Il Ruolo della dopamina nella ricerca di risposte nelle pratiche divinatorie e la riduzione dell’incertezza

Abstract
La dopamina è un neurotrasmettitore cruciale per il sistema di ricompensa e la motivazione umana, e la sua funzione influenza molti aspetti del comportamento, tra cui la curiosità, la ricerca di stimoli nuovi e la necessità di ridurre l’incertezza. In contesti caratterizzati da ambiguità o ansia riguardo al futuro, le persone possono essere spinte a cercare spiegazioni e rassicurazioni attraverso pratiche come l’astrologia e la cartomanzia. Questo articolo esamina come la dopamina possa essere messa in relazione con la tendenza a consultare fonti che promettono di fornire risposte sul futuro, focalizzandosi su cinque punti fondamentali: (1) il bisogno di ridurre l’incertezza, (2) l’attivazione del sistema di ricompensa, (3) la curiosità e gli stimoli emotivi, (4) il senso di controllo e (5) l’importanza dei rituali e dell’anticipazione. Sulla base delle ricerche neuroscientifiche e psicologiche disponibili, si propone una prospettiva integrata che spiega come i meccanismi dopaminergici possano sostenere la motivazione a esplorare pratiche divinatorie e, al contempo, rafforzare l’aspettativa di ridurre l’ansia legata al futuro.

  1. Introduzione

L’uomo è un essere intrinsecamente curioso, spinto a dare un senso al mondo che lo circonda e a immaginare ciò che potrebbe avvenire in futuro. Questa tendenza ha radici profonde nella nostra biologia: la dopamina, uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso, gioca un ruolo essenziale nella regolazione del comportamento di ricerca e di apprendimento. Sebbene spesso si parli di dopamina in relazione al piacere e alle dipendenze, il suo impiego nella regolazione dell’anticipazione di eventi futuri e nel tentativo di ridurre l’incertezza esistenziale è altrettanto rilevante.

Le pratiche di astrologia e cartomanzia rappresentano, per alcuni individui, strumenti finalizzati a prevedere o comprendere meglio il futuro. L’interpretazione di segni zodiacali, carte o transiti celesti viene percepita come un mezzo per ottenere orientamento, rassicurazione o un maggiore senso di controllo sulle proprie vicende di vita. Tale ricerca di risposte non è un fenomeno puramente culturale o mistico, ma può trovare una base neurobiologica nell’azione della dopamina. Da un lato, l’incertezza può provocare uno stato di tensione cognitiva che il cervello cerca di ridurre; dall’altro, quando otteniamo una risposta—sia essa attendibile o di natura simbolica—si innescano dinamiche di ricompensa che possono rafforzare il comportamento di ricerca di ulteriori previsioni.

Questo articolo si propone di fornire una panoramica su come la dopamina possa contribuire alla motivazione di consultare astrologi, cartomanti o altre forme di “divinazione”, e su come tali pratiche possano diventare rinforzanti o addirittura abitudinarie. Attraverso l’analisi di studi neuroscientifici e psicologici, verranno approfonditi i processi di riduzione dell’incertezza, di attivazione del circuito di ricompensa, di gratificazione della curiosità, di acquisizione di un (apparente) maggiore controllo sul futuro e, infine, di come rituali e anticipazione giochino un ruolo significativo nel mantenere e alimentare questo comportamento.

 

  1. Fondamenti Neurobiologici della Dopamina

La dopamina è un neurotrasmettitore implicato in numerosi circuiti cerebrali, tra cui:

  • Il sistema mesolimbico, che comprende l’area tegmentale ventrale (VTA) e il nucleo accumbens. Questo sistema è considerato il fulcro della ricompensa e della motivazione.
  • Il sistema mesocorticale, che collega la VTA alla corteccia prefrontale. È fondamentale per la pianificazione, l’attenzione e la regolazione delle emozioni.
  • I circuiti nigrostriatali, importanti per il controllo motorio (e deficitari nella malattia di Parkinson).

