E se la vittoria sul Leone di Nema fosse la conquista e l’integrazione con la propria parte Ombra ma anche femminile?

CHI ERA IL LEONE DI NEMEA E DA DOVE VENIVA

Si dice che il Leone di Nemea fosse stato mandato sulla terra da un dio per punire la stirpe dei primi uomini nata da Foroneo.

Gli uomini si narra siano nati da Prometeo che prese della sabbia, dell’acqua e poi chiamo Psiche anima affinché prendessero vita. In un altro racconto si dice che fossero in qualche modo le ninfe melie, nate dal sangue di Urano evirato da Saturno, caduto sulla terra ad aver creato gli uomini. Foroneo sposa una ninfa melia, secondo il mito, e dà vita al genere umano per come lo conosciamo, inoltre si narra avesse rubato il fuoco agli dei come aveva fatto in altri racconti Prometeo.

LA COPPIA ARCHETIPICA E L’OMBRA – LEONE/ACQUARIO

Dunque stiamo parlando del Leone di Nema, fatica associata al segno zodiacale stesso, e appare Prometeo/Urano/Foroneo divinità legate al segno dell’Acquario che è quello complementare/opposto al Leone, già questo dovrebbe farci scorgere la potenza del mito e delle immagini, come tutto sia collegato.

Il Leone si dice fosse figlio della dea serpente Echidna, ciò ci riporta alla nascita di Apollo divinità solare che uccide Pitone il serpente che aveva cercato di non farlo nascere, sempre per la vendetta di Era, così come per la vendetta di Era, Ercole si trova a dover affrontare le dodici fatiche. In un altro versione del mito il Leone si dice vivesse assieme a Selene, dea lunare, sorella di Elio, anche quest ultimo divinità del Sole. Il Leone era, dunque, il lato femminile del Sole, che deve essere dominato ed anche l’Ombra identificabile con il segno dell’Acquario. Selene rappresentava la luna piena, caratteristica che appare quando i due pianeti, astrologicamente parlando, si trovano in segni opposti. Ercole deve dominare la sua Ombra, il suo oscuro lato femminile affinché possa conoscerlo pienamente e farlo proprio. L’Eroe entra nella caverna, ne blocca uno dei due ingressi.

Il Leone si rifugiava in un luogo oscuro, notturno, simbolo dell’Ombra e del femminile. I due ingressi rappresantano la coppia IO-Ombra che devono essere bloccati affinché la battaglia avvenga con se stessi, in pienezza.

Ercole cerca di sconfiggerlo con le armi, ma non vi riesce, allora con la sola forza della braccia, lo strangola, soffocandolo. Priva del respiro, del pneuma-anima l’animale ed Ercole se n’impossessa. E’ la lotta con se stessi, con le sole proprie forze ha ricongiugerci o avvicinarci alla nostra Ombra e una maggiore comprensione del femminile che è in noi.

ERCOLE E LA PELLE DEL LEONE

Ercole si ricoprirà con la sua pelle e la sua testa, come se fosse un mantello, così da unire la propria parte maschile, all’Ombra e a quella femminile. Per compiere la fatica Ercole ha impiegato trenta giorni da quando era partito dalla casa di un suo amico Molorco, il quale non vedendolo arrivare pensava fosse morto tant’è che aveva preparato un ariete in offerta a Zeus Salvatore per il rito funebre, invece non appena lo vide giungere se ne rallegrò.

Trenta giorni sono quelli mediamente necessari affinché il Sole cambi segno zodiacale, c’è quindi la rinascita, in altra forma da parte dell’Eroe. Possiamo presumere che indossare la pelle del Leone, nel segno della Vergine, successivo a quello del Leone, rappresenti il passaggio al nuovo mese, in cui l’habitus (Vergine) prende forma per coprire e proteggere ciò che è stato raccolto.

Ercole conquista e integra la propria Ombra, assieme alla propria parte femminile e quando torna da Euristeo che gli aveva chiesto di compiere la prima fatica, quest’ultimo spaventanto nel vederlo vestito in quel modo gli proibisce di entrare in città: è come se una divinità si fosse posta di fronte a lui. Zeus per onorare la vittoria del figlio assume il Leone in cielo come costellazione.