A proposito del simbolismo dell’uovo visto come rinascita, pasqua e nascita leggiamo cosa scrive Kerényi:

Un’altra versione sulle origini del mondo era stata tramandata dai tempi antichi in alcuni scritti sacri conservati dagli adepti del cantore Orfeo; tale versione in ultimo fu mantenuta soltanto da un commediografo o nelle allusioni di alcuni filosofi. Veniva originariamente narrata piuttosto tra i cacciatori e gli abitanti dei boschi che tra la gente di mare. In principio – diceva la storia – esisteva la Notte; nella nostra lingua essa si chiamava Nyx, una delle più grandi dee anche secondo Omero, una dea davanti alla quale perfino Zeus provava un sacro timore. In questo racconto essa aveva l’aspetto di un uccello dalle ali nere. Fecondata dal vento, la Notte depose il suo uovo d’argento nell’immenso grembo dell’oscurità. Dall’uovo balzò fuori il figlio del vento, un dio con le ali d’oro, chiamato Eros, dio dell’amore; questo è però uno solo – il più simpatico – dei molti nomi attribuiti a questo dio; gli altri che conosciamo hanno un suono erudito, ma anch’essi esprimono soltanto singoli avvenimenti di questo racconto antico.

Col nome Protogonos, si indicava la sua qualità di «primogenito» tra tutti gli dèi; con quello di Fanete, si alludeva con gran precisione a ciò che il dio aveva fatto appena nato dall’uovo: egli aveva portato alla luce e aveva mostrato quanto fino a quel momento era nascosto nell’uovo d’argento, cioè il mondo intero. Sopra, una concavità: il Cielo; sotto: il resto.”

L’uovo porta Eros, amore, l’intero mondo si espande da lui. La Notte, si noti, è una divinità femminile, che ha comunque bisogno dello Spirito/Pneuma maschile, ma l’uovo d’argento (simbolo lunare) si schiude nuovamente in un grembo, quello dell’oscurità femminile, dal quale nasce Eros, dalle ali d’oro (simbolo solare). C’è una netta predominanza del femminile che permette di venire alla luce, sembra che il maschile serva soltanto per “fecondare”. Gesù, esce dal buio della caverna e rinasce, ascende, vola in cielo, ma senza ali, seppure il parallelismo con il mito orfico sia abbastanza evidente.

Anche nelle formule matematiche che descrivono la forma ovale, sia si tratti di quella ellittica, di Cartesio o di Cassini, troviamo due fuochi all’interno dello stesso che hanno un rapporto costante con altri valori considerati per disegnarlo. I due fuochi evidenziano come nell’uovo sia presente la dualità che dà forma ma nello stesso tempo si espliciterà nel mondo in forma di positivo/negativo, bianco/nero, bene/male.

La circonferenza e l’elisse appartengono entrambe alla famiglia geometrica delle coniche, la prima però ha i due fuochi che coincidono. La circonferenza zodiacale, il tema di nascita, unisce, quindi, nell’uomo, i due fuochi, che mantengono le medesime caratteristiche (bene/male, positivo/negativo), ma l’esplicitarsi di uno o dell’altro, nella vita reale, dipenderanno dalle scelte dell’individuo e come svilupperà le rappresentazioni archetipiche del proprio tema natale.

La lettura simbolica della croce possiede anch’essa diverse sfumature. Gesù muore sulla croce mentre i suoi arti sono bloccati, ma la sua morte diviene garante per la rinascita di tutti, coloro i quali seguiranno i suoi dettami d’amore, nel regno dei cieli.

Urano, uno dei titani primordiali, viene bloccato da quattro dei suoi figli, ciascuno rappresentanti i quattro punti cardinali e poi evirato da Saturno, ma dal suo sperma caduto in in mare nascerà Afrodite/Venere, simbolo di armonia e amore, mentre dal suo sangue, caduto sulla terra nasceranno le Erinni, dee della vendetta. Questo argomento è stato trattato ampiamente nel mio libro: Il Sole – un’interpretazione mito-astrologica. Dalla “morte” sulla croce, nel caso di Urano, l’impossibilità di procreare, nascono il bene e il male, armonia e vendetta che l’uomo e le divinità stesse avranno la libertà di utilizzare.

La croce simbolicamente unisce cielo e terra, essendo piantata nel terreno, inoltre, gli assi zodiacali MC/FC – ASC/DSC sono la sua rappresentazione nel tema natale. Il simbolismo del quaternio, le quattro braccia della croce, ha diverse valenze sia alchemiche, il Sole, è trasportato da un carro formato da quattro ruote rappresentanti i quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco), sia psicologiche, come hanno evidenziato Jung e Pauli nella definizione del principio di sincronicità. Non approfondisco ulteriormente l’argomento, ma quello che desidero evidenziare è come i simboli pasquali: uovo, croce, rinascita siano antecedenti al cristianesimo stesso e siano in relazione con l’interpretazione astrologica. L’interpretazione del tema natale ci mette in contatto, ogni volta che viene effettuata, con le nostre profondità e con le grandi possibilità di rinascite insite in esso che attendono di venire alla luce.

Nel particolare del dipinto di Piero della Francesca notiamo come siano stai inseriti assieme l’uovo che si riferisce al mito di Leda e Zeus, simbolo di nascita, anche la conchiglia simbolo di Venere, ritroviamo quindi entrambi i riferimenti che ho riportato in precedenza. Ci sono altri elementi simbolici importanti nel quadro come il fatto che i personaggi dipinti siano 12, tra cui sei angeli, ma non voglio entrare nel merito della storia dell’arte.