“Il timore e la resistenza che ogni uomo naturale prova quando scava troppo a fondo in se stesso sono in ultima analisi la paura del viaggio nell’Ade” C. G. Jung, Psicologia e alchimia

Il sogno è il mondo delle immagini incorporee, non tangibili è anche lo spazio di Mnemosine, dove tutte le immagini esistono, alcune sono collegate a ricordi di vita reale, altre no, sono manifestazione di quello che potrebbe essere la nostra realtà ma che ancora non è stata, avrebbe un senso anche la preveggenza prendendo per buona questa interpretazione. Hillman ha collegato il sogno al mondo infero, alle terre di Ade; il sogno è quindi un viaggio nelle terre di Ade, il sogno, astrologicamente parlando può essere rappresentato dalla posizione di Plutone (Ade) in un Segno e in una casa specifici, con anche gli aspetti che quest’ultimo forma con gli altri pianeti del tema natale. Indagare i sogni, indagare il significato di Plutone nella nostra carta di nascita significa scavare in se stessi, nella parte più oscura in cui abitano le anime di chi non è più, ma anche di chi potrebbe essere di nuovo in altra forma, in altra immagine, stando a chi crede alla reincarnazione. Il mondo notturno, di Ade ci conduce, naturalmente, all’astro che illumina la notte, la Luna, ma c’era luce nell’Ade? L’unica luce era quella di Proserpina, del femminile rapito “alla luce del sole”, forse una delle pochissime volte in cui Ade era apparso nel regno al di sopra del suo, sulla terra. Ha avuto bisogno per regnare della propria parte femminile, della Luna, della sua luce. Luna e Plutone, Anima e Animus, diventano rappresentazioni di una possibile percorso all’interno di se stessi, del sogno. Questa coppia di pianeti, di dei, di simbologie, potrebbe dirci tanto sul modo di affrontare il viaggio in noi stessi, di come viviamo il sogno, come possiamo scavare dentro di noi senza rischiare di perderci.

L’impulso innato a cercare sotto le apparenze per giungere alla «trama invisibile», alla struttura nascosta, conduce al mondo che sta dentro il dato.” J. Hillman

Questo impulso autoctono della psiche, il suo spontaneo desiderio di comprendere in modo psicologico, sembrerebbe affine a ciò che Freud definisce «pulsione di morte» e Platone descrive come desiderio dell’Ade (Cratilo, 403c). E l’impulso che si manifesta nella mente analitica, la quale fa anima dissezionando le cose. Esso opera per distruzione, attraverso quei processi di dissolvimento, decomposizione, distacco e disgregazione che sono necessari sia per la psicologizzazione alchemica sia per la moderna psicoanalizzazione. Ecco che allora ci risulta comprensibile anche la necessità, per il fare anima, di termini come «psicoanalisi» (Freud) e psicologia analitica (Jung) : essi descrivono un metodo « disgregativo» del profondo, che rimanda ai mitologemi di Ade.” J. Hillman

La disgregazione non è un taglio, sembra non essere azione attiva da parte di qualcuno, ma come se gli atomi di qualcosa si scindessero in parti più piccole, rilasciando energia, ma anche cattivi odori. Questa energia teneva assieme la materia, ma anche i complessi psichici, le emozioni dei complessi sono le energie che cercano di dissolversi o trasformarsi, tutto questo avviene nel silenzio e nell’ombra della psiche. Il re delle ombre, del mondo sotterraneo è Ade.

