Il libro che ha cambiato il mio modo di vedere il mondo è stato Gli Archetipi dell’inconscio collettivo, di C. G. Jung. Per almeno 1 mese, dopo la sua lettura, ma anche durante, ero in un’altra dimensione, quasi “fatto”, “perso”, “ubriaco” che per me, è difficile, anche essere ubriaco, diciamo che ero allenato, e lo sono ancora. Si era schiuso un mondo altro, una visione diversa che io sentivo in me, da sempre, questo collegamento del tutto con il tutto, ma mi dicevo, è impossibile sono fantasie da bambini: la magia, l’unione, la partecipazione al tutto, invece leggendo C. G. Jung ho compreso che c’era un fondamento, documentato da altri, al mio sentire, una teoria. La pietra su cui ho “fondato” la mia chiesa è questa perché abbraccia ogni possibilità di esistenza.

Leggendo Psicologia Alchemica di J. Hillman, con lo spirito di chi desidera sperimentare, utilizzare, spendere in qualche modo la lettura nel proprio vivere quotidiano, mi trovo in una situazione simile, ma diversa. Tutto rimanda a tutto, ma con la funzione sensazione, mediata dal pensiero, sarà che la sensazione è, probabilmente, la mia funzione inferiore, ma questo lavoro di J. Hillman, almeno a me, apre a una lettura quasi fisica della psiche, tangibile, reale che posso toccare con mano, prima di tutto con me stesso e la mia mia vita.