Posto una parte del mio articolo pubblicato sulla rivista Tempo di Analisi  – Paradigmi junghiani comparati nr.7 acquistabile su Amazon

Ernst Bernhard, Adriano Olivetti, Psicoanalisi e Astrologia.

PERCHE’ L’ASTROLOGIA COME STRUMENTO SIMBOLICO D’INDAGINE

Il rapporto fra due persone, come quello fra medico e paziente, ha delle alchimie proprie e si muove in spazi, prima di tutto non fisici, che Donald Winnicott avrebbe definito un’evoluzione fisiologica dello spazio transizionale, quell’area in cui attraverso il gioco possiamo scoprire la relazione con gli altri. Attraverso l’analisi della sinastria, una tecnica astrologica che evidenzia i rapporti fra due oroscopi personali, è possibile comprendere quali dinamiche archetipiche potrebbero entrare in gioco nella relazione fra due persone. Uno degli usi possibili dell’astrologia, a mio avviso, può passare attraverso le parole di Bernhard  che ne fece ampio uso durante la sua pratica terapeutica e come ricorda Helena Erba-Tissot: “Bernhard vide subito che il processo d’individuazione scoperto da Jung è il processo di evoluzione dell’uomo e dell’umanità in genere, così come lo mostra l’astrologia, così come si è manifestato in ogni tempo in seno alle religioni, nei miti, nelle filosofie e nell’arte, processo nel quale vengono a inserirsi al loro giusto posto le grandi scoperte di Freud e di Adler.”.  Bernhard stesso, in Mitobiografia, evidenzia: “[10 luglio 1955]. L’oroscopo, che già al momento della nascita o ancora prima determina il destino umano quale espressione di una costellazione fondamentale, non lascia alcun dubbio che qui siamo davanti a una ‘ legge ’ che va molto al di là del caso e dell’arbitrio.  ‘ Spiegabili ’ tali cose non lo sono. Esistono e vanno sperimentate come tali. Ma la loro conoscenza stessa fa sorgere nell’uomo un ‘ sentimento ‘ dal cui approfondimento tutto dipende. Il sentimento del grande mistero dietro la nostra esistenza, che in tal modo non è casuale, ma procede da un fondo  inconoscibile.”[1]

Bernhard coglie come il destino di qualsiasi uomo appaia alla nascita, ovvero nel momento in cui veniamo alla luce, e sia quindi assimilabile all’oroscopo o tema natale. Questo destino, che mi viene donato dal cielo, diventa davvero il mio, perché s’incarna in una madre, un padre, un genoma, una famiglia specifica, un ambiente fisico, tutti elementi che non sono leggibili, prevedibili dal tema natale, dall’oroscopo. Ma benché ci sia questa difficoltà d’interpretazione e conoscenza a priori dell’ambiente in cui una vita nascerà, s’incarnerà, noi possiamo comunque interpretare in modo unico, profondo, simbolico questa nuova vita attraverso le lenti dell’oroscopo personale. Il tema natale ci offre la possibilità di leggere i diversi strati della nostra esistenza: realtà fisica, realtà mentale e realtà spirituale, proprio perché è il destino che s’incarna in un soggetto, così come è accaduto per la figura di Cristo, figlio di Dio, prestato all’uomo da quest’ultimo, in una famiglia reale, terrena, quella di Maria e Giuseppe. A differenza del racconto mitologico, dell’eroe che può anche non avere una storia reale alle spalle, ovvero essere soltanto una storia fantastica, frutto di fantasia, noi possediamo una vita vera, un background tangibile, una famiglia: tutti questi elementi fanno la differenza nel nostro concretarsi ed esistere e ci pongono in un piano di realtà totalmente diverso dal mondo fantastico ma non completamente alieno. La vita dell’uomo, incarnato, la nostra vita, può essere riletta attraverso i miti, gli astri, come racconto di questi ultimi ed enumerazione di gesta che sono di tutti gli uomini. M. L. von Franz ci fa notare che la composizione della parola rac-contare, sia, appunto, un mettere in ordine[2] secondo una ricerca di senso, utilizzando un termine caro a Claudio Widmann[3]. La psicologia del processo d’individuazione per Bernhard diviene parte della vita e del percorso entelechiale di cui si fa partecipe l’astrologia stessa, il tema natale personale. A tal proposito è importante ricordare le parole di Bernhard: “In tale modo gettiamo anche un po’ di luce sulla celebre formula astrologica : le stelle ‘  inclinano ’ ma non costringono; noi diremmo: la costellazione degli astri, a partire dal momento e dal  luogo della nascita e con riferimento a essi, si adempie come legge cosmica temporale, a cui tutto in quel  momento è soggetto; viene però utilizzata e indirizzata dalla legge entelechiale individuale che si  realizza col suo aiuto e attraverso essa.”

