Ercole in questa fatica ha dovuto recuperare tre meea d’oro dal giardino delle Esperidi. Analizziamo i personaggi della storia per trarne dei collegamenti e delle intuizioni astrologiche.

CHI SONO LE ESPERIDI?

Le Esperidi erano le ninfee messa a protezione del giardino ai limiti del mondo che era stato donato da Gea a Zeus che a sua volta lo aveva reglato ad Era come regalo nuziale. Nel giardino cresceva un melo dai frutti d’oro che era custodito anche dal drago Ladone.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi
Edward-Burne-Jones-Il-giardino-delle-Esperidi

LE ESPERIDI FIGLIE DI NYX E ATLANTE

Non ci sono dei genitori certi per le Esperidi, molti racconti parlano di diverse coppie. Iniziamo con la coppia che vede le ninfe figlie di Nyx, la notte, e del titano Atlante. Poiché gli archetipi portano con sè sempre una traccia nel loro divenire storico, esiste un archetipo primo e poi altri archetipi che sono in relazione con questo, allo stesso modo possiamo pensare dei miti che sono rappresentazioni archetipiche. E’ come affermare il fatto che noi ereditiamo i geni dei nostri genitori. Atlante era il titano che portava il cielo sulle proprie spalle, uno dei pilastri del cielo, colui il quale con le proprie braccia lo sostenava, teneva, in qualche modo le stelle sulle spalle affinché non cadessero, cercava di mantenere il distacco di Urano, il cielo, da Gea, in un certo senso proteggeva gli uomini. Quando diciamo ci è caduto il mondo in testa è proprio la fatica di Atlante che non riusciamo a sopportare. Tutti i desideri sembrano spegnersi perché non hanno più importanza, i de-sidera, le stelle non brillano più, ci cadono addosso. Nyx era la divinità della notte degli uomini, il momento in cui tutti dormono, in cui le attività si fermano.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi

LE ESPERIDI FIGLIE DI ZEUS E TEMI

Temi significa “irremovibile”, è la seconda moglie di Zeus. Definisce l’ordine, la regola, la legge, la giustizia, prima che nascessero Apollo e Atena. Le Esperidi erano irremovibili, proteggevano il loro giardino non permettavano a nessun soprattutto ai mortali di entrarvi. Se un mortale vi fosse arrivato sarebbe morto sia con il suo corpo fisico che con la sua anima. Le Esperidi si dice fossero tre o quattro fanciulle e come le Sirene possedevano una voce melodiosa.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi

IL SERPENTE LADONE

Ladone proteggeva il melo ed era fratello di Cerbero, il cane posto a guardia degl inferi, e dell’Idra di Lerna, altro racconto in relazione con il Segno del Cancro. Il Segno del Cancro si diceva essere l’ingresso delle anime nel mondo terreno. Entrambi erano a guardia di una soglia. La soglia diventa importante, superarla rappresenta il passaggio trasformativo, da uno stato all’altro, da una stagione all’altra. Ladone possiede sette teste ed è aggrovigliato attorno all’albero, come nel paradiso terreste lo era il serpente che ha tentato Adamo ed Eva a cogliere il frutto della conoscenza. In questo caso, però, il serpente proteggeva e non voleva che il frutto fosse raccolto. C’è una differenza abissale fra il pensiero greco e quello raccontato dalla bibbia. Un serpente invoglia al peccato, l’uomo deve resistere, nel mito greco, l’uomo desidera la conoscenza, non vuole resistervi, anzi. Per accedere al giardino delle esperidi bisogna essere morti oppure essere dèi o eroi, come Ercole, necessitare dell’Eros. Nel giardino dell’Eden ci eravamo, ma siamo stati cacciati per la voglia di conoscere, siamo diventati mortali per questo. In qualche modo sono la faccia archetipica della stessa medaglia che ci mette in contatto con il desiderio di conoscenza, con il desiderio di oltrepassare la soglia, di rompere gli equilibri per cercarne uno nuovo.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi

DOVE SI TROVAVA IL GIARDINO

Si dice che il giardino si trovasse a occidente, dove tramontava il Sole, dove iniziava l’oscurità, Nyx. Il matrimonio di Zeus e Era fu officiato al tramonto e i colori giallo-rossastri ricordano proprio quello delle mele, frutto simbolo dell’amore. Elio si dice lasciasse i propri cavalli e il sole nel loro giardino al tramonte, simbolicamente il giardino rappresenta la fine della vita, ma della vita felice, beata. Il giardino infatti era ricordato come l’isola dei beati dove i vivi non potevano entrare, il luogo in cui Re Artù è giunto dopo essere morto.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi

LA FATICA DI ERCOLE E IL SEGNO DELLA BILANCIA

Ercole doveva cercare il giardino delle Esperidi, ma senza una guida, senza informazioni non avrebbe potuto trovarlo. Si recò allora presso le sorgenti del fiume Eridano che sgorgava in una grotta provenendo direttamente dagli inferi, lì sarebbero state presenti delle ninfe, figlie di Zeus e temi, come lo erano, le Ore e le Moire, che gli avrebbero indicato come fare. Così fu, consigliarano ad Ercole di recarsi da Nereo, il vecchio del mare, che prediceva quello che sarebbe accaduto in futuro, lui conosceva la strada per il giardino e avrebbe potuto indicarla. Una volta trovato Nereo per ottenere l’informazione Ercole dovette combattere contro di lui che si era trasformato in mostro marino e sconfiggerlo. I narratori raccontano storie diverse sul viaggio di Ercole per arrivare al giardino, per esempio si dice che avesse ottenuto le informazioni che gli servivano da Prometeo, una volta liberato dal fardello inflittogli da Zeus, comunque l’obiettivo viene in entrambe le storie raggiunto. Ercole giunge ai limiti del mondo ad occidente e lì, prima del giardino, vi era Atlante, che come abbiamo letto sorreggeva il cielo. Ercole parlò con lui e il titano si disse disposto ad andar lui a prendere le mela al posto dell’eroe, ma Ercole avrebbe dovuