Desidero condividere con voi i primi appunti riguardanti uno studio sul Sole in Astrologia. Ci sono parti ricavate da libri di Graves, altri da wikipedia e poi assemblate secondo una logica di continuità. Troverete alla fine dell’articolo le corrispondenze che si possono evincere dai racconti mitologivi ed eventualmente utilizzare nel’interpretazione simbolica del Sole.

IL SOLE NELLA MITOLOGIA DI APOLLO

 

Gli epiteti di Apollo

Apollo viene normalmente raffigurato coronato di alloro, pianta simbolo di vittoria, sotto la quale alcune leggende volevano che il dio fosse nato, altre leggende invece raccontano dell’amore infelice per Daphne tramutata da suo padre in una pianta di lauro. Suoi attributi tipici erano l’arco e la cetra. Altro suo emblema caratteristico è il tripode sacrificale, simbolo dei suoi poteri profetici. Animali sacri al dio erano i cigni (simbolo di bellezza), i lupi, le cicale (a simboleggiare la musica e il canto), e ancora falchi, corvi e serpenti, questi ultimi con riferimento ai suoi poteri oracolari. E ancora il gallo, come simbolo dell’amore omosessuale, diversi, infatti, gli uomini di cui il dio s’innamorò. Altro simbolo di Apollo è il grifone, animale mitologico di lontana origine orientale. L’aggettivo Febo (invece, è in relazione alla sua bellezza che brillava per tutto l’Olimpo così come il Sole che trasportava.

 

Nascita di Apollo per la mitologia greca

Stando a quanto scrive Robert Graves: “II lascivo Zeus si giacque con molte Ninfe, discendenti di Titani o di dei e, dopo la creazione del genere umano, anche con donne mortali; non meno di quattro grandi divinità olimpiche nacquero dai suoi amplessi  extraconiugali. Dapprima egli generò Ermete in Maia, figlia di Atlante, che partorì il figlio in una grotta sul monte Cillene in Arcadia. Poi generò Apollo e Artemide in Latona, figlia del Titano Ceo e di Febe, trasformando in quaglie se stesso e Latona al momento dell’unione. Ma Era, ingelositasi, incaricò il serpente Pitone di inseguire Latona tutt’attorno al mondo, e decretò che essa non avrebbe potuto partorire in alcun luogo dove brillasse il Sole. Sulle ali del Vento del Sud, Latona giunse infine a Ortigia presso Delo, dove mise alla luce Artemide, che appena nata aiutò sua madre ad attraversare lo stretto e a Delo, tra un olivo una palma da datteri che crescevano sulle pendici settentrionali del monte Cinto, Latona si sgravò di Apollo dopo nove giorni di travaglio. Delo, che fino a quel giorno era stata un’isola vagante, si immobilizzò nel mare e per decreto divino nessuno può più nascervi o morirvi: i malati e le donne incinte vengono trasportati a Ortigia.”

Altri miti raccontano, invece che: “la vendicativa Era, pur di impedirne la nascita, giunse a rapire Ilizia, dea del parto. Solo l’intervento degli altri dèi, che offrirono alla regina dell’Olimpo una collana di ambra lunga nove metri, riuscì a convincere Era a desistere dal suo intento. I miti riportano che Artemide fu la prima dei gemelli a nascere, e che abbia in seguito aiutato la madre nel parto di Apollo. Questi nacque in una notte di plenilunio, che fu da allora il giorno del mese a lui consacrato.

Ancora altri dicono che Era avesse mandato un serpente sulla Terra per seguire Leto tutta la vita impedendo così a chiunque di ospitarla e darle un rifugio. Leto vagò per molto tempo ma Poseidone, impietosito dalla sua situazione, lasciò che si rifugiasse in mare (dato che letteralmente non era terra) visto che lui, essendo il fratello di Zeus, poteva permettersi di sfidare Era.”

 

Le imprese

Sempre secondo Robert Graves:

a) Apollo, figlio di Zeus e di Latona, nacque di sette mesi, ma gli dei crescono in fretta. Temi lo nutrì di nettare e ambrosia, e dopo quattro giorni il bimbo già chiedeva a gran voce arco e frecce, che Efesto subito gli porse. Partito da Delo, Apollo si diresse senza indugio verso il monte Parnaso, dove si celava il serpente Pitone, nemico di sua madre, e lo ferì gravemente con le sue frecce. Pitone si rifugiò presso l’oracolo della Madre Terra a Delfi, città così chiamata in onore del mostro Delfine, compagna di Pitone; ma Apollo osò inseguirlo anche nel tempio e lo finì dinanzi al sacro crepaccio.

b) La Madre Terra, oltraggiata, ricorse a Zeus che non soltanto ordinò ad Apollo di farsi purificare a Tempe, ma istituì i giochi Pitici in onore di Pitone, e costrinse Apollo a presiederli per penitenza. Apollo, sfrontatamente, non si curò di obbedire agli ordini di Zeus e invece di recarsi a Tempe andò a Egialia, in compagnia di Artemide, per purificarsi; e poiché il luogo non gli piacque, salpò per Tarra in Creta, dove re Carmanore eseguì la cerimonia di purificazione.

c) Al suo ritorno in Grecia, Apollo andò a cercare Pan, il dio arcade dalle gambe di capra e dalla dubbia reputazione, e dopo avergli strappato con blandizie i segreti dell’arte divinatoria, si impadronì dell’oracolo delfico e ne costrinse la sacerdotessa, detta pitonessa, a servirlo.

