Astrologia junghiana è un termine che ho coniato per qualificare uno specifico settore di ricerca astrologica che si faccia carico di declinare il pensiero di Carl Gustav Jung, dei suoi allievi, dei post junghiani e di chi ha attinto alle teorie del maestro svizzero nel settore astrologico.

Anima, Animus, Vecchio Saggio, Io, Persona e altri archetipi e complessi troveranno delle formulazioni, delle ipotesi di associazioni astrologiche ben precise, un esempio lo si può leggere in questa sezione: James Hillman

Liz Greene, psicanalista e astrologa junghiana, è convinta che l’astrologia può aiutare a scoprire la natura di questo seme innato. L’oroscopo, come mappa della psiche, può individuare dei tratti della personalità che non sono ancora diventati consci. Con questo aiuto abbiamo la possibilità di conoscerci meglio e arrivare ad una più completa conoscenza della nostra vera natura. La psicologia analitica di Jung cerca di fare qualcosa di simile: l’individuazione e il raggiungimento del vero io.

A differenza di Liz Greene ritengo che si debbano rileggere gli archetipi junghiani e trovare dei collegamenti astrologici di senso partendo dalle opere di C. G. Jung e dei post jughiani, ad esempio rileggendo i lavori di James Hillman e declinandoli in ambito astrologico come ho tentato di fare in alcuni miei articoli.

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Inoltre, credo che il viaggio dell’Eroe messo in relazione con l’uomo non sia soltanto il viaggio solare, erculeo, ma ogni pianeta, ciascuno a proprio modo, può rappresentare l’Eroe per un soggetto. Nell’arco della vita possiamo vivere diversi eroi, diversi pianeti, seguendo la traccia comune del tema, ma questa traccia è l’insieme del Tema Natale e non il Sole in un segno e in una casa, non è il nostro faro. L’uomo, proprio poiché si muove nella vita teleologicamente e incosapevolmente verso un fine non conoscibile, se non a posteriori, non deve essere ingabbiato in un solo modello interpretativo da parte dell’astrologo, ma deve avere la possibilità di spaziare tra diversi. Il tema natale, nel suo insieme, rappresenta il Sè che è il fine individuativo che va cercato, il sottofondo teleologico, la ghianda di Hillman, non è il Sole l’obiettivo del processo individuativo, altrimenti vivremmo in modo ristretto le nostre possibilità caleidoscopiche di ricerca del percorso.

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