Quando si parla di “ricompensa” in neuroscienze, non si intende soltanto il piacere immediato derivante da attività piacevoli, ma anche l’anticipazione di una possibile ricompensa futura. Proprio l’anticipazione riveste un ruolo chiave nel sostenere comportamenti di ricerca e di esplorazione, che includono anche il desiderio di conoscere o influenzare il futuro. In questo senso, la dopamina non è soltanto il “neurotrasmettitore del piacere”, ma piuttosto il “neurotrasmettitore della spinta all’azione”, motivandoci a esplorare e a raccogliere informazioni che possano essere utili per sopravvivere o per gestire l’ambiente circostante.

 

  1. Bisogno di Ridurre l’Incertezza e Tensione Cognitiva

3.1 L’Incertezza come Fattore di Stress

L’incertezza è un potente motore di stress cognitivo ed emotivo. Da un punto di vista evolutivo, ignorare cosa ci attende potrebbe rappresentare una minaccia potenziale per la sopravvivenza. Il cervello umano ha sviluppato, nel corso della filogenesi, strutture e funzioni dedicate alla previsione e all’anticipazione degli eventi, proprio per ridurre i rischi legati all’ambiente. In situazioni di incertezza prolungata, si innalzano i livelli di ormoni dello stress, come il cortisolo, e possono emergere stati ansiosi o depressivi.

3.2 La Ricerca di Informazioni e la Dopamina

La dopamina gioca un ruolo nella spinta a cercare informazioni che possano ridurre l’incertezza. Ricerche neurocognitive hanno evidenziato che di fronte a un quesito irrisolto o a un contesto ambiguo, l’attivazione dei circuiti dopaminergici cresce in risposta all’aspettativa di trovare una soluzione. Questo fenomeno può spiegare perché molte persone, trovandosi in situazioni di incertezza riguardo a scelte di vita, relazioni o futuro lavorativo, sentano un impulso a rivolgersi a fonti che promettono di fornire chiarezza.

3.3 Consultare astrologi e cartomanti come meccanismo di riduzione dell’incertezza

Quando si parla di astrologia o cartomanzia, spesso si pensa a pratiche “mistiche” o “superstiziose”. Tuttavia, dal punto di vista psicologico, consultare queste figure risponde a un bisogno molto concreto: ottenere risposte che riducano l’ansia dovuta all’ignoranza del futuro. Le carte, l’oroscopo, i transiti planetari o la lettura dei tarocchi offrono un senso di “narrazione” o di “storia coerente” che il cervello umano, per sua stessa natura, ricerca costantemente. Non si tratta tanto di validare o meno l’efficacia predittiva di queste pratiche, quanto di riconoscere il loro potere nel placare la tensione cognitiva generata dall’incertezza. Il rilascio di dopamina che segue la ricezione di una possibile risposta—ad esempio, “In amore troverai presto una persona speciale”—funge da ricompensa, alleviando temporaneamente la paura o lo stress.

 

  1. Attivazione del sistema di ricompensa e ricerca di risposte

4.1 L’Anticipazione del risultato come fonte di ricompensa

Uno degli aspetti più interessanti del circuito di ricompensa è che spesso è più attivato dalla previsione di un esito positivo che dalla ricompensa effettiva stessa. Nel contesto dell’astrologia o della cartomanzia, il momento cruciale è l’attesa del responso: il consultante, in ansia per il proprio futuro, sperimenta un’attivazione dopaminergica già nel momento in cui si prepara a ricevere la “rivelazione”. Questo meccanismo di rinforzo spiega perché, in certi casi, la mera speranza di un responso positivo può essere di per sé gratificante, e porta a ripetere il comportamento (continuare a consultare oroscopi, tarocchi, ecc.) per provare nuovamente questa sensazione di sollievo o di entusiasmo.

Un aspetto chiave di molte consulenze è la conferma immediata che esse forniscono rispetto alle preoccupazioni del consultante. Ad esempio, se una persona teme di perdere il lavoro, il cartomante può “vedere” nelle carte una nuova opportunità in arrivo. Questo tipo di messaggio—positivo o, quanto meno, chiarificatore—viene percepito come una ricompensa, poiché riduce l’ansia e offre un senso di sicurezza, seppur momentaneo. Il rilascio di dopamina che ne deriva rafforza il legame tra l’azione (consultare l’esperto) e l’esito percepito (riduzione dello stress), incrementando la probabilità che il soggetto ripeta il comportamento.

