Pasifae e Minosse erano marito e moglie. La prima figlia del titano Elio, dio del sole e di Perseide una ninfa marina, il secondo figlio di Zeus e di Europa. Inoltre Pasifae era sorella del Re Eete al quale Frisso donò il vello d’oro che sarebbe stato sacrificato a Marte. In qualche modo pare che si mantenga la sequenzialità fra i primi due racconti le Cavalle di Diomede e quella di cui si parla nel seguito dell’articolo.

Si racconta che Minosse per ingraziarsi Poseidone, divinità dei mari, costruì un altare in suo onore e lo pregò affinché gli mandasse un toro da sacrificare in suo onore. Poseidone soddisfò la richiesta di Minosse e invio un toro bianco, bellissimo. Minosse non volle sacrificarlo e lo sostituì con un altro, ma a Poseidone la cosa non piacque e fece innamorare la moglie Pasifae del toro. In forma di toro era solito trasformarsi Zeus. Pasifae per consumare il rapporto con il toro si fece costruire da Dedalo una corazza/involucro a forma di vacca, un involucro; da questo rapporto nacque il Minotauro di nome Asterio e che fa, inoltre, pensare all’isola fatta emergere da Poseidone e su cui venne alla luce Apollo, dio del Sole.

E’ impossibile non associare il racconto della nascita del Minotauro e la vita di Minosse e Pasifae al segno del Toro, Pasifae era definita la splendente, come divinità lunare potrebbe rappresentare la Luna piena nel Segno del Toro o comunque in generale essere associata al passaggio ciclico della Luna in Toro. Pasifae, Selene possono essere avvicinante entrambe a questo segno in cui l’astro notturno è esaltato.

Tornando alla fatica di Ercole, si racconta che il Toro bianco fosse impazzito e l’eroe fosse stato chiamato per catturarlo e condurlo a Micene, cosa che fece. Ma se Zeus era il toro bianco si può pensare simbolicamente al figlio, Ercole, che domina il suo lato animalesco.

La forza solare domina la passione animalesca. Il Toro, segno fertile per antonomasia, assolve al suo compito facendo nascere il Minotauro che si nutrirà di carne umana. Nutrirsi di carne è un’altra rappresentazione della necessità di vivere la corporeità, i limiti fisici. Leggendo le parole di G. Durand:

E allorché la morte e il tempo saranno rifiutati o combattuti in nome di un desiderio polemico di eternità, la carne sotto tutte le sue forme […] sarà temuta e e riprovata in quanto segreta alleata della temporalità e della morte.”

La paura del Minotauro che si nutre di carne umana altro non è che la paura del tempo, del confine naturale, della morte. Il segno del Toro rappresenta anche i confini, i limiti, il limite della vita che poi sarà complementare allo Segno dello Scorpione, alla vita dopo la morte, all’Ade.