IL MITO DI URANO

Urano era la divinità dei cieli, si accoppiava senza sosta con Gea, la Terra, gran parte dei figli era rifiutata per timore di essere detronizzato e li ricacciava nel Tartaro, nel grembo materno, erano rifiutati. I loro figli erano i Titani, divinità senza immagini, senza possibilità di rappresentazione, senza possibilità di essere invocati o pregati, perché non avevano altari. Gea chiede ai figli che erano riusciti “a venire alla luce” a prendere coscienza del loro titanismo, della loro grandezza smisurata, chi volesse assumersi la respnsabilità di liberarsi dal fardello paterno; come sappiamo fu Crono/Saturno che accettò. Altri quattro Titani, figli, si fecero avanti bloccarono Urano dalle gambe e dai piedi ai quattro angolo del cielo e Crono lo evirò grazie alla falce (Luna crescente  o calante) fornita da Gea che l’estrasse da sé, dalla terra.

Da questa castrazione nacquero: Afrodite (armonia, gelosia, bellezza, cupidigia, vendetta, narcisismo, ecc.) le Erinni (divinità della vendetta dei delitti familiari) e le ninfe melie (divinità agresti e che sono messe in relazione con la nascita dell’uomo). Urano sparirà dai racconti mitologici.

Da questi primi indizi possiamo pensare alle caratteristiche di Urano: patriarcale, duro, timoroso di perdere il controllo, energia sfrenata e non limitata neppure dalla terra, straripante, fecondante.

 

IL MITO DI PROMETEO

Sempre restando al simbolo uraniano un altro mito strettamente in relazione con il pianeta è Prometeo, v’invito a leggere l’articolo sulla sua storia mitologica. Da questi appunti si evince che altre sue caratteristiche sono: la ricerca della verità pur disobbedendo, l’anarchia, l’amore per gli uomini, l’originalità, la mancanza di paura o coraggio quando si tratta di difendere un ideale umano, la conoscenza, la disobbedienza a Zeus, ma era un Titano quindi era quasi naturale il rifiuto del potere del padre degli dei. Prometeo inoltre si dice avesse ricevuto i doni della conoscenza astrologica, astronomica ed altri avendo partecipato e aiutato Zeus durante il parto di Atena che era nata dalla testa del re degli dei.

 

IL MITO DI EFESTO/VULCANO

Efesto si racconta sia nato direttamente da Atena e da lei rifiutato è abbandonato in mare poiché storpio e deforme. Era marito di Afrodite, dotato di grande ingegno, inventore, sapeva utilizzare la fucina, il fuoco, era un alchimista, realizzava non solo manufatti ma anche uomini e donne attraverso l’oro, come ricorda Kerenjy, oro da mettere in relaziona alchemica al Sole e alla vita. Era noto, inoltre, per aver costruito le catene d’oro invisibili che avevano legato Afrodite e Marte nel momento dell’amplesso amoroso così da sbugiardarli pubblicamente davanti agli altri dei, uomini, e scoprire la tresca amorosa e il tradimento della dea della bellezza. Efesto aveva realizzato la bellissima Pandora che era stata data come sposa ad Epimeteo, fratello di Prometeo, affinché Zeus si potesse vendicare degli uomini scatenandogli contro tutti i mali del mondo.

Parole chiave possono essere: ingegno, riscatto attraverso la propria arte, andare oltre le apparenze, trasformare la realtà.

Come si nota già nei primi tre racconti ci sono numerosi punti di contatto: le ninfe melie che danno origine all’uomo, Prometeo che dà origine all’uomo, Efesto che punisce l’uomo tramite Pandora, puoi creare uomini e donne e così via, ai lettori la libertà di notare altri punti comuni.

