NOTA: Sono partito da una riflessione sull’Ascendente per poi giungere alla XII casa, ci sarà un motivo.

Molto spesso quando nasceva un dio la natura manifestava dei cambiamenti come ad esempio nel caso di Apollo come ricorda Kerénjy: “Si narrava come allora tutta Delo profumasse o come, mentre Leto giaceva ancora nelle doglie, cigni cantanti avessero girato sette volte intorno all’isola. All’ottava non cantarono più: il dio balzò fuori e le Ninfe di Delo intonarono il sacro canto di Ilizia. Il cielo di bronzo riecheggiò e nemmeno Era conservò il suo sdegno, poiché Zeus glielo tolse. Le fondamenta di Delo divennero d’oro e per tutto il giorno splendette di luce dorata anche il lago rotondo dell’isola. S’inondarono di luce anche le foglie dell’ulivo che, oltre alla palma sacra, cresceva a Delo e al quale si diceva che Leto si fosse pure aggrappata. Il fiume Inopo trascinò oro. Si raccontava inoltre che alla nascita del dio fosse stato presente anche un gallo, l’uccello che entra in estasi e danza – così almeno si affermava – anche quando sorge la luna, ma che è principalmente testimonio dell’aurora. Da allora esso sarebbe divenuto l’uccello preferito di Leto, come era – sembra – l’uccello preferito di Pallade Atena.”

Sincronismo e sincronicità si uniscono offrendo un senso all’avvenimento. La medesima cosa è capitata con la morte di Gesù, come raccontano i vangeli, in cui il cielo fu squartato da un fulmine. L’esterno risuona con la nascita, ciò che è fuori, il cielo, ci mostra come la natura ci sta accogliendo.

Da questa riflessione ne nasce un’altra prettamente astrologica. Si dice da sempre che i pianeti nella I Casa zodiacale diano un forte impatto all’Ascendente e all’Io, addirittura in alcuni casi diventino il daimon, la dominante del tema assieme al governatore dell’Ascendente. Ma a ben vedere i pianeti in I Casa sono sotto l’Ascendente, ovvero non sono ancora sorti, non sono nel cielo visibile e come se non gioissero all’esterno della nostra venuta al mondo perché stanno per arrivare, stanno per sorgere. Questa attesa può essere interpretata come una tensione dell’Io personale verso quegli archetipi che si sa sono dietro l’angolo, ci sono delle aspettative forti, quindi l’Io sembra volersi già allineare con questi simboli e li fa propri seppure non siano apparsi, sorti nel cielo di nascita. La tensione e l’attesa verso qualcosa che sappiamo sta per arrivare fa attivare i simboli presenti, la libido riempie di energia la forma archetipica. Ma quando un pianeta, invece, è già sorto, è nella XII casa appena nato, non ha difese, è facile da manipolare, è, in qualche modo, ingenuo. Con il pianeta in XII Casa congiunto all’Ascendente vediamo la pienezza dell’archetipo, ma non essendoci tensione e aspettativa è come se lo vivessimo con meno intensità, perché sappiamo che c’è. Questa riflessione deve farci pensare all’importanza dei pianeti in XII Casa, anche non cogiunti all’Ascendente, e a quanto possano esserci utili quando decidiamo di averne consapevolezza cosciente.