Un equivoco è un opus contra naturam, un punto in cui la psiche parla contro il flusso naturale delle attese ragionevoli e prevedibili, della verità di come sono le cose. Ermes, che appena nato inganna suo padre Zeus, è l’ingannatore congenito che con divina autorità introduce l’equivoco nel mondo. Egli è il Dio dell’equivoco così com’è la guida dell’anima. Ciascuno di noi lo percepisce allorché cerca di parlare nel modo più profondo della propria anima, poiché è precisamente allora che noi sentiamo la presenza dell’errore, della mezza verità, dell’inganno in quanto stiamo dicendo. Questa non è malafede, purché non ci dimentichiamo che Ermes opera tanto attraverso i messaggi delle menzogne quanto attraverso le verità. Nessuno può dire la verità vera, la verità intera sull’anima salvo Ermes, il cui stile è quello della duplicità.” J. Hillman

 

L’Anima è duplice, sfuggente, unisce diversi valori. L’Anima è in relazione con l’Io, filtra in qualche modo i contenuti dell’inconscio affinché possano apprestarsi a diventare rappresentazioni se costellati dalla realtà, dal vissuto del soggetto. Mercurio/Hermes è il pianeta delle informazioni, che raccoglie le esperienze conducendole all’Io affinché possano riempire gli archetipi. Ma cosa cogliamo dal mondo? A noi sembra ci sia univocità nell’esperienza proveniente dal mondo e portata alla coscienza, ma quando la Psiche lavora su queste informazioni le trasforma, può farle apparire diverse da come appaiono. Mi spiego meglio. Vedo un bambino che ride, provo gioia, ma questa immagine può far scattare in me un ricordo dell’infanzia perduta o comunque un ricordo triste. L’informazione di Mercurio è ambivalente perché la Psiche la trasforma in maniera quasi alchemica nel suo opposto. Mercurio porta come in uno stato quantistico due tipi d’informazioni contemporaneamente, positiva e negativa. Sta all’Io, all’uomo accendere, attivare nella propria vita l’una o l’altra. Ecco perché non possiamo sapere senza confrontarci con il consultante quale fra le due sarà attivata nel suo vissuto.

La metafora, il racconto interpretabile dal soggetto, sono alcuni degli strumenti di Mercurio tramite il quale lasciare che convivano i due stati, le due realtà, la duplicità.

A proposito di Hermes/Mercurio proviamo a guardare il tema di Jacques Fesch, su wikipedia trovate una biografia più completa. Jacques “Per l’acquisto di una barca, il 25 febbraio 1954 tenta una rapina in un negozio di cambiavalute di rue Vivienne 9. Nella colluttazione anche Jacques viene ferito leggermente poi fugge con una cospicua somma di danaro. Il quartiere viene circondato e, braccato, cerca di aprirsi un varco a colpi di rivoltella. Ferisce un passante, un agente di polizia e, infine, un altro, quest’ultimo però colpito mortalmente. Al processo, tuttavia, disse agli inquirenti di avere mirato alle gambe e che non c’era volontà di uccidere.” Sarà condannato a morte e ghigliottinato, ma prima, mentre era in carcere si pente e si converte in modo attivo al cristianesimo ed è ora in corso un processo di beatificazione, la beatificazione di un omicida. Senza entrare in discorsi morali ed etici, guardiamo il suo tema.

Ariete Ascendente Cancro, tre pianeti in Ariete Sole e Urano congiunti e Mercurio che formano un quadrato a T alla Luna congiunta a Plutone in Cancro in XII e a Saturno in domicilio in Capricorno in VI Casa. La Luna e Saturno, ciascuni nel proprio domicilio, sono opposti. Fesch morirà decapitato, facile pensare alla falce di Saturno/Luna che si taglia la testa, Ariete (Sole), vita. Quello che desidero sottolineare è Mercurio/Hermes che governa rispettivamente la XII casa in Gemelli e la III che seppure in Leone, per pochissimi gradi si estende in gran parte della Vergine sino alla IV. Jacques vive la III casa, come furto, di denaro, II casa in Leone il cui governatore il Sole è dispositore anche della III casa ed è mal messo. In III casa c’è Nettuno divinità dei mari, avrebbe voluto comprare una barca mezzo di trasporto in relazione con la divinità, e l’avrebbe fatto per “mostrare”, Leone, Sole in X casa leso, la sua grandezza. Mercurio si è mostrato per la sua impulsività, per quello che può essere in Ariete, quadrato a Plutone (Morte), furto. Plutone governa la V, ancora una volta esagerazione, gioco, mettersi in mostra. Mercurio, però, governa anche la XII (infinito, spiritualità), Urano e Nettuno sono dispositori della IX (religiosità) in cui c’e’ Marte: attraverso un atto violento ha riscoperto religione e spiritualità. Mercurio è beneficato da Nettuno, quest’ultimo riceve solo aspetti positivi anche da Venere che governa la Bilancia, un segno inquadrato in IV casa. E’ una Venere ancora più forte che spinge verso l’interiorità, la IV casa è rappresentativa anch’essa dell’archetipo di Anima. Gli aspetti di Mercurio considerati fanno apparire attraverso la condanna, la morte di Jacques, il sacrificio a Marte, governatore del segno ospitante Mercurio, in IX casa, un’altra faccia del pianeta, opposta alla precedente, la passività nell’accettazione della condanna violenta che si è trasformata grazie a Nettuno.