Leggo, grazie a mia moglie Domizia Moramarco (Mi Libro in volo), che Jung era stato vittima, da ragazzo, di abusi sessuali da parte di un uomo, questa cosa, racconta lui stesso in una lettera Freud l’ha segnato, soprattutto nel suo rapporto con gli altri uomini. Inoltre Jung evidenzia una sorta d’innamoramento erotico nei confronti di Freud. Nel libro “Labyrinths: Emma Jung, Her Marriage to Carl, and the Early Years of Psychoanalysis” Catrine Clay, scrive:
“Carl aveva subito abusi sessuali da ragazzo e l’unico modo per affrontarli era reprimere il ricordo. Ma nell’ottobre del 1907, ben sette mesi dopo che le discussioni con Freud avevano fatto emergere i ricordi e dopo che la sua vita era stata gettata in un’ulteriore confusione, dovette affrontarli. Le sue risposte alle lettere di Freud erano state sempre più ritardate, e infine Freud, di solito così tollerante e indulgente con il suo principe ereditario, espresse le sue obiezioni e Carl confessò.
<<Le tue ultime due lettere contengono riferimenti alla mia pigrizia nello scrivere. Le devo certamente una spiegazione”, scrisse il 28 ottobre, dando dapprima la colpa al carico di lavoro, ma poi ammettendo che in realtà era quello che Freud aveva definito il suo “complesso di autoconservazione” a tormentare spesso la sua penna, impedendogli di scrivere: In realtà – e glielo confesso a fatica – ho un’ammirazione sconfinata per lei, sia come uomo che come ricercatore, e non le porto alcun rancore consapevole. Quindi il complesso di autoconservazione non viene da lì; è piuttosto che la mia venerazione per lei ha qualcosa del carattere di una cotta “religiosa”. Sebbene non mi dia molto fastidio, la sento comunque disgustosa e ridicola per il suo innegabile sottofondo erotico. Questa sensazione abominevole deriva dal fatto che da ragazzo sono stato vittima di una violenza sessuale da parte di un uomo che un tempo veneravo. Anche a Vienna i commenti delle signore (“enfin seuls”, ecc.) mi davano il voltastomaco, anche se il motivo non mi era chiaro all’epoca. Questa sensazione, di cui non mi sono ancora liberato del tutto, mi ostacola notevolmente>>”
Se vogliamo analizzare la sessualità in un tema natale si guarda alle posizioni di Venere, Marte, Plutone, Giove, Urano, tra gli dei maschili “stupratori”, sì perché ci sono anche le dee “stupratrici” (si veda Selene e Endimione, tanto per citarne una). Le case legate alla sessualità sono la V (piacere come ricerca dell’identità creativa), l’VIII (abbandono al piacere). Guardano al tema di Jung notiamo che la V Casa e l’VIII Casa sono governate da Mercurio, quest’ultimo forma una quadratura con Giove in VIII Casa. Giove rappresenta l’uomo di potere, l’uomo maturo, è la divinità con più racconti di violenze verso donne e uomini. Era un uomo che “venerava” scriveva Jung, ciò ci conduce a guardare la posizione di Venere nel tema natale, che è in Cancro, congiunta a Mercurio, e forma il medesimo aspetto di tensione con Giove (uomo di potere). Venere governa inoltre il Segno della Bilancia, dove si trova Giove stesso, e il Segno del toro che ospita la congiunzione Luna-Plutone che ci riconduce al mito di Proserpina rapita da Ade, per il maschile possiamo pensare a Ganimede (in relazione con il Segno dell’Acquario, ascendente di Jung) e Giove che lo rapisce. Urano, governatore dell’Acquario, si trova nella VII Casa (relazioni) e forma una quadratura con la Luna in Toro, emozioni castrate, paura, ricordiamo che Urano schiacciava il femminile. Potremmo azzardare l’ipotesi che il fascino che Jung esercitava sulle donne, a parte l’avere un bel portamento ed essere un bell’uomo, forse poteva risiedere in questa capacità di relazione con il femminile, più che con il maschile, anche a “causa” di questa storia passata, che ha formato il suo destino.
Le mie sono speculazioni astrologiche, nulla di più, che trovano riscontro nel tema natale.
In un altro articolo approfondirò “l’erotismo” di Jung nei confronti di Freud alla luce della sinastria.




