 

Apollo e Hermes

Un mito degli inni omerici racconta dell’incontro tra il giovane Ermes e Apollo. Il dio dei ladri, appena nato, era sfuggito  alla custodia della madre Maia e aveva iniziato a vagabondare per la grecia, fino a imbattersi nel gregge di Admeto, custodito da Apollo. Ermes riuscì con uno stratagemma a rubare gli animali e, dopo essersi nascosto in una grotta, usò gli intestini di alcuni di essi per costruirsi una lira. Quando Apollo, furioso, riuscì a rintracciare Ermes e a pretendere, con l’appoggio di Zeus, la restituzione del bestiame, non poté fare a meno di innamorarsi dello strumento e del suo suono, e accettò infine di lasciare a Ermes il maltolto, in cambio della lira, che sarebbe diventata da allora uno dei suoi simboli.

 

Elios – Helios

Il dio Elios era ritenuto una divinità universale; dio della luce e del calore, che guidava il suo carro solare lungo il cielo preceduto dalla sorella Eos, l’aurora. Giunto alla sera si riposava e gli veniva dato il cambio dall’altra sorella Selene. Oltre che per i greci, anche per gli egiziani il Sole era oggetto di culto infatti essi vedevano in lui il dio Amon-Ra, il cui simbolo era il toro, o il dio Aton.
Elios conduceva il carro del sole e, poiché i suoi raggi giungevano dovunque, era invocato come testimone in tutti i giuramenti. Elios era figlio di Iperione e di Teia, fratello di Eos (Aurora) e Selene (Luna), apparteneva alla generazione degli dèi pre-olimpici.

 

Nota Astrologica

Apollo per i greci è la divinità protettrice di tutte le Arti, della Medicina, della Musica e della Profezia. Come si può notare Apollo (Dio del Sole conduceva quest’ultimo nel cielo grazie al suo carro alato) per nascere/brillare deve in qualche modo scappare da Era, sua “matrigna”, che ricorda per alcuni versi la simbologia della Luna in Aquario segno opposto al Leone domicilio solare. Per nascere, inoltre, è sua sorella gemella Artemide che aiuta la propria madre Latona nel parto (il parto è simbolicamente collegato nello zodiaco con l’ascendente e il segno cosignificante dell’Ariete). Apollo nasce nove giorni dopo Artemide in un giorno di Luna Piena secondo alcune leggende anche grazie all’appoggio di Poseidone (Nettuno). Partendo dal presupposto simbolico dell’associazione di Artemide con la Luna in Ariete possiamo ipotizzare che la divinità solare abbia nel suo tema la Luna in Cancro o in Leone (passo medio della Luna 2.33 giorno per ogni segno) e quindi appartenga al segno del Capricorno o dell’Aquario. Potrebbero essere fuse in lui entrambe le valenze solari di domicilio ed esaltazione del Sole (Leone e Aquario), o quelle lunari (Cancro e Capricorno). Leggendo delle sue imprese descritte da Robert Graves, troviamo risvolti simbolici che mettono in risalto come Apollo si fosse opposto al serpente Pitone (associabile al segno dello Scorpione), ma analogamente troviamo nell’evoluzione storiografica del mito anche collegamenti con il Sol Invictus romano che si festeggiava con il solstizio invernale proprio nel segno del Capricorno. Come ulteriore indizio della possibile collegamento simbolico fra Apollo e il Capricorno possiamo leggere quanto accaduto durante l’incontro con il Dio Pan (divinità dalle zampe di capra) dal quale apprese le arti divinatorie e sottomise la Pita, l’oracolo di Delfi, seguace della divinità Pitone. Nel racconto dell’incontro tra Apollo e Hermes (Mercurio) scopriamo come la relazione fra le due divinità e quindi tra i due pianeti sia duplice da un lato “negativa” perché Hermes ruba le greggi di Apollo, dall’altra positiva perché se ciò non fosse accaduto Apollo non sarebbe potuto essere la divinità della musica. Dunque l’intelletto di Mercurio è al servizio del Sole, ma quest’ultimo non può fare a meno dei servigi della divinità dai piedi alati anche se in un certo qual modo non voluti. Nel momento in cui Mercurio si nasconde al Sole in una grotta, ovvero, è astrologicamente dietro di esso è in quel periodo che “costruisce”, “inventa” ed “elabora” senza relazionarsi direttamente con il Sole, ma utilizzando le potenzialità che quest’ultimo custodisce ovvero per casa, per segno e per aspetti. Mentre quando è davanti al Sole è quello il momento in cui vengono fuori le sue peculiarità di commerciante, negoziatore come si nota dal baratto della lira con le greggi di Apollo. Analogamente è importante notare come la relazione fra i due sia possibile grazie alla mediazione di Giove. Mercurio (governatore dei Gemelli), Giove (governatore del Sagittario), Sole (Apollo)  sono una triade inscindibile anche all’interno di un tema natale.  Come si nota la mitologia di Apollo ha assorbito completamente quella di Elios.