Nella rappresentazione che ne tracciamo non possiamo mai abbracciare la totalità, ma ci dobbiamo accontentare di mettere a fuoco di volta in volta solo singole porzioni del fenomeno complessivo. Poiché è caratteristica della psiche non soltanto di essere matrice e fonte di ogni attività umana, ma anche di esprimersi in tutte le forme e le attività dello spirito, pure a noi risulta impossibile cogliere e comprendere l’essenza della psiche in e per sé, ma ci è consentito di coglierla solo nella molteplicità delle sue manifestazioni. Per questo motivo lo psicologo si vede costretto a prendere familiarità con diversi campi della ricerca e ad abbandonare a tale scopo la cittadella ben fortificata dello specialista, certo non per presunzione o sfacciataggine, ma per amore di conoscenza, alla ricerca della verità. Non riuscirà a catturare la psiche né nel chiuso del laboratorio né nello studio del medico, ma dovrà seguirne le tracce in tutti quei campi che pure possono anche risultargli estranei ove essa si manifesta. Così succede che io, senza lasciarmi turbare dal fatto di essere specializzato in medicina, vi parli oggi, in veste di psicologo, dell’immaginazione poetica, sebbene questo tema rientri nel repertorio più specifico della critica letteraria e dell’estetica. D’altro lato, però, essa costituisce anche un fenomeno psichico, e in quanto tale perciò va presa in esame dallo psicologo.” Psicologia e Poesia, C. G. Jung

Dov’è, secondo me, uno dei punti più importanti della grandezza del pensiero di C. G. Jung, nell’apertura ala diverso e nel cercare di leggere in ogni produzione umana, un tentativo di espressione della Psiche più profonda. Ecco perché Astrologia, Poesia, Sogni e tante altre discipline sono stati esaminati da parte dell’analista svizzero. Tutta la realtà vissuta, sia essa concreta che mentale è una manifestazione dell’inconscio, della Psiche, per il tramite dell’archetipo di Anima. Ogni Arte, ogni disciplina, fornisce sempre una parte, un punto di vista sulla Psiche, sull’uomo che è caleidoscopica, multiforme. Come in fisica per Heisenberg non si possono conoscere posizione e velocità, contemporaneamente dell’elettrone, allo stesso modo possiamo leggere le parti che compongono Psiche una per volta.

Nelle poesie, nei racconti, nella letteratura troviamo, quindi, la manifestazione di diverse parti di Psiche, di noi. Ogni personaggio di un romanzo può rappresentare un lato della nostra personalità, possiamo riconoscerci in esso, parzialmente, totalmente, per un solo particolare, non importa, arricchirà le conoscenze su di noi. Il Lettore diviene parte integrante di un processo che vive nella Psiche e la respira. Un racconto potrà anche essere scritto male, non piacere, ma contiene certamente la visione dell’Autore che in qualche modo deve essere considerata dall’esterno. Essere visti, essere identificati, individualizzati significa anche portare all’esterno parti di sé attraverso gli scritti affinché vengano letto. E’ Ermes il dio della comunicazione, Mercurio astrologico, fa avanti e indietro da Ade, conduce le anime all’inferno, parla con tutti, ha contatto con tutti, ma viene riconosciuto, visto, identificato proprio in qualità di mediatore, sia esso nel commercio, che nel furto, che come accompagnatore di anime. Mercurio è la divinità, che a prescindere dal segno e della casa in cui si trovi, parla di strumenti per comunicare e di modi. Cosa scriverai, cosa comunicherai all’esterno, in che modo, è tutto da vedere; Essere Autori non significa necessariamente vendere tantissimi libri, ma sentirsi produttori di parti di sé, all’esterno: artisti, in qualche modo, permette di essere visti nel mondo.

A tal proposito invito a leggere il blog di Domizia Moramarco, Mi Libro in Volo, in cui si parla di Letteratura, Autori.