“Ho curato molte centinaia di malati di mente. Tra quelli d’età superiore ai 35 anni, non ce n’è stato neppure uno il cui problema, in ultima analisi, non fosse quello di scoprire un senso religioso nella vita.”
(Jung, Psicologia e religione, Opere vol.11)

Non dobbiamo dimenticare che C. G. Jung è stato prima di tutto un medico, uno psichiatra, uno scienziato e in quanto tale ha studiato i fenomeni psichici attraverso la scienza, in un secondo momento ha poi cercato di unire quelli che erano i concetti di materia (scienza) e psiche, ma sempre da vissuto fisico, biologico è partito. Ha ipotizzato l’unione di questi due mondi in apparenza separati attraverso il concetto di sincronicità. Le moderne neuroscienze confermano, anni dopo, quelle che sono state le intuizioni si Jung sulle immagini, si leggano, prima di tutto, i lavori del neurologo Antonio Damasio, poi volendo andare oltre si possono citare gli studi di Roger Penrose e Stuart Hameroff e la teoria ORCH-OR che cercano di approfondire ancora di più questa connessione attraverso il concetto di coscienza. Fatte queste premesse diviene quindi fondamentale partire dai fatti oggettivi, dal vissuto del soggetto e poi spingerci nel mondo di ciò che c’è oltre.

L’impatto della spiritualità sul benessere psicologico è accertato da numerosi studi, ma come si è giunti a confermare questa intuizione, ovvero che la fede faccia bene? Ovviamente attraverso la scienza, anche se a ben vedere i nostri nonni che si affidavano a Dio, in modo irrazionale, sembravano liberarsi dei pesi della quotidianità demandano ad Altro, affidandosi. L’uomo è biologicamente portato ad affidarsi, a cercare protezione, è il suo modo di essere nel mondo secondo le teorie di Bowlby, dei sistemi motivazionali TEM, leggasi Giovanni Liotti, se vogliamo la religione, la spiritualità possono essere associate a questa necessità biologica di protezione, ma anche alla ricerca di qualcosa di oltre, alla ricerca di un senso che possiamo spiegare attraverso la sincronicità.

Porterò alcuni esempi di ricerche scientifiche che affermano come la spiritualità sia utile, cosa che mi trova pienamente d’accordo, così come alcuni “avvertimenti” in tal senso, sempre basandomi su studi scientifici.

C’è la necessità di reincantare il mondo per trovare un senso, in questo modo tutti gli strumenti che riconducono a una visione “spirituale”, astrologia compresa possono essere utili, come si leggerà alla fine, il problema non è il mezzo, ma come e gli scopi finali di chi lo usa.

“La relazione tra spiritualità, comportamenti legati alla salute e benessere psicologico”

(https://www.frontiersin.org/journals/psychology/articles/10.3389/fpsyg.2020.01997/full) , pubblicato su Frontiers in Psychology, esplora il legame tra spiritualità, comportamenti salutari e benessere psicologico, in particolare nel contesto dell’istruzione superiore. Ecco una sintesi dettagliata dei suoi contenuti:

Obiettivo

Lo studio aveva l’obiettivo di indagare come la spiritualità e i comportamenti legati alla salute fossero collegati al benessere psicologico, in particolare tra gli studenti universitari. I ricercatori erano interessati a capire come diversi tipi di istruzione (focalizzata sul corpo umano rispetto alla mente/spiritualità) potessero influenzare queste relazioni.

Metodologia

  • Campione: Lo studio ha coinvolto 595 studenti di sei università. Questi studenti sono stati divisi in gruppi basati sul loro ambito di studio: un gruppo focalizzato sul corpo umano (ad esempio, medicina, educazione fisica), e un altro sulla mente e sulla spiritualità (ad esempio, psicologia, filosofia).
  • Strumenti: I ricercatori hanno utilizzato questionari per valutare i livelli di spiritualità, i comportamenti legati alla salute e il benessere psicologico dei partecipanti.