L’oroscopo individuale, o tema natale di un soggetto è, quindi, una manifestazione simbolica del destino reificato, è l’inconscio collettivo che con i suoi archetipi diventano rappresentazioni archetipiche alla ricerca del proprio Sé. Cosa accade, allora, quando due persone, due destini diversi, rappresentazioni archetipiche lontane, tutti elementi figli del medesimo inconscio collettivo s’incontrano? La risposta è che il loro percorso d’individuazione alla ricerca ciascuno del proprio Sé, s’incrocia e, naturalmente, viene più o meno leggermente deviato. Uno degli strumenti astrologici che ci permette di comprendere in che modo due destini, due uomini, con il loro bagaglio personale e archetipico possono essere in relazione fra loro e quali siano i punti forti, deboli, complessi della relazione, è l’oroscopo di sinastria. Senza entrare troppo nel dettaglio, riassumiamo che un oroscopo personale si compone di dodici segni, dieci corpi celesti, definiti pianeti, dodici settori o case. Sono, dunque, tre piani di esistenza: l’inconscio collettivo descritto dal cerchio che contiene gli archetipi (i segni), i quali a propria volta sono in relazione con altri archetipi (i pianeti) che colorano i segni medesimi con le loro peculiarità e, infine, le case zodiacali, ovvero, le possibili rappresentazioni archetipiche che sorgono in funzione di un tempo e di un luogo ben precisi.

Alla luce della sinastria, dunque, cerchiamo d’indagare quali fossero gli elementi salienti del rapporto professionale e di amicizia fra l’industriale Adriano Olivetti e lo psicoanalista Ernst Bernhard.

 

LA SINASTRIA TRA OLIVETTI E BERNHARD

Adriano Olivetti nasce l’11 aprile 1901 a Ivrea alle ore 19.50[4]. É Ariete con l’Ascendente agli ultimi gradi della Bilancia, la Luna in Capricorno.

Ernst Bernhard nasce il 18 settembre 1896 a Berlino alle 13.00[5]. É Vergine con l’Ascendente in Sagittario,  la Luna in Acquario. Non mi soffermo sull’interpretazione dei singoli oroscopi personali, seppure molto interessanti, poiché rischieremmo di allontanarci dall’obiettivo dell’articolo.

