Gerione era un guerriero, custode di un gregge di buoi rossi consacrati ad Apollo che pascolavano al tramonto; questa caratteristica fa pensare al Discendente che simbolicamente possiamo metere in relazione con il Segno dei Gemelli dove si trova il Sole che sta tramontando, quindi da rincorrere e ritrovare prima che sparisca nell’oscurità in uno tra i viaggi più avventurosi fra quelli raccontati nelle fatiche. L’io, la coscienza devono essere pronte a guardare il mondo in continuo movimento, ricco di opportunità per apprendere anche dagli episodi più difficili. Il guardiano dei buoi di Gerione era Euritione, dal nome di arciere, figlio di Marte assieme al cane Otro, fratello del più noto Cerbero messo a guardiano dell’Ade. Il gigante Gerione è decritto come avente tre teste e tre corpi, possedeva un terribile urlo di guerra così come quello di Marte che atterriva i nemici. Per raggiungere i buoi Ercole dovette prima di tutto gira in lungo e in largo per la terra, ma senza fortuna giungendo sino ai confini del mondo dove pose le famose colonne che ne delimitavano il confine e cha da lui presero il loro nome. Innervosito dall’impossibilità di raggiugere il pascolo di Gerione minacciò con le proprie frecce Elio, divinità solare, che infine gli lasciò il suo carro volante grazie al quale giunse sull’isola anche se Poseidone cercò di fermarlo, ma non vi riuscì spaventato dalla promessa di Ercole di colpirlo con le sue frecce nel caso non l’avesse fatto passare.

Una volta giunto sull’isola risparmiò il pastore Euritione, ma non Gerione che uccise. Nell’atto di generosità verso l’arciere possiamo immaginare la complementarità con il segno del Sagittario che proprio di tale arma è dotato. Ercole prese i buoi, riconsegnò il carro a Elio e partì verso Micene per consegnare le prede a Euristeo. Durante il viaggio di ritorno tentarono numerose volte di derubarlo dei buoi, in una di queste ci fu il gigante Caco che tentò il furto facendo camminare a ritroso i buoi, tirandoli per la corda come aveva fatto il giovane Hermes che li aveva rubati a suo fratello Apollo. Non descrivo nel dettaglio le numerose avventure del viaggio di ritorno, ciascuna importante a livello simbolico, ciò che mi preme sottolineare è come i valori di Hermes (furto, astuzie), Apollo in relazione con i buoi di Gerione e con il mito del suo giovane fratello, la ricerca, i viaggi le peripezie siano alcune delle caratteristiche che si possono mettere in relazione con il Segno dei Gemelli. Durante tutta la fatica un’altra divinità ha una grande presa simbolica ed è Marte, l’azione guerriera, imprudente che se non guidata dalla ragione, Hermes, difficilmente può condurre a risultati duraturi.

I Gemelli hanno bisogno di continui stimoli o anche vedono nel mondo una realtà frammentata da diversi stimoli che possono deviare dal percorso, far per la strada, come accaduto all’inizio ad Ercole e al ritorno dalla sua avventura.

Per chi volesse leggere  l’intero racconto consiglio di farlo attraverso la fatica descritta nel libro: Gli Eroi e gli dei della Grecia di K. Kerénji