Un concetto ben noto in psicologia comportamentale è quello del “rinforzo variabile”. Quando le ricompense non sono sempre uguali o prevedibili, il cervello tende a focalizzarsi maggiormente sulla ricerca di un possibile esito positivo. Nel caso della divinazione, non sempre le risposte sono rose e fiori; talvolta si riceve un responso negativo o ambiguo. Questo meccanismo di alternanza può mantenere l’interesse vivo, poiché la speranza di ottenere una risposta positiva “la prossima volta” si traduce in un potente stimolo dopaminergico. In altre parole, più le risposte sono imprevedibili, più il cervello può attivarsi per continuare a cercarle, generando un circolo di potenziale dipendenza psicologica.

 

  1. Curiosità e Stimoli Emotivi

5.1 La Dopamina come Motore della Curiosità

La curiosità è uno stato mentale che spinge l’essere umano a ricercare informazioni nuove, insolite o potenzialmente utili. Da un punto di vista neuroscientifico, l’attivazione dei circuiti dopaminergici favorisce la spinta esplorativa: il cervello viene “ricompensato” quando acquisisce nuove conoscenze o svela informazioni precedentemente ignote. Nel contesto dell’astrologia e della cartomanzia, ogni consulto è una “storia” nuova: si ascoltano interpretazioni di simboli, pianeti o carte in combinazioni sempre diverse, e questo può alimentare la curiosità in modo continuo.

5.2 Stimoli Emotivi e Componenti Narrativa

Un consulto spesso è arricchito da elementi narrativi ed emotivi. Il cartomante racconta la storia delle carte, l’astrologo spiega i transiti e i possibili influssi planetari: tutto ciò genera uno storytelling che cattura l’attenzione del consultante. La componente emotiva di queste narrazioni—che può spaziare dalla speranza al timore, dalla sorpresa alla riflessione—funge da ulteriore aggancio per il sistema dopaminergico, consolidando il ricordo dell’esperienza e aumentando la probabilità che venga ricercata nuovamente.

Molte persone che si rivolgono all’astrologia o alla cartomanzia riferiscono di voler “conoscere meglio sé stesse”, o di voler scoprire aspetti della propria personalità o del proprio destino ancora inesplorati. La curiosità per la dimensione interiore, combinata con lo stimolo emotivo derivante da un racconto personalizzato, può costituire un forte richiamo dopaminergico. Sentirsi “unici” e “speciali” attraverso un’analisi del tema natale o una lettura dei tarocchi attiva la ricompensa psicologica, incentivando un circolo virtuoso (o vizioso, a seconda dei punti di vista) di continua richiesta di nuove “chiavi di interpretazione”.

 

  1. Senso di Controllo

6.1 L’Illusione del Controllo come bisogno psicologico

Il controllo—o l’illusione di esso—rappresenta un bisogno fondamentale per l’essere umano. Numerose ricerche in psicologia sociale hanno dimostrato che le persone preferiscono credere di avere un certo margine di influenza sugli eventi, anche quando in realtà la loro capacità di intervento è limitata (effetto noto come “illusione di controllo”). In contesti d’incertezza, come scelte lavorative, relazionali o di salute, potersi affidare a un oracolo, a un astrologo o a un cartomante offre la sensazione di partecipare attivamente alla propria sorte, fosse anche solo attraverso un consiglio o un rituale propiziatorio.

6.2 Dopamina e controllo: un legame motivazionale

Quando un individuo percepisce di avere maggior controllo su una situazione—o ne acquisisce l’illusione—si attivano risposte di ricompensa a livello cerebrale. La dopamina, in particolare, viene rilasciata quando l’azione intenzionale sembra condurre a un risultato desiderato. Nel caso dell’astrologia, l’idea che la posizione dei pianeti possa spiegare tratti della personalità o eventi futuri conferisce alla persona uno schema interpretativo: “Sapendo cosa dicono le stelle, posso comportarmi in un modo più saggio”. Questo senso di controllo, anche se in parte illusorio, riduce l’ansia e funge da ricompensa, consolidando la fiducia nella pratica.