La prima domanda a cui chiediamo una risposta tramite l’analisi astrologica comparata è: come Olivetti viveva il rapporto con Bernhard? Mercurio dello psicoanalista, lo psicopompo, Pan, l’archetipo del Puer, si trova nel settore della carta di nascita di Olivetti in relazione alla riflessione, all’analisi personale ed è congiunto all’Ascendente. L’Ascendente è il punto dell’oroscopo che c’informa su come vediamo il mondo, come ci si approccia all’esterno. Nel caso considerato, il rapporto fra i due uomini aveva l’impronta della comunicazione, della riflessione, rapporto simboleggiato da Mercurio; allo stesso tempo Urano e Saturno dello psicoanalista, trovandosi nella prima casa zodiacale dell’industriale, influenzavano, anche loro, il modo suo di vedere il mondo. Nel mito greco, i titani Urano e Saturno sono padre e figlio; quest’ultimo è assimilabile all’archetipo del Vecchio Saggio, mentre Urano è molto vicino a Prometeo, colui il quale ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, affinché potessero migliorare la propria condizione e, metaforicamente, raggiungere la conoscenza. Saturno, però, oltre a identificare il Vecchio Saggio, è la divinità che ha estromesso Urano, evirandolo, e allontanandolo per sempre dalla madre Gea. Comprendiamo, quindi, che per trasformare sé stessi c’è bisogno di un sacrificio, di lasciare-donare alle divinità una parte di sé. Nel tema natale il Sole e la Luna rappresentano rispettivamente gli archetipi di Animus e di Anima; il Sole di Bernhard si posiziona nell’undicesima casa (amicizie, progetti) del suo “paziente”, la Luna nella sua quarta casa (famiglia, radici): oltre al rapporto professionale possiamo ipotizzare che Olivetti vedesse il suo psicoanalista come un amico vero. Olivetti, essendo dell’Ariete, ha tra i suoi pianeti importanti nell’oroscopo, Marte, che governa, infatti, il segno solare e che è in relazione strettissima con Giove di Bernhard, pianeta signore dell’Ascendente dello psicoanalista e si congiunge a Marte dell’imprenditore nella decima casa zodiacale (riuscita professionale, espressione pubblica). Bernhard, probabilmente, spronava, spingeva Olivetti all’azione, al tirar fuori ancor di più l’azione (Marte) dell’industriale illuminato, che si trova sotto i raggi del Sole. La decima casa, infatti, rappresenta lo Zenit, il punto in cui il Sole di mezzogiorno culmina, Marte di Olivetti è proprio lì, per giunta in Leone, segno della massima espressione solare. Marte di Bernhard, il modo di agire dello psicoanalista, si posiziona nell’ottava casa (mistero, eredità) del magnate, congiungendosi al pianeta Plutone che rappresentava per Olivetti il pianeta dei limiti personali, dei confini. L’azione di Bernhard, durante la loro relazione terapeutica e di amicizia, spingeva, forse, l’ingegnere oltre i limiti della razionalità, oltre i confini fisici, in contatto diretto con il sé più profondo.

Ora invertiamo la lettura e cerchiamo di rispondere alla domanda: come vedeva Bernhard, Adriano Olivetti?

Ben quattro pianeti di Olivetti si pongono nella prima casa di Bernhard: Urano, Giove, Saturno, Luna. Lo psicoanalista, probabilmente, vedeva Olivetti come un innovatore, un rivoluzionario, una persona ispirata dal fuoco di Urano-Prometeo. Inoltre i quattro pianeti considerati rappresentano quelli che mitologicamente hanno offerto la possibilità all’umanità di manifestarsi. La Luna, Gea, madre ctonia, si trova in compagnia di Urano suo marito, di suo figlio Saturno/Crono e di suo nipote Giove/Zeus che detronizzerà a propria volta Saturno. Inoltre, in entrambi gli oroscopi personali, la Luna si trova in un segno in relazione con Saturno e Urano, il Capricorno per Olivetti e l’Acquario per Bernhard, ancora l’archetipo del Vecchio Saggio è forte. Il Sole di Olivetti, Animus, si situa nella quarta casa zodiacale di Bernhard, l’ingegnere sarebbe potuto essere una “persona di famiglia” che gli avrebbe portato basi e solidità personale. L’Ascendente di Olivetti cadeva nella decima casa (la realizzazione pubblica, professionale) di Bernhard, è probabile che questo cliente importante abbia aumentato la sua notorietà, come evidenzia Mario Ganz[6]Furono difatti proprio Weiss, Musatti, Modigliani, ad inviargli i primi pazienti; di qui si diffuse lentamente la piccola grande fama del “dottor Bernhard”, che fu avvicinato dapprincipio da personaggi del calibro di Adriano Olivetti e Roberto Bazlen; costoro naturalmente ebbero un peso ed un’influenza notevoli nell’ampliare quello che divenne un andirivieni costante di pazienti, allievi, conoscenti, al civico 12 di via Gregoriana.”

QUANDO SI SAREBBERO INCONTRATI, OLIVETTI E BERNHARD?

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ANNI SALIENTI E TRANSITI ASTROLOGICI NELLA VITA DI BERNHARD

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[1] Mitobiografia, Ernst Bernhard, trad. a cura di Elena Erba-Tissot, Adeplhi.

[2] Le tracce del futuro, M. L. von Franz, trad. a cura di A. Sabbadini, Red Edizioni

[3] Introduzione alla sincronicità, C. Widmann, Edizioni Magi

[4] Dati di nascita tratti dall’archivio di Grazia Bordoni

[5] ivi

[6] Ernst Bernhard (1896 – 1965): un “maestro scomodo” della psicologia del profondo., Tesi di Laurea in Psicologia di Mario Ganz, Università degli studi di Padova, A. A. 2003 – 2004