Principali Risultati

  1. Associazione Positiva: È stata trovata una relazione positiva tra spiritualità e benessere psicologico. La spiritualità era anche positivamente correlata ai comportamenti salutari.
  2. Effetto di Mediazione: I comportamenti legati alla salute hanno mediato la relazione tra spiritualità e benessere psicologico. Questo significa che la spiritualità ha influenzato positivamente il benessere in parte promuovendo comportamenti più salutari.
  3. Impatto dell’Istruzione: La relazione tra spiritualità e benessere era più forte tra gli studenti i cui studi erano focalizzati sulla mente e sulla spiritualità rispetto a quelli focalizzati sul corpo umano.
  4. Implicazioni: I risultati suggeriscono che la spiritualità può essere un determinante importante del benessere e dovrebbe essere considerata nei programmi educativi che mirano a promuovere un approccio olistico alla salute.

Lo studio sottolinea il ruolo della spiritualità nel migliorare il benessere psicologico, in particolare attraverso la sua influenza sui comportamenti salutari. Suggerisce che l’inclusione dello sviluppo spirituale nei curricula educativi potrebbe essere benefica per il benessere generale degli studenti, specialmente per quelli nei campi legati alla mente e alla spiritualità.

“The Four Domains Model: Connecting Spirituality, Health, and Well-Being” di John Fisher

(https://www.mdpi.com/2077-1444/2/1/17), esplora la relazione tra spiritualità e benessere attraverso un modello che integra quattro domini principali di salute spirituale: personale, comunitario, ambientale e trascendentale.

Contenuti principali:

  1. Salute Spirituale come Dimensione Fondamentale: L’autore sostiene che la salute spirituale sia una dimensione cruciale per il benessere complessivo delle persone, permeando e integrando le altre dimensioni della salute, come quella fisica, mentale ed emotiva.
  2. I Quattro Domini di Salute Spirituale:
    • Personale: Riguarda la relazione di un individuo con se stesso, inclusa l’autoconsapevolezza e l’autostima.
    • Comunitario: Si riferisce alle relazioni interpersonali, come quelle con amici, famiglia e comunità, e come queste influenzino il benessere spirituale.
    • Ambientale: Involge la connessione con la natura e l’ambiente circostante, sottolineando l’importanza di un legame sano con il mondo naturale.
    • Trascendentale: Include la relazione con qualcosa che trascende l’esperienza umana ordinaria, che può essere Dio, un’entità superiore, o un concetto di esistenza superiore.
  3. Approccio Olistico alla Salute: L’articolo promuove un approccio olistico, suggerendo che la salute spirituale non solo contribuisce al benessere generale, ma è anche fondamentale per la salute emotiva, sociale e vocazionale.
  4. Interconnessione tra i Domini: Fisher discute come questi domini siano interconnessi e influenzino reciprocamente il benessere globale di un individuo. La mancanza di equilibrio in uno di questi domini può avere effetti negativi sugli altri aspetti della vita.
  5. Applicazioni Pratiche: Vengono anche esplorate le implicazioni pratiche del modello per la diagnosi di “malessere spirituale” e per la promozione di interventi che possano migliorare la salute spirituale e il benessere complessivo.

Questo modello di “Quattro Domini” rappresenta un tentativo di comprendere e migliorare la salute umana integrando la spiritualità come componente essenziale del benessere globale.

 

“Spirituality as a Therapeutic Approach for Severe Mental Illness: Insights from Neural Networks”

(https://www.mdpi.com/2077-1444/15/4/489) esplora la connessione tra spiritualità e malattie mentali gravi, esaminando come la spiritualità possa influenzare positivamente il trattamento di tali disturbi attraverso una prospettiva neuroscientifica. Ecco un riepilogo dei punti chiave trattati nel documento:

Introduzione

Il documento introduce la crescente rilevanza della spiritualità nel contesto della salute mentale, sottolineando come pratiche spirituali e religiose possano influenzare positivamente la salute mentale e il benessere, soprattutto in relazione a malattie mentali gravi. Viene anche evidenziato il ruolo delle reti neuronali, in particolare la Default Mode Network (DMN), nei processi cognitivi ed emotivi.

Teorie Psicologiche sulla Spiritualità

Viene esplorato il pensiero di figure chiave come Freud, che considerava la spiritualità come un’espressione nevrotica, e Jung, Frankl e James, che avevano visioni più positive delle esperienze spirituali. Queste teorie sottolineano la complessità dell’interazione tra spiritualità, comportamento umano e salute mentale.

