Raccontando di un sogno di una paziente negli (Ausgewählte Schriften 3) Marie-Louise von Franz – Psychotherapie-Daimon Verlag (2012),  M-L. von Franz porta le seguenti considerazioni su Ares-Marte che possono essere affiancate a quelle astrologiche. Sogno e tema natale condividono uno spazio immaginativo, il primo si attiva quando l’Io è assopito, l’altro permette di far scaturire, naturalmente e senza forzature, un collegamento fra Io e parte inconscia, fornisce la chiave di una porta che potrà essere aperta o non aperta durante il sogno o anche in altre circostanze.

L’uomo con la maschera di ferro o il volto di ferro merita un’ulteriore considerazione, perché è un motivo archetipico che si ritrova sia nell’alchimia che nella fiaba dei Grimm “Eisenhans”. Come l’uomo di ferro, appare in alchimia come una personificazione di Marte o di Ares, che, ad esempio, il paracelsta Adam von Bodenstein concepisce come la “natura prima rerum”, mentre Rulando lo paragona all’Archeo paracelsiano, che, come ha dimostrato C. G. Jung, è una personificazione dell’inconscio.”

Marte è una personificazione dell’inconscio, di una parte di esso, come lo sono tutti i pianeti/dèi, non esiste e non può esistere un pianeta rappresentativo dell’inconscio: Plutone, Nettuno, ecc. L’inconscio collettivo e personale sono un ricettacolo di ogni possibile rappresentazione archetipica, quindi tutto c’è, non solo una parte. E’ riduttivo ed errato affermare che un pianeta rappresenti l’inconscio. In quel particolare sogno l’inconscio si propone alla paziente sotto forma dell’uomo con la maschera di ferro, quindi di Marte.

Ares, secondo Rulandus, è il modellatore individuale, cioè, come dice Jung, il principium individuationis sensu strictiori. Paracelso lo descrive così nel suo scritto De vita longa: “Egli procede dai corpi celesti, i corpora supracoelestia; perché tale è la peculiarità e la natura dei corpi supracelesti, che producono subito dal nulla un’immaginazione corporea (imaginationem corpoream), così che viene presa per un corpo solido. Di questo tipo è Ares, che quando si pensa al lupo, appare anche. Il mondo è simile alle creature che nascono dai quattro elementi. Dagli elementi nasce ciò che non è in alcun modo simile alla sua origine, ma che tuttavia porta Ares Tutto in sé”. Ares appare così (dice C. G. Jung, interpretando questa citazione) come una concezione intuitiva di una forza creativa formativa preconscia. Johannes Braceschus di Bressanone, un contemporaneo approssimativo di Paracelso, paragona Ares al “Demogorgon”, un presunto antenato di tutti gli dei pagani. Egli è il “dio della terra o terribile dio e del ferro” Astrologicamente, Marte significa la natura motrice e l’affettività dell’uomo. Il suo addomesticamento e la sua trasformazione in pietra filosofale è l’obiettivo del lavoro alchemico.”

Ares-Marte è il principio di tutte le cose, in ogni azione, in ogni respiro è sempre Marte la spinta, senza Ares non c’è vita. Noi lo cerchiamo anche al di fuori di noi, nella natura, negli oggetti, pensiamo sempre a una causa, a qualcosa che è stato creato da qualcuno, da una fonte, ecco Ares è la fonte dell’esistenza, la possibilità di esistenza.