di Paolo Quagliarella

Tra gli artisti annoverati come misogini abbiamo Charles Baudelaire. La sua vicenda biografica, davvero esposta sinteticamente, ci racconta del poeta che resta orfano di padre a sei anni e di sua madre che si risposò con un tenente colonello J. Aupick, appena un anno dopo a perdita del marito. Il padre biologico di Charles era un ex sacerdote amante dell’arte, quello adottivo un militare freddo, distaccato e borghese. I biografi raccontano di una madre che riversa tutto il suo affetto sul figlio.

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Come in uno splendido abecedario astrologico scopriamo che la Luna del poeta è in Cancro, in undicesima casa anch’essa nel medesimo segno. Il gruppo, le amicizie sono importanti per Charles che vive in giro per il mondo, di locale in locale, ritrovi di poeti e artisti come quella con Victor Hugo e altri artisti dell’epoca. E’ una Luna conservatrice da un lato, bisognosa di affetto, dall’altro sente la necessità di appartenere a qualcosa di più grande.  Una Luna in Cancro presa a sé stante a tutto ci farebbe pensare meno che alla misoginia, anzi, in teoria la donna dovrebbe appartenere al gruppo, essere allo stesso livello del gruppo a cui il poeta appartiene, invece arriva a chiedersi il perché le fosse permesso entrare in chiesa “Di che cosa possono parlare – si domandava – con Dio?” e aggiungeva che  “amare le donne intelligenti sia un piacere da pederasti“.

Baudelaire è dell’Ariete, il Sole è in Ariete nell’ottavo settore, Marte suo governatore è in settima e governa la casa in cui si trova. Venere anch’essa è in Ariete. La Luna forma una quadratura con il Sole e con Saturno che sono congiunti. Per Charles la donna è fonte di sofferenza, di ricerca della perfezione rappresentata dal gelido marmo e da figure diafane, si spiega bene in tal modo l’effetto di Saturno che ghiaccia, blocca e scolpisce emotivamente in ottava casa. Nella donna da amare vede la madre che seppure affettiva in qualche modo lo tradisce sposandosi un solo anno dopo il lutto, quindi le sembra interessata a mantenere i propri privilegi, tenore di vita.

Inoltre secondo il poeta la donna era l’essere più vicino alla natura e all’istinto, quindi non raffinata e filtrata dal raziocinio: ancora gli effetti della quadratura di Saturno.

Possiamo dire che le due tipologie di donne rappresentate dal poeta potrebbero non essere descritte sempre dalla Luna, ma a seconda delle necessità espressive anche da Venere. Per Baudelaire la donna è capriccio, isteria così come Venere in Ariete congiunta a Giove e quadrata a Urano e Nettuno in quarta casa in Capricorno. Tornano ancora elementi saturnini, marziali. Per di più Giove governa la quarta casa. Vi è un richiamo ai valori della Luna cancerina intesa come famiglia che protegge, donna che dovrebbe rassicurare. Nel disprezzo per la donna, nella dipendenza emotiva da quest’ultima, nella necessità di non poterne vivere senza, si svolge il dramma del poeta. Sono state diverse le amanti di Baudelaire così come diversi erano i loro tratti caratteriali e la loro vita. Jeanne Duval di Haiti, straniera, come indica la congiunzione Venere-Giove, Madame Sabatier fonte d’ispirazione di diversi artisti dell’epoca che rappresentava per il poeta l’amore mistico, ideale.

La sua misoginia era quindi una dipendenza totale dalla donna, ma un conto è far diventare la dipendenza: arte, poesia, come ha fatto Baudelaire, tutt’altra cosa è quello a cui assistiamo, purtroppo molto spesso, nei fatti di cronaca di questi anni. La Luna in Cancro, tanto gentil e tanto onesta pare…

Nota: come spero si sia capito, non basta un solo elemento zodiacale o anche un solo tema per descrivere una persona, ma va guardato l’insieme con la sua vita reale, passata e la sua biografia, anche e soprattutto con i consultanti. Interpretare a bocce ferme, come ho fatto io, è facile, lavorare con la vita dei soggetti/consultanti è un’altra cosa.

 

PROFUMO ESOTICO

Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi,
uomini dal corpo snello e vigoroso
e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.

Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano,
vedo un porto pieno d’alberi e di vele
ancora affaticati dall’onda marina,

mentre il profumo dei verdi tamarindi
che circola nell’aria e mi gonfia le narici,
si mescola nella mia anima al canto dei marinai.