Perdita di Scopo, Significato e Iniziativa

Il documento discute come malattie mentali gravi possano portare a una perdita di interesse nelle attività quotidiane e spirituali, contribuendo a sentimenti di inutilità, tristezza e apatia. Queste condizioni possono esacerbare sfide sociali ed emotive, rendendo difficile il mantenimento di un senso di scopo.

Reti Neuronali nelle Malattie Mentali Gravi

Si analizza come specifiche reti neuronali, tra cui la DMN, siano implicate in vari disturbi psichiatrici. Alterazioni nella connettività della DMN, ad esempio, sono associate a disturbi come depressione, ansia, dipendenze e psicosi. Il documento suggerisce che comprendere queste reti potrebbe migliorare l’approccio terapeutico a tali disturbi.

Interazioni tra Spiritualità, Psichedelici e Mindfulness

Il documento esplora come la spiritualità, l’uso di psichedelici e le pratiche di mindfulness influenzino le reti neuronali. Viene discussa la possibilità che tali pratiche riducano la connettività della DMN, migliorando il benessere psicologico e facilitando la gestione dei sintomi psichiatrici.

Il documento conclude che la spiritualità può avere un ruolo significativo nel trattamento delle malattie mentali gravi, specialmente se integrata con altre forme di terapia. Tuttavia, sottolinea anche che l’efficacia della spiritualità come intervento terapeutico può variare a seconda delle esperienze personali degli individui con la religione e la spiritualità. Questo articolo rappresenta un tentativo di integrare la spiritualità nella pratica psichiatrica, considerando le reti neuronali come un ponte per comprendere meglio l’interazione tra mente e spiritualità nel contesto delle malattie mentali.

 

I problemi connaturati ai leader carismatici e spirituali che usano con dolo la spiritualità

Si è visto come l’uomo non possa fare a meno della spiritualità provando anche attraverso la scienza questa pulsione innata. Ora analizziamo, sempre attraverso la scienza, anche le problematiche che possono nascere quando i leader religiosi e spirituali utilizzano la spiritualità in modo fraudolento, dunque come è ovvio, il problema non è la spiritualità ma il modo con cui la si usa e gli scopi ultimi di chi l’utilizza. Sarò riassuntivo in questa sezione in modo che chi lo desidera potrà leggersi gli studi. Traetene voi le conclusioni e spero vi sia utile in futuro come informazione in più da utilizzare nel quotidiano.

“Manipulation: Methods employed by Cult and Religious Leaders to Exploit Followers” di Alexander Earnest

esamina le tecniche usate da leader religiosi e di culto per manipolare i loro seguaci. Questi leader sfruttano la fiducia e la fede dei loro adepti per ottenere controllo, usando strategie come la coercizione psicologica e la creazione di narrazioni false​ (Digital Commons).

“The Psychology of Cults”

analizza come i leader dei culti utilizzano tecniche di manipolazione e coercizione per mantenere il controllo sui loro seguaci. L’articolo mette in evidenza l’uso di “love-bombing”, isolamento e conformità forzata come mezzi per ridurre la capacità critica dei membri del culto​ (Digital Commons).

“New Religions, Cult Experts, and the Media”

discute come i media e altri attori influenzino la percezione dei nuovi movimenti religiosi e dei leader di culto. L’articolo evidenzia come alcuni leader religiosi abbiano usato la manipolazione per ottenere fedeltà e influenzare il comportamento dei seguaci, paragonando queste tecniche a quelle usate in contesti storici di coercizione religiosa​ (Journals at UTS).

“Assessing Religious Leadership: A Scoping Review of Leadership Effectiveness Criteria and Current Trends in the Academic Literature”

fornisce una panoramica su come la leadership religiosa venga valutata e sugli effetti che questa può avere sui seguaci. L’articolo esplora come i leader religiosi possano esercitare un’influenza significativa attraverso la loro autorità percepita, e come questa possa essere utilizzata per guidare o manipolare le credenze degli adepti​ (SpringerLink).