Questa notissima fiaba di Andersen racconta di una bambina che si trova a dover vendere fiammiferi nel gelido inverno, sotto la neve e con delle scarpe più grandi dei suoi piedi, tanto che le perde e avverte ancor di più il freddo. La bambina si trova in strada e cerca riparo dalla neve, accende i suoi fiammiferi per scaldarsi, ma si accorge che proprio tramite la loro fiamma riesce a vedere attraverso i muri in cui aveva cercato riparo. Guarda gli interni con regali, tavole imbandite e calore, ma una volta che il fiammifero si spegne la magia termina; la piccola ha timore di rientrare a casa senza aver venduto neppure un fiammifero, eprché il padre l’avrebbe sgridata. A un certo punto mentre era lì a scaldarsi con i piccoli fiammiferi e a guardare all’interno delle case scorge sua nonna, morta da tempo, l’unica persona che era stata gentile con lei. Allora la piccola fiammiferaia decide di accendere tutti i fiammiferi assieme per stare più tempo con sua nonna ed abbracciarla morendo così tra le sue braccia, infatti il giorno dopo viene ritrovata in strada uccisa dal freddo, con i fiammiferi tutti bruciati ma il sorriso sulle labbra.

E’ una fiaba che è molto vicina ad un particolare temperamento dei Pesci. La parte anatomica associata al segno sono i piedi, la piccola ha delle scarpe più ampie che poi perde: la realtà non è quella vissuta, ma quella percepita. La bambina sogna e immagina mondi oltre i muri, Nettuno, attraverso il fuoco del vicino Ariete, il fiammifero che brucia intensamente in un tempo brevissimo, come il fuoco del primo segno dello zodiaco, ma è il gelido Saturno, vicino dall’Acquario che la finisce. Nello stesso tempo, però, Urano/Prometeo, titano che ha rubato il fuoco agli dèi offre l’opportunità di vedere oltre. Eos, la divinità dell’aurora, può essere messa simbolicamente in relazione con i Pesci: proprio al mattino, all’aurora, la bambina viene ritrovata morta. La paura del padre, di Animus, spinge la piccola verso sua nonna, Anima, ma in tal modo, perde la vita, in un certo qual modo, Nettuno, quando vai troppo oltre non perdona, da divinità vendicativa qual è. Inoltre il fuoco del fiammifero che rischiara l’interno delle case è assimilabile al fuoco del mito di Estia quale divinità protettrice della famiglia.

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