L’arroganza delle previsioni astrologiche.
Paul Watzlawick, uno dei principali esponenti della Scuola di Palo Alto, ha esplorato il concetto di previsioni autoavveranti nel contesto della comunicazione umana e della costruzione della realtà. Nel suo libro “La realtà della realtà” (1976), Watzlawick discute come le credenze e le aspettative delle persone possono influenzare e modellare la realtà, portando a esiti che confermano quelle stesse credenze. Questo concetto è strettamente legato al costruttivismo, una corrente di pensiero che sostiene che la realtà è costruita attraverso l’interazione sociale e la comunicazione.
Cosa pensa Watzlawick delle previsioni autoavveranti
Watzlawick sostiene che le previsioni autoavveranti sono potenti meccanismi psicologici e sociali che possono influenzare profondamente il comportamento individuale e collettivo. Egli crede che le nostre percezioni e credenze riguardo alla realtà possano diventare profezie che si autoavverano quando agiamo in modo coerente con queste aspettative.
Watzlawick fa un esempio classico: una persona che crede di essere antipatica potrebbe comportarsi in modo distaccato o freddo nelle interazioni sociali. Questo comportamento, a sua volta, provoca reazioni simili da parte degli altri, confermando la sua convinzione di essere antipatica. In questo modo, la credenza iniziale, che potrebbe non essere vera, diventa realtà a causa del comportamento che essa ha generato.
Il meccanismo delle previsioni autoavveranti
Watzlawick descrive il meccanismo delle previsioni autoavveranti in termini di circolo vizioso. Una convinzione o una profezia iniziale influenza il comportamento, che poi provoca una serie di eventi che portano all’avverarsi della profezia stessa. Questo circolo vizioso è particolarmente insidioso perché tende a rafforzarsi nel tempo: man mano che la profezia si avvera, la convinzione originale diventa più forte, e il comportamento che la supporta diventa più radicato.
Un esempio più complesso offerto da Watzlawick riguarda le dinamiche familiari o relazionali, dove aspettative e credenze disfunzionali possono perpetuare comportamenti dannosi e mantenere situazioni problematiche. Ad esempio, un genitore che si aspetta che un figlio sia ribelle potrebbe trattarlo in modo autoritario o sospettoso, provocando nel figlio un comportamento ribelle, che a sua volta rafforza l’idea iniziale del genitore.
Implicazioni delle previsioni autoavveranti
Le previsioni autoavveranti, secondo Watzlawick, hanno implicazioni significative non solo a livello individuale, ma anche a livello sociale e culturale. Egli sottolinea come le convinzioni collettive, come stereotipi o pregiudizi, possano diventare realtà attraverso l’interazione sociale e la comunicazione, perpetuando disuguaglianze e conflitti.
Citazione del lavoro di Watzlawick
Il concetto di previsioni autoavveranti è trattato da Paul Watzlawick in diverse opere, ma uno dei testi fondamentali è:
- Watzlawick, P. (1976). La realtà della realtà. Confusione, disinformazione, comunicazione. Milano: Feltrinelli.
In questo libro, Watzlawick esplora il modo in cui la comunicazione e le interazioni sociali contribuiscono a costruire la nostra percezione della realtà, e come le previsioni autoavveranti giocano un ruolo cruciale in questo processo.
Comunque se non fossero sufficienti le motivazioni di Watzlawick ci sono altri studi, oltre quelli che pubblico di seguito in cui si evidenza in modo chiaro che fare delle affermazioni su caratteristiche personali, comportamenti possibili, ecc… condizionano il soggetto. Quindi provate a pensare quando magari l’astrologo onniscente vi dice: attenzione hai l’opposizione di nascita di Marte ad Urano e Mercurio, sei predisposto (destinato) agli incidenti, anche automobilistici o comunque violenti. Perché usano la parola “destino”. Poi se per caso Marte o Urano di transito formano aspetti di tensione (“sfortunati”) all’opposizione di nascita alloraè quasi certo che la “sfiga” ti potrebbe raggiungere. Una persona ascoltando queste parole anche se in forma più lieve penserà quando avrà lasciato la stanza: devo stare attento, meglio controllare tutto, perché quelle affermazioni avranno rotto l’equilibrio omeostatico, emozionale, avranno creato una differenza di potenziale, fra il prima della previsione e il dopo e porranno il soggetto in una situazione di stress, quindi ancor più facile preda dell’errore. Pensata al bambino che viene sempre rimproverato prima di compiere qualsiasi azione: “attento a… attento a…” si sentirà sottopressione. Ora se di fronte evidenze sperimentali e scientifiche, cosa che l’astrologia non è, alcuni astrologi ritengono che fare affermazioni sul destino e previsioni non sia dannoso, non so più che dire se non fornire qualche citazione che inviti a riflettere:
“L’ignoranza è la maledizione di Dio; la conoscenza è l’ala con cui voliamo verso il cielo.” William Shakespeare
“L’uomo non può sopportare molta realtà.” T.S. Eliot
“È difficile liberare gli sciocchi dalle catene che venerano.” Voltaire
- Effetto Pigmalione (Rosenthal e Jacobson, 1968)
- Studio: Rosenthal e Jacobson condussero uno studio nelle scuole elementari in cui dissero agli insegnanti che alcuni studenti erano particolarmente promettenti, basandosi su test che in realtà erano completamente casuali. Gli insegnanti, credendo a questa informazione, modificarono il loro comportamento verso questi studenti, dedicando loro più attenzione e risorse.
- Risultati: Alla fine dell’anno scolastico, gli studenti che erano stati indicati come “promettenti” mostrarono miglioramenti significativi nei loro risultati accademici rispetto ai loro compagni. Questo dimostra che le aspettative degli insegnanti, basate su dichiarazioni non veritiere, influenzarono negativamente le prestazioni degli altri studenti, creando disparità.
- Effetto negativo: Gli studenti non inclusi nel gruppo dei “promettenti” non ricevettero la stessa attenzione e sostegno, il che potrebbe aver limitato le loro opportunità di apprendimento.
- Effetto della minaccia dello stereotipo (Steele e Aronson, 1995)
- Studio: In questo studio, veniva detto ai partecipanti afroamericani e bianchi che avrebbero dovuto completare un test di intelligenza. Alcuni partecipanti venivano informati che il test misurava le loro capacità intellettive, mentre ad altri veniva detto che il test non misurava l’intelligenza.
- Risultati: I partecipanti afroamericani performavano peggio nel test quando credevano che fosse una misura dell’intelligenza, un effetto attribuito alla “minaccia dello stereotipo” (ossia la paura di confermare stereotipi negativi sulle capacità intellettive degli afroamericani).
- Effetto negativo: L’informazione data prima del test creò uno stato d’ansia e di stress nei partecipanti afroamericani, portandoli a ottenere risultati inferiori rispetto a quelli che avrebbero potuto ottenere in assenza di questa previsione autoavverante.
- Autoefficacia e motivazione al successo (Bandura, 1977)
- Studio: Albert Bandura ha esplorato come le credenze di autoefficacia (cioè la convinzione di una persona nella propria capacità di eseguire un compito) siano influenzate da dichiarazioni esterne. Se una persona viene costantemente esposta a feedback negativi o scettici sulle sue capacità, può sviluppare una bassa autoefficacia.
- Risultati: Le persone con bassa autoefficacia tendono a evitare le sfide, a rinunciare facilmente e a essere meno resilienti di fronte alle difficoltà, con conseguenze negative sul loro successo e benessere generale.
- Effetto negativo: Dichiarazioni che minano la fiducia in se stessi possono portare a risultati negativi sia nel breve che nel lungo termine, riducendo le opportunità di successo personale e professionale.
- Esperimento di Jane Elliott sul razzismo (1968)
- Studio: Jane Elliott, un’insegnante americana, condusse un esperimento con i suoi alunni per dimostrare l’impatto del razzismo e della discriminazione. Divise la classe in base al colore degli occhi e disse a un gruppo che erano superiori agli altri.
- Risultati: Gli studenti considerati “superiori” iniziarono a comportarsi in modo prepotente e a ottenere risultati migliori, mentre quelli considerati “inferiori” mostrarono segni di bassa autostima e peggioramento nelle prestazioni.
- Effetto negativo: Questo esperimento dimostrò come dichiarazioni basate su pregiudizi possono rapidamente influenzare il comportamento e il rendimento, creando danni psicologici e sociali.
Questi studi evidenziano come le previsioni autoavveranti, quando comunicate alle persone sotto forma di dichiarazioni o aspettative, possano avere effetti negativi significativi, influenzando il comportamento, il rendimento e la salute psicologica degli individui.




















