Scrive Károly Kerényi nel Libro Gli déi e gli Eroi della Grecia a proposito della Fatica di Ercole della cintura di Ippolita, Regina della Amazzoni, racconto che è in relazione con il segno della Vergine:

Admeta, figlia di Euristeo, desiderava il cinto di Ippolita, dea delle Amazzoni. Eracle perciò fu mandato nel Ponto, paese dell’Asia Minore sul mar Nero, dove le Amazzoni vivevano presso il fiume Termodonte; formavano un popolo composto tutto di donne guerriere. Esse lasciavano in vita soltanto le figlie femmine, si amputavano la mammella destra per non essere impedite nel tiro con l’arco e nel lancio delle frecce e con la sinistra nutrivano le loro figlie. La più valorosa di esse era Ippolita, la regina. Come distintivo aveva ricevuto dal padre Ares il cinto. Eracle si preparò a questa impresa con tutta una schiera di eroi. Tra i suoi compagni c’erano Teseo, di cui si parlerà in breve più dettagliatamente, e Telamone, l’Eroe dei Salamini e degli Egini. […]

Per assolvere l’incarico datogli da Euristeo, Eracle sbarcò con la sua schiera a Temiscira, alla foce del Termodonte. Le Amazzoni non erano avverse agli uomini e Ippolita sarebbe stata disposta a dare a Eracle il suo cinto.

Un dipinto vascolare rappresenta la scena: l’Eroe, seduto tranquillamente, e l’amazzone in calzoni all’uso degli Sciti. Essa gli porge amichevolmente il cinto. Oppure la sorella Melanippe era già stata fatta prigioniera e sarebbe stata liberata dietro consegna del cinto? 

Più tardi però si raccontò che Era stessa era apparsa sotto le spoglie di amazzone. Era stata lei a destare nel popolo femminile il sospetto contro Eracle ed i suoi, asserendo che gli stranieri avevano intenzione di rapire Ippolita. Secondo questa narrazione, gli Eroi vennero allora a guerra con le Amazzoni. Eracle uccise la regina e tolse a Ippolita, morta, il cinto: il rilievo sulla metope di Olimpia la rappresenta morente al suolo.”

Si aggiungono ancora particolari rispetto a questa fatica come il fatto in cui si dice che Ercole ricevette in dono come mogle Antiope, un’amazzone oppure che fu Teseo a fare prigioniera la regina e regalare ad Ercole la cintura, ma poco importa ai fini dei collegamenti astrologici. Al contrario è fondamentale, invece, ricordare che durante il ritorno da questa missione Ercole andò in aiuto di Laomedonte, re di Troia, tormentato da un terribile mostro inviato da Poseidone, in collera con il re che non aveva pagato al dio e ad Apollo il compenso pattuito per la costruzione delle prodigiose mura di Troia. Apollo e Poseidone erano stati puniti per aver tentato di spodestare Zeus.

All’arrivo di Ercole, Laomedonte aveva accettato di sacrificare sua figlia Esione al mostro pur di avere salve la propria vita e la propria città. L’eroe e il re stabilirono allora un accordo: Ercole avrebbe ucciso il mostro e salvato Esione in cambio delle cavalle sacre che a Laomedonte aveva ricevuto da Zeus. Una volta salvata la principessa Laomedonte non mantenne la parola e Ercole attaccò la città distruggendola.

Ercole deve espiare la colpa dell’uccisione d’Ippolita, deve combattere contro un mostro marino, di Poseidone, governatore dei Pesci, deve sconfiggere le proprie paure, ma non aspettarsi nulla in cambio, cosa che non accade. Aspettarsi il riconoscimento concreto, materiale è il suo punto di debolezza, è un lato anche del Segno della Vergine.