“Ma qual è l’elemento risolutivo? È sempre qualcosa di antichissimo, e proprio per questo
qualcosa di nuovo, perché quando una cosa passata da molto tempo ritorna, oggi, in un mondo mutato, è nuova. Dar vita a cose antichissime in un’epoca nuova significa creare. È la creazione del nuovo, ed essa mi redime. Redenzione è risoluzione del compito. Il compito è partorire ciò che è vecchio in un tempo nuovo. L’anima dell’umanità è come la grande ruota dello zodiaco che rotola sulla via. Ogni cosa che arriva in costante movimento dal basso verso l’alto, una volta era già in alto. Non c’è parte della ruota che non ritorni. Perciò, tutto ciò che è stato tornerà a riaffiorare, e quello che è stato sarà di nuovo. Tutte queste cose sono infatti qualità congenite dell’umana natura. Il ritorno di quel che è stato fa parte della natura del movimento in avanti. Solo gli ignoranti possono meravigliarsi di questo. Comunque il senso non risiede nell’eterno ritorno dell’uguale, ma nel modo in cui esso viene ricreato nel tempo.” C. G. Jung, Il Libro Rosso

C. G. Jung in questa frase esplica il senso astrologico dei transiti, soprattutto nell’ultima parte. I transiti astrologici si possono ripetere nel tempo, in forme uguali, mai totalmente, ma simili sì. Quando Giove, per esempio, dopo 12 anni ripassa su un punto del tema natale personale, noi ricreiamo in quel tempo qualcosa di analogo, di già accaduto, della medesima forma, ma di un tempo diverso.