Ercole doveva recarsi per la cattura della cerva di Cerinea in un luogo consacrato alla dèa Artemide, divinità della caccia, le sue armi erano arco e frecce, inoltre proteggeva gli animali delle foreste e la foresta stessa.

La cerva tra le sue caratteristiche aveva della corna d’oro, elemento che non appartiene naturalmente al suo genere e specie, saccheggiava i villaggi vicini e non poteva essere catturata, chiunque ci provasse girovagava al suo inseguimento in lungo e in largo.

La cerva si dice fosse la titanessa Taigeta che era stata trasformata per punizione da Artemide perché aveva accettato l’amore di Zeus, secondo altre fonti, invece, era stata salvata da Artemide grazie a questa trasformazione. Si narra, anche, che Artemide stessa, fuggendo dai giganti Aloidi si trasformò in cerva. Gli Aloidi erano i giganti che avevano rapito, e rinchiuso in un vaso, il piccolo Ares che poi fu liberato da Ermes. La cerva è, dunque, un animale divino che cerca di unire la divinità, alcune sue caratteristiche, con l’umano, è un mediatore tra due mondi.

Il difficile, il pericoloso, lo strano della cerva non era la sua speciale selvatichezza per la quale sarebbe stata capace di affrontare il cacciatore, come alcuni credevano ma il fatto che continuasse a fuggire e linseguitore non potesse vincere il desiderio di catturare quella rara fiera. Il pericolo consisteva perciò nellinseguimento, che portava al di là del territorio di caccia conosciuto, in un altro paese, dal quale non si ritornava. Perciò Eracle doveva prendere la cerva e non colpirla con la freccia, ciò che sarebbe stato facile al grande arciere e che, secondo una più recente versione, egli avrebbe anche fatto. Era di nuovo una caccia non comune quella che gli era stata imposta.” K. Kerényi, Gli Dèi e gli eroi della Grecia

Ercole, infatti, ci mise quasi un anno per catturarla girò in lungo e in largo per il mondo. Si dice fosse arrivato prima in Veneto e poi giunse fino al giardino dell’Esperidi uno dei confini con l’aldilà, di cui racconto nella fatica di Ercole legata al Segno della Bilancia, dove la catturò (alcuni narratori dicono che ne prese solo le corna) prima che attraversasse il fiume che divideva il mondo dei vivi da quello dei morti. Legò le zampe della cerva e la caricò sulle sue spalle, mentre stava tornando s’imbattè nei due fratelli, Artemide e Apollo, che visto l’accaduto erano in procinto di iniziare una battaglia; era stato preso un animale sacro ad Artemide, ma Ercole spiegò alle divinità l’obbligo che aveva nei confronti di Euristeo e i motivi per i quali aveva compiuto tale fatica, quindi lo lasciarano andare via.

Il Segno del Sagittario e la fatica di Ercole: la cattura della cerva di Cerinea

LA FATICA DI ERCOLE E IL SAGITTARIO

Il Segno del Sagittario è rappresentato da un animale metà uomo e metà cavallo che scaglia una freccia verso il Segno dello Scorpione, inoltre è ricordato come abile cacciatore e ovviamente arciere. In questa prima descrizione ritroviamo la vicinanza con Artemide, divinità protettrice della caccia, ma anche con Orione era un cacciatore, ucciso per volontà di Artemide da uno Scorpione che poi venne trasformato nella costellazione e di conseguenza associato al Segno zodiacale. Artemide è messa in relazione indiretta con lo Scorpione, Segno che rappresenta la morte e la trasformazione, e collegata con il Sagittario che vuole uccidere lo Scorpione. C’è una forte contrapposizione simbolica è come se ci fosse una scissione di Artemide. Artemide stessa voleva essere una divinità vergine, ma s’innamora di Orione. Non ricevendo il suo amore e scoprendo che, anzi, Orione amava le Pleiadi, quindi l’aveva presa in giro dicendo che era fedele a sua moglie Eos, lo condanna alla morte descritta in precedenza. A volte sembra che il Sagittario nella sua ricerca di libertà, di movimento, d’idealismo non sappia quello che desideri, rileggendo il mito possiamo immaginare che questo modo di agire, invece, potrebbe essere messo in rapporto con la necessità di unire i desideri ideali e la realtà e quindi la difficoltà nel farlo.

Le corna d’oro della cerva ricordano il fatto che Artemide era la divinità della Luna, sorella gemella di Apollo – lui divinità del SoleErcole doveva riconquistare anche una parte del suo femminile, ma senza uccidere l’animale, doveva catturarlo senza armi, come accaduto in altre fatiche, affinché potesse scoprire la propria forza. Ma come lo fa? Rincorrendola in giro per il mondo, la cerva non si fa catturare se non quando sta per attraversare la soglia, i confini di un altro mondo. Il Sagittario è il Segno in relazione con i viaggi, con il lontano, con lo straniero, con la filosofia, la ricerca appunto di ciò che è distante da noi, ma che segna il confine fra il nostro spazio conosciuto e quello sconosciuto.

Il Sagittario unisce simbolicamente queste contraddizioni, è un Segno che ama la libertà, vivere all’area aperta, non avere vincoli è visto spesso come un Segno spensierato, gioviale, infatti è governato da questo pianeta. Ercole ha catturato un animale di Artemide, ha dovuto legarlo, bloccarlo, mentre stava per attraversare il fiume che divide il regno dei vivi dal regno dei morti (lo Scorpione governato da Ade). Per catturare l’animale, Ercole, gli lega le zampe, le blocca, simbolo della capacità di fuga, di velocità. Forse il Sagittario dovrebbe imparare a fermarsi, a rallentare e a non correre sempre in altri luoghi se prima non ha affrontato i problemi del presente.

Ercole incontra la sizigia alchemica, Il Sole e la Luna, Apollo e Artemide, sta per scontrarsi con loro, ma quando scoprono che l’eroe è “alla ricerca di sè”, sulla strada del Sè, perché sta espiando la colpa dell’omicidio della sua famiglia, lasciano che proceda con la cerva appena catturata: ha avuto la visione dell’unione, ha compreso di aver compiuto i passi giusti. Il Sagittario, probabilmente, è spinto spesso alla ricerca di qualcosa che va oltre, oltre anche la sizigia stessa, oltre il divino, non si accontenta, ma ottiene quello che vuole quando parla in modo chiaro e schietto, quando mostra il suo scopo, quando lo scopo è chiaro, prima di tutto a sè stesso.

Il Segno del Sagittario e la fatica di Ercole: la cattura della cerva di Cerinea