Ade, come è noto, era il dio del profondo, il dio delle cose invisibili. Lui stesso era invisibile, il che potrebbe sottintendere che la trama invisibile sia Ade e che quel quid essenziale, che mantiene le cose nella loro forma, sia il segreto della loro morte. E se, come dice Eraclito, la Natura ama nascondersi, allora la natura ama Ade. Di Ade si dice che non avesse templi né altari nel mondo supero; l’incontro con Ade è un’esperienza di violenza, di violazione.” J. Hillman

E’ importante ricordare il mito di Kore – Proserpina in cui Ade, che non era solito vivere nel mondo alla luce del sole, era in giro con il proprio carro alato e vista Kore se ne innamora, la rapisce caricandola sul suo mezzo di trasporto e si lancia verso la terra che si spalanca in verticale, verso l’abisso, il suo regno. E’ importante evidenziare che con l’apertura temporanea è necessariamente entrata, per un breve periodo, un po’ di luce nell’Ade. Una volta lì, Kore, la fanciulla, non sarà più tale ma diverrà Proserpina, moglie di Ade. L’atto di cercare Kore, non è volontario da parte di Ade, ma necessario nel senso di Ananke, quindi sincronistico, appare lì e Ade viene travolto dal desiderio, coglie un senso in ciò, la necessità del femminile.

Ade non avevi templi, né altari nel mondo superiore. Pensando al Tema Natale, dunque, ci si aspetterebbe una vicinanza simbolica del regno di Ade con il quadrante inferiore delle case, quelle che vanno dalla Cuspide della I alla Cuspide della VII. Avere Plutone in una di queste case mi fa supporre che la divinità si esprima in modo più comodo per lui, più in linea con la sua essenza. E’ come se fosse già sposo di Proserpina perché non è alla luce del sole inconsciamente a ricercarla oppure non ha ancora consapevolezza del fatto che ne abbia bisogno, ovvero che ci sia necessità dell’integrazione con il femminile. Resta comunque il luogo, quello zodiacale, in cui per un attimo è entrata la luce del Sole nell’Ade, la coscienza ha cercato di penetrarvi.

Al contrario se Plutone fosse nella parte superiore del Tema Natale non avrebbe naturalmente templi ed altari ma sarebbe alla guida del suo carro trainato da tre cavalle nere alla ricerca inconsapevole di Kore, che diventerà Proserpina, sua moglie, quindi il punto in cui si trova nell’oroscopo rappresenterebbe il motivo della sua venuta sulla terra alla luce del sole, il perché dell’integrazione con il femminile oppure, nel caso l’avesse già trovata, la posizione di Plutone è il luogo in cui si è aperta la voragine quando si è lanciato con il suo carro verso la terra dopo aver rapito Kore. In quest’ultima ipotesi non è la porta degli inferi quella che si apre, ma un’entrata aperta temporaneamente con la forza da parte di Ade, è un punto di rottura.

Non è ovviamente possibile in base alla posizione di Plutone nel tema natale conoscere, senza parlare con il consultante, quale sia la funzione del pianeta in quel momento se: già sposo di Proserpina o non ancora consapevole della sua necessaria integrazione. Sta di fatto che in quel luogo è entrata o entrerà uno spiraglio di luce solare, ma anche lunare, rappresentata, quest’ultima dalla figura femminile.

Allo stesso modo vale il discorso di chi possiede Plutone nella parte alta della carta di nascita, non è dato sapere prima se Kore sia già stata rapita, quindi se si vive il punto di rottura con la coscienza e il tentativo d’inabissarsi nell’Ade, oppure si è alla ricerca inconsapevole.

Come avete avuto modo di leggere esistono sempre due polarità interpretative, così come sono gli archetipi, opposti ma completi. Non possiamo sapere quale sia la forma archetipica che apparirà alla coscienza prima dell’incontro con il consultante, lo scopriremo solo dopo con il confronto, oppure, ancora meglio, durante il racconto di una storia mitologica o di altro tipo al consultante, in relazione con il significato di Ade, sarà lui stesso a scoprire quale stato stia vivendo.

Dai miti e dai racconti è possibile scoprire nuove strade astrologiche che aprono a diverse interpretazioni. Avere Plutone in un emisfero anziché in un altro, ci fa pensare a modi diversi di leggerlo e di rapportarci con lui.