo mai, avevamo perso la consapevolezza del corpo, dei suoi ritmi ci eravamo allontanati da Anima, uno degli archetipi che ci spinge verso il centro di noi stessi, verso il nostro femminile, verso l’accoglienza.

Attraverso la bocca parliamo, comunichiamo, nasconderla con la maschera e parlare attraverso di essa frena le parole, a volte le rende poco comprensibili, Ermes è bloccato, inibito, la comunicazione diventa difficoltosa, bisogna parlare piano e scandire le parole per essere compresi. Il mondo della comunicazione, delle relazioni, prima, era accelerato frenetico, non si dava peso alle parole. La maschera mette un freno anche a queste, ma protegge gli altri e ci protegge anche dagli altri proprio perché frena Ermes-Mercurio, lo rallenta. Mercurio e la maschera del teatro sono simili rappresentano il burlone, il trickster, chi si diverte e fa anche divertire, è stato messo un freno, a causa della pandemia, a questo lato di Ermes che probabilmente era inflazionato, spingendoci maggiormente verso il basso, verso Anima, allontanandoci dalla Persona e costringendoci a mostrarci non come vorremmo noi, ma come impone la società che ha dato inizio a un nuovo rito in cambio della protezione del nostro corpo, della nostra salute.

Per rispondere alla domanda iniziale indossare la maschera c’inserisce di forza in una nuova ritualità che non abbiamo scelto, sentiamo imposta, a volte non scorgiamo il pericolo della pandemia perché è invisibile, nell’aria. Persefone ci mette in guardia, ci offre il suo aiuto per proteggerci, ma in molti sembrano non volerla ascoltare.

Se volessimo indagare nel tema natale personale come viviamo il rapporto con la mascherina da indossare a fini preventivi per proteggere e proteggerci dai contagi del Covid 19 potremmo guardare alla nostra X Casa che, come scriveva E. Bernhard, rappresenta la Persona junghiana, ai pianeti presenti in essa, guardare la posizione della IV Casa, Anima, poiché opposta alla Persona, a Mercurio e la Luna.