6.3 Gli effetti positivi e le possibili derive

Da un lato, la sensazione di controllo può avere effetti positivi sul benessere psicologico: riduce l’ansia, migliora l’autostima e può favorire la presa di decisioni più ponderate. Dall’altro lato, l’eccessiva dipendenza da fonti esterne (come oroscopi e cartomanti) può sfociare in un comportamento di delega passiva, in cui la persona smette di assumersi le responsabilità delle proprie scelte, affidandole a una presunta “volontà cosmica”. Da un punto di vista neuroscientifico, questa dipendenza può essere spiegata dal costante bisogno di dopamina derivante dal sentirsi rassicurati o guidati.

  1. Rituali e Anticipazione

7.1 Il Ruolo del ritualismo nella riduzione dell’ansia

Il rituale—inteso come sequenza di atti simbolici e codificati—ha storicamente accompagnato l’uomo in tutte le culture e religioni. I rituali servono a dare ordine e prevedibilità a situazioni che altrimenti sarebbero incerte o cariche di potenziali minacce. Nel caso della cartomanzia, la stessa procedura di mescolare le carte, di disporle sul tavolo e di interpretarle secondo regole fisse crea un contesto rassicurante. Allo stesso modo, la lettura astrologica segue tradizioni consolidate (ad esempio l’analisi della carta natale) che conferiscono un’aura di legittimità e stabilità.

7.2 L’anticipazione come fattore di rinforzo dopaminergico

L’esecuzione di un rituale comporta sempre un’attesa: dal momento in cui si inizia una lettura di tarocchi a quando si svelano le carte, o dal momento in cui si avvia un consulto astrologico fino alla spiegazione finale. Questa fase di anticipazione è cruciale, poiché è in grado di incrementare il rilascio di dopamina. Nell’ambito della teoria del “reward prediction error”, il cervello calcola costantemente la differenza tra la ricompensa attesa e quella effettivamente ricevuta. Se l’esperienza supera le aspettative, il rilascio di dopamina è ancora maggiore, consolidando il ricordo positivo del rituale.

La ripetizione regolare di pratiche rituali—come controllare l’oroscopo ogni mattina o consultare un cartomante con cadenza settimanale—può diventare una “routine di benessere” per alcuni individui, soprattutto se si sentono più sereni e motivati dopo la consultazione. Il potenziale rischio, però, è che si instauri un meccanismo di dipendenza psicologica: senza la “dose” di rassicurazione periodica, la persona si ritrova a sperimentare di nuovo ansia e incertezza. Dal punto di vista neurochimico, ciò si traduce in una riduzione del rilascio di dopamina, creando una condizione di disagio che spinge nuovamente a ricercare il rituale.

 

  1. Discussione

8.1 Una Visione Integrata

Le pratiche astrologiche e cartomantiche possono essere comprese attraverso la lente delle neuroscienze e della psicologia cognitiva. Il bisogno di ridurre l’incertezza attiva i circuiti dopaminergici, spingendo l’individuo a ricercare risposte che plachino l’ansia. L’attivazione del sistema di ricompensa, innescata sia dall’anticipazione della risposta che dalla “soluzione” fornita dall’astrologo o dal cartomante, consolida questo comportamento. La curiosità innata, la ricerca di stimoli emotivi, il desiderio di controllo e la potenza dei rituali nell’alleviare l’ansia concorrono a fare di queste pratiche un mezzo “gratificante”, sia pure con rischi di dipendenza psicologica.

È importante sottolineare che la comprensione neuroscientifica non implica una convalida scientifica dell’efficacia predittiva di tali pratiche. L’astrologia e la cartomanzia, per quanto possano alleviare l’ansia, non godono di sostegno empirico nel prevedere eventi futuri in maniera oggettiva. Tuttavia, dal punto di vista del benessere soggettivo, esse possono fornire un supporto psicologico momentaneo. Un altro limite dell’approccio qui illustrato è che non tutte le persone rispondono nello stesso modo agli stimoli dopaminergici: fattori individuali, culturali e di personalità giocano un ruolo determinante nella predisposizione a cercare risposte esoteriche.

Sul piano della ricerca, sarebbe interessante approfondire con studi di neuroimmagine (fMRI o PET) come il cervello risponda durante un consulto astrologico o cartomantico, osservando in particolare le variazioni di attività nella corteccia prefrontale, nell’insula e nel nucleo accumbens. In ambito clinico, comprendere le basi dopaminergiche della ricerca compulsiva di risposte potrebbe aiutare a sviluppare approcci terapeutici destinati a soggetti che soffrono di ansia cronica o di dipendenze comportamentali legate alla divinazione. Inoltre, riconoscere che il desiderio di ridurre l’incertezza è un bisogno universale potrebbe orientare psicologi e psicoterapeuti a utilizzare metodi di sostegno basati sull’empowerment del paziente, senza ricorrere necessariamente a pratiche non scientifiche.

 

10: Dipendenza, condizionamento e uso consapevole di Astrologia e Cartomanzia

La ricerca assidua di previsioni sul futuro, quando si trasforma da semplice curiosità in un’abitudine radicata, può generare una dipendenza psicologica non dissimile da quella che si osserva in altri ambiti legati alla ricompensa dopaminergica. In questa sezione, esamineremo come la consultazione ripetuta e la convinzione che le predizioni si realizzino invariabilmente possano condizionare il soggetto, influenzarne le scelte e limitare la sua autonomia decisionale. Inoltre, proporremo alcuni criteri per un uso corretto e consapevole di pratiche quali l’astrologia e la cartomanzia, mettendo in guardia contro forme di utilizzo che, invece, rischiano di sfociare in eccessive deleghe o dipendenze.

 

10.1 Dipendenza psicologica e condizionamento emotivo

Il meccanismo alla base della dipendenza legata alle previsioni astrologiche o di qualsiasi altra disciplina previsionale è paragonabile a quello già descritto per i circuiti di ricompensa dopaminergici. Ogni consulto positivo—o interpretato come tale—agisce come “rinforzo” che allevia lo stress e l’incertezza sul futuro. Questa sensazione di sollievo, combinata con la gratificazione immediata, spinge il soggetto a ripetere l’esperienza. Nel tempo, può innescarsi un circolo vizioso:

  1. Aspettativa e ansia: L’individuo, di fronte a decisioni o eventi futuri, inizia a provare un’ansia crescente.
  2. Ricerca di un consulto: Per ridurre questa ansia, ricorre nuovamente a un astrologo o a un cartomante.
  3. Sollievo temporaneo: La risposta, anche se generica, appare come una “ricompensa” che calma l’ansia, stimola la dopamina e gratifica il bisogno di controllo.
  4. Incremento della frequenza: Poiché il sollievo è soltanto momentaneo, non appena sorgono nuove incertezze o dubbi, la persona sente il bisogno di un ulteriore consulto.

Col tempo, la dipendenza può condizionare l’individuo non solo emotivamente, ma anche a livello cognitivo. Le sue scelte e azioni iniziano a dipendere in modo eccessivo dai consigli ricevuti durante le letture astrologiche o cartomantiche, al punto che la libertà di pensiero e la capacità di critica si offuscano. Invece di valutare in modo autonomo le possibili conseguenze di una decisione, ci si affida quasi ciecamente a “segni” o “presagi”.

 

10.2 Meccanismi cognitivi di dipendenza

Dal punto di vista cognitivo, diverse dinamiche contribuiscono al consolidarsi di una “fede cieca” nelle previsioni:

  • Bias di conferma: Una volta interiorizzata la convinzione che “l’astrologia dice il vero”, il soggetto tende a notare solo le previsioni che si avverano (o che sembrano avverarsi) e a trascurare quelle errate. Questo meccanismo rafforza ulteriormente la fiducia nelle pratiche divinatorie.
  • Effetto alone: Se in precedenza si sono avute esperienze positive con un particolare astrologo o cartomante, si generalizza la sensazione di affidabilità a tutti i suoi consulti, anche quando le informazioni ricevute sono vaghe o contraddittorie.
  • Rinforzo intermittente: Come già sottolineato, non tutte le previsioni risultano accurate. Eppure, le poche che sembrano corrispondere alla realtà suscitano un rilascio di dopamina così significativo da rafforzare la ricerca di nuovi consulti.
  • Identificazione e proiezione: Alcune persone proiettano i propri desideri o le proprie paure nell’interpretazione dei segni astrali o delle carte. Questo rende il consulto un momento catartico, al di là del suo valore predittivo effettivo.

Questi meccanismi agiscono in sinergia, generando una forma di condizionamento che può inficiare la capacità di prendere decisioni in modo indipendente.

 

10.3 Uso consapevole e corretto di astrologia e cartomanzia

Non tutte le forme di consulto astrologica o di cartomanzia conducono a dipendenza o a scelte irrazionali. Se utilizzate con consapevolezza, queste pratiche possono avere un ruolo simbolico o riflessivo, aiutando il soggetto a fare chiarezza nei propri stati interiori:

  1. Strumento di introspezione: L’interpretazione dei simboli astrologici o delle immagini dei tarocchi può diventare uno spunto per riflettere su sé stessi, sulle proprie relazioni e sulle proprie inclinazioni. In questo caso, il consulto è un’occasione per mettersi in discussione, senza ricercare una verità assoluta sul futuro.
  2. Guidare la crescita personale: Alcuni usano l’astrologia come mappa archetipica per esplorare dinamiche interiori (es. energie yang/yin, pianeti come rappresentazioni di aspetti psicologici), senza aspettarsi profezie infallibili. L’attenzione si sposta sul “qui e ora” e su come migliorare il proprio approccio alla vita.
  3. Equilibrio con altri strumenti decisionali: Il consulto si affianca a consigli di natura pratica (professionisti, psicologi, guide spirituali) senza pretendere di sostituire l’analisi razionale o il parere di esperti. In questo modo, l’astrologia e la cartomanzia possono essere visti come una lente narrativa aggiuntiva, non come l’unica fonte di verità.

In sostanza, se l’obiettivo non è quello di “predire” con certezza, ma di utilizzare simboli e racconti per comprendere meglio se stessi, la consultazione può arricchire il percorso personale, offrendo spunti di riflessione e un maggior senso di consapevolezza interiore.

 

10.4 Uso improprio e rischi da evitare

Al contrario, ci sono diverse modalità d’uso che andrebbero evitate per non cadere in trappole psicologiche pericolose:

  1. Ricerca spasmodica di conferme sul futuro: Consultare in modo ripetitivo astrologi o cartomanti ogni volta che si affronta un qualsiasi dilemma (anche banale) crea dipendenza e limita la capacità di autonomia.
  2. Fiducia cieca in previsioni “inamovibili”: Quando un astro-consulto viene vissuto come un dogma assoluto, la persona può sentirsi “condannata” da un responso negativo o “garantita” da uno positivo, bloccando l’iniziativa personale.
  3. Sostituzione dell’intervento professionale: Problemi complessi—relazionali, psicologici o medici—non dovrebbero mai essere affrontati esclusivamente attraverso pratiche di divinazione. In tali contesti, l’aiuto di figure professionali (psicologi, psichiatri, medici, avvocati) è imprescindibile.
  4. Manipolazione o sfruttamento: Alcuni “operatori” senza scrupoli possono approfittare della vulnerabilità emotiva dei consultanti, spingendoli a pagare ripetutamente per ricevere risposte salvifiche. Ciò non solo comporta un danno economico, ma accentua il senso di dipendenza e di controllo esterno.

L’uso improprio di astrologia e cartomanzia rischia di allontanare la persona dalla propria crescita e dal proprio potere decisionale, creando un clima di attesa passiva e delega costante.

 

La ricerca di previsioni future può trasformarsi, in determinate condizioni, in un comportamento di dipendenza, sostenuto da meccanismi biologici (rilascio di dopamina) e cognitivi (bias di conferma, rinforzo intermittente). Una consultazione saltuaria e vissuta come occasione di introspezione, al contrario, può offrire spunti creativi per riflettere su di sé. L’elemento discriminante è l’atteggiamento di base: se la persona è consapevole dei limiti di tali pratiche e le integra con senso critico nella propria vita, è meno probabile che cada preda di dipendenza o di condizionamenti dannosi. Viceversa, la ricerca compulsiva di risposte e la fede assoluta nelle “profezie” alimentano la schiavitù psicologica e spengono la volontà di autorealizzazione.

Il corretto equilibrio risiede dunque nella capacità di usare astrologia e cartomanzia come un “simbolo” e non come una “condanna” o “verità ultima”: un modo per esplorare i propri desideri, paure e possibilità senza smettere di riconoscere che, in ultima analisi, la responsabilità delle nostre scelte e del nostro futuro resta saldamente nelle nostre mani.

 

Riferimenti Selettivi

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