IL SEGNO DEL TORO

Il segno del Toro è un segno fisso di Terra. Come tutti i segni fissi concentra in sé l’energia dei segni cardinali, in questo caso trattiene al suo centro il Fuoco arietino, Fuoco che è in relazione a quello rubato da Prometeo e con il quale lavora Vulcano. Nell’antichità il toro era associato alla grande energia procreativa, tellurica, era in relazione con il dio dell’acque, Poseidone mutuando forse questa caratteristica da Achelao dio dei fiumi scandinavo. Jung ricorda in metamorfosi e simboli della libido che il toro è un animale fallico assimilabile al cavallo. Ancora più nel dettaglio G. Durand afferma che: “I  simboli  bovini  appaiono  come  doppioni  preariani   del l’immagine   del   cavallo.    Il   toro   ricopre   lo   stesso   ruolo immaginario  del  cavallo.  Il  termine  sanscrito  «  ge »  presenta in  compendio  l’isomorfismo  dell’animale  e  del  rumore;   per­ ché  significa  toro,  terra,  come  rumore.   Se  in  primo  luogo il  toro  è  ctonio  come  il  cavallo,  è ugualmente,  come  quest’ul­ timo,  simbolo  astrale,  ma  più  di  quest’ultimo  è  ,indifferente­ mente   solare  o  lunare.  Non   soltanto  si  trovano   dèi  lunari dalla  forma  taurina  ben  caratterizzata,  come  Osiride  o  Sin il  Gran  Dio  mesopotamico,  ma  ancora  le  dee  lunari  tauroce­ fale portano  tra  le  loro  corna  l’immagine  del  sole.  Le  corna dei  bovini  sono  il simbolo  diretto  delle  « corna »  della  falce di  luna,  morfologia  semantica  che  si  rafforza  per  il  suo .isomorfismo  con  la  falce  o  il  falcetto  del  Tempo  Cronos,  stru­ mento  di  mutilazione,   simbolo   della  mutilazione   della  luna che  è  la  falce,  il  « quarto »  di  luna.  Come  il leone,  il toro Nandin è  il mostro   di  Shiva  e  di  Kalì  Durga,  cioè  della fase   del  tempo   distruttrice.   Attraverso   la   simbolica   terio­ morfa, l’astro – sole o luna -non  è dunque preso  che come simbolo  del  tempo;” Nel glifo del Toro infatti troviamo il cerchio sormontato da una mezza Luna. Il segno del Toro è qualcosa che ha che fare con lo scorrere del tempo di Crono, il tempo mette dei limiti dei confini, altro significato astrologico di questo segno. Al toro si riconoscono in altre mitologie, soprattutto orientali, potenze distruttrici e metereologiche, come fulmini e tempeste inoltre è sempre Durand a ricordare che: “Il dio Min, prototipo dell’Ammone egizio è qualificato come toro, possiede il fulmine come attributo, sua paredra è la vacca Hator, infine Zeus tonante porta via Europa, si unisce ad Antiope e tenta di violare Demetra  sotto la forma  di un  toro focoso

Il parallelo con Zeus divinità dei fulmini e delle tempeste che si trasforma in Toro per conquistare le proprie prede così come anche Poseidone fa in altri racconti pone l’accento sulla trasformazione dell’energia per poter copulare, ma senza scopi riproduttivi, si è fermi alla fase del soddisfacimento di un istinto, la riproduzione appare come evento successivo naturale. In racconti diversi è sempre Demetra che cerca  di essere conquistata sia da Poseidone che Zeus, Demetra divinità femminile delle messi è strettamente connessa con i segni di Terra e soprattutto con la Vergine che da segno mobile dovrebbe liberare, fluidificare le energie leonine, dargli una forma concreta, come accade con la nascita di un figlio. La figlia di Demetra avuta con Zeus è Proserpina, divinità degli inferi; secondo altri racconti Kore è, invece, la figlia avuta dal ratto di Poseidone, sempre in forma di Toro, di Demetra. Ci troviamo comunque di fronte al passaggio dal Segno del Toro al suo opposto Scorpione, quando pensiamo a Persefone/Kore regina degli inferi.

Il Segno del Toro è governato da Venere, abbiamo letto in precedenza quale sia la genesi di quest’ultima, è un segno fertile, generoso, si dà naturalmente, è prolifico, sensuale, è nutritivo come la terra fertile, desidera possedere. E’ una generosità naturale, è apertura in forma di vaso contenitivo. Pasifae moglie di Minosse, come in un vaso, entra in una costruzione a forma di giovenca così da essere posseduta dal Toro di Poseidone. Bisogna prestare attenzione anche agli inganni che si nascondono nell’eccessiva generosità, quando si tradisce la fiducia della divinità. Pasifae infatti venne fatta impazzire da Poseidone perché Minosse non aveva sacrificato al dio il Toro più bello. La scappatoia, le mezze misure non appartengono naturalmente a questo segno, ma qualora vengano messe in atto possono ritorcersi contro.

Quali saranno, dunque, i possibili significati del passaggio di Urano in Toro nei prossimi anni? E’ presto detto: provate a mettere assieme i significati dei miti e dei racconti che ho descritto, cercate d’imbastire delle storie, di usare l’immaginazione entro i limiti fissati e allargandola con collegamenti di senso. A fronte di avvenimenti sociali provate a capire se c’è qualcosa di sincronistico che risuoni con quanto descritto e avete immaginato.

Io penserei a sconfinamenti, idee innovative nell’ambito dell’agricoltura, dell’inseminazione artificiale, bambini in provetta, cambiamenti nel settore bancario. Invenzioni per il controllo delle nascite, rivoluzioni nel settore alimentare, taglio con il passato nel mondo della finanza, riscatto della terra e dell’agricoltura grazie alle innovazioni, fonti di energia alternativa provenienti dalla terra e dal sottosuolo, ecc.

Urano in Toro nel tema personale? Vi prego non fatemi questa domanda, va guardato l’intero tema natale, come l’avete alla nascita, in quale casa, segno, aspetti e poi se il transito di Urano, in qualche modo è in relazione con i punti sensbili dell’oroscopo.

Óscar Estruga (1933, viv.), Alegoria de Pasifae