La parola tragedia deriva dall’etimo greco che significa “Canto del capro” in relazione con i riti dionisiaci. Durante i riti dionisiaci vi erano eccessi legati al cibo e al sesso, ma il capro ci conduce al segno del Capricorno che immaginiamo dominato da Saturno: rigido, retto, freddo, razionale. Nello stesso tempo Saturno è la divinità che taglia, scinde e divide che offre l’opportunità di ricrescere.

SATURNO E IL CAPRICORNO CHE RUOLO HANNO NEI RITI DIONISIACI?

Cosa potrà mai dividere Saturno? Probabilmente l’Io e in questo modo aprire le porte alle diverse manifestazioni di ciascuna delle divinità presenti in ognuno di noi: Hermes, Ade, Afrodite, Zeus. Durante i riti dionisiaci venivano alla luce le parti non vissute nel quotidiano dai soggetti partecipanti al rito e ognuna di esse era una manifestazione nata grazie a Dioniso; potremmo azzardare l’ipotesi che Dioniso permetta di far apparire quelle parti di noi che esistono, ma che non sono predominanti nella nostra personalità, che come in alcuni composti alchemici sono presenti ma in piccole quantità.

LA PORTA DI ACCESSO DELLE DIVINITA’

Se l’Io è rappresentato dall’Ascendente, Saturno è la chiave che apre il portone dell’Io e lascia che appaiano alla coscienza, al nostro modo di vedere il mondo, tutte le altre divinità: i pianeti. Infatti se pensiamo alla successione delle case zodiacali, altro non sono che il tempio di ciascun dio che ci abita: pianeta in una casa, e il suo governatore. Le case, inoltre, rappresentano i nostri bisogni, il nostro modo di vivere determinate situazioni concrete, le risorse personali, la famiglia, il lavoro. Ciascuna casa possiede un governatore e a volte anche un pianeta “In affitto”, queste divinità sono alcune manifestazioni dell’Io in particolari situazioni di vita. L’ascendente è il modo di vedere il mondo, la seconda casa è il modo di vivere i confini, le proprie risorse personali, finanziarie, ecc. Le case sono modalità di espressione dell’Io che non è più unico, ma diverso a seconda delle divinità che lo presiedono.

LA MASCHERA DELLE CASE E DELLE DIVINITA’

Questo ci fa pensare al fatto che noi indossiamo una Maschera, in termini junghiani, a seconda delle occasioni, delle situazioni di vita. La Maschera-Persona, definita da Jung, è sociale, il ruolo che da attori interpretiamo nella nostra vita pubblica, la X Casa zodiacale. Possiamo pensare che ogni casa sia, quindi, una maschera diversa, da indossare momenti diversi che ci fanno impersonare altrettanti personaggi, è una declinazione di parte di noi. Tutto questo discorso nasce dal fatto che Dioniso fa apparire parti di noi, in qualche modo, nascoste e non sempre chiare la domanda quindi diventa:

CHI ERA DIONISO?

Guardando alla genealogia di Dioniso, egli è figlio di Semele e Zeus/Giove, che viene folgorata involontariamente dal padre degli dèi. Semele a propria volta è figlia di Cadmo e ArmoniaCadmo è figlio di Agenore il cui padre è Poseidone/NettunoArmonia è figlia di Afrodite/Venere e di Ares/Marte. Dunque se volessimo capire in un tema natale quali siano i pianeti in in relazione con l’archetipo di Dioniso dovremmo guardare alla posizione di LunaGiove, Venere, Marte, Nettuno e il loro rapporto nell’intera economia dello zodiaco.

Ci sono anche altre genealogie che potrebbero farci pensare ad altri elementi astrologici, ma quella presa in considerazione ritengo possa essere un buon punto di partenza.

Saturno diventa lo strumento di Dioniso, la chiave che apre le porte. La posizione di Saturno potrebbe indicarci di che tipo di chiave abbiamo bisogno per scatenare le potenze dionisiache e per vivere in pienezza, senza la sensazione di disintegrazione e diversità quando troviamo parti di noi che conosciamo ma che non utilizziamo per paura di essere, appunto, definiti: diversi.

Per questo 2019 vi auguro la: diversità consapevole!