Le seguenti “speculazioni” nascono dalla lettura di alcune pagine di Number and Time (Numeri e tempo) di M-L. von Franz

In Mysteryum Coniunctions, Jung ha affermato che il mandala è la controparte psichica interna, e i fenomeni sincronistici l’equivalente parapsicologico, dell’unus mundus.

Il mandala rappresenta la psiche interna, il mandala è il tema natale, il fatto che il carattere di una persona sembri essere in relazione con il tema natale di un soggetto è un fenomeno sincronistico.

Ci sono stati numerosi tentativi in passato di unire macrocosmo e microcosmo attraverso i mandala astrologici, ovvero l’oroscopo, ma non solo questo. La forma circolare è l’elemento principale, come nella Divina commedia di ci sono i cerchi da attraversare, o come esistono i labirinti, tutte queste manifestazioni rappresentano un percorso individuativo che cerca di entrare in relazione con il presente in modo da poter effettuare previsioni future.

La von Franz scrive: “A quei modelli dell’universo in cui i problemi del tempo e della sincronia sono stati riuniti, da tempo immemorabile, appartengono soprattutto gli oroscopi, e soprattutto l’oroscopo di transito, conosciuto fin dai tempi più antichi. Attraverso di essi si è cercato di indagare la qualità di un determinato momento temporale e i possibili eventi in esso contenuti. Nell’antichità troviamo anche altri mandala, derivati da questi strumenti astrologici di divinazione, sfera di Petosiride che non erano più esclusivamente associati a vere e proprie costellazioni di stelle. Nella medicina antica, ad esempio, alcuni circoli magici venivano utilizzati per scoprire la prognosi della vita o della morte di un paziente. Questi cerchi formavano una sorta di oroscopo che comprendeva i giorni critici della malattia, e dovevano funzionare in modo simile all’oroscopo di transito.  Qui si tratta di un oroscopo relativamente indipendente dalle stelle, che si basa invece sulle qualità temporali che si verificano nel corso di una malattia e sul “destino” individuale momentaneo di un paziente. Questi modelli strutturali erano quindi più individuali rispetto ai modelli del mondo alchimistico e più legati a uno specifico momento della vita di una singola persona. Tali strumenti, che spesso si basavano anche su altri principi di calcolo (la sfera di Petosiride, per esempio)”, provenivano dall’Egitto e sono rimasti in uso per tutta la tradizione medievale. Essi servivano come strumenti per acquisire magicamente informazioni sull’inconoscibile razionale. Questo uso del mandala riappare nell’opera di Giordano Bruno, perché si applicava solo alla tecnica della concentrazione interiore ma anche a fini parapsicologici.

Dall’utilizzo di questi mandala emerge come il tempo e l’azione umana siano l’elemento importante della manifestazione sincronistica “il che implica che momenti qualitativi e specifici del tempo emergono solo da un continuum latente e indifferenziato quando un individuo si confronta con il continuum.”

Questo significa che con l’azione dell’osservatore, di colui che interagisce con il mondo il tempo qualitativo  permette di far emergere questi elementi latenti. Quando entriamo in relazione con qualcuno, interpretiamo un tema natale interagiamo con il continuum attraverso il mandala, facciamo emergere la qualità del tempo che si collega con l’evento stesso: l’interpretazione astrologica, o anche semplicemente ciò che accade.

I mandala, quindi anche il tema natale, erano degli strumenti che cercavano di far apparire conoscenze che sembravano nascoste, descritte in altri alfabeti non comprensibili, esoterici (conosciuti a pochi). “Questi tentativi, per quanto assurdi possano sembrarci oggi, erano diretti a risolvere un problema ancora irrisolto, cioè il fatto che l’inconscio sembra in realtà contenere una sorta di “conoscenza” che non è identica alla coscienza dell’Io”. La conoscenza assoluta che si disvela nell’unus mundus, una conoscenza che è in relazione con ciò che può accadere e non è ancora accaduto, con ciò che c’è ma non si vede.

Quindi una spiegazione sul funzionamento dell’astrologia, come scritto da me anche in altri articoli, si basa sulla sincronicità, sul rapporto fra eventi esterni ed eventi psichici: “Il significato che unisce questi eventi interni ed esterni è una sorta di conoscenza non mediata dagli organi di senso. Questa qualità di conoscenza è ciò che Jung chiama “conoscenza assoluta”, poiché sembra essere distaccata dalla nostra coscienza. In altre parole, sebbene il significato iniziale di un evento sincronico possa essere sperimentato solo soggettivamente, il fatto di una coincidenza significativa a livello psichico e fisico suggerisce che il significato possa essere stato originariamente presente anche nell’evento oggettivo stesso; qualcosa di razionale o simile al significato può essere presente nell’evento stesso” Dunque nel tema natale, nella rappresentazione grafica e simbolica di un evento, sono contenuti in potenza dei significati oggettivi che si manifesteranno a seconda dell’intervento dell’uomo nel continuum dell’unus mundus.

Andando nel dettaglio della struttura del tema natale costituito da 12 segni, 12 case la von Franz ricorda come l’oratore latino Metrodrus of Scepsis abbia utilizzato le case astrologiche associandole a specifici argomenti del suo discorso. In questo modo guardando nella sala in cui parlava e in direzione di specifiche aree memorizzate riusciva ad imbastire argomentazioni sensate, con un filo logico, cosa che accade proprio nell’interpretazione delle case di un tema natale. Si parte dalla prima, si passa alla seconda, ma c’è una relazione, una continuità fra tutte. Raimondo Lullo aveva cercato di costruire un modello circolare di strumento “previsionale”, un robot che potesse fornire delle risposte certe la sua struttura era costituita da tue cerchi concentrici, uno all’interno dell’altro, assieme ad un ultimo centrale che rappresentava Dio e che era messo in relazione con tutti gli altri cerchi, proprio come accade nel tema natale, nella relazione fra gli aspetti dei diversi Segni. L’immagine rende meglio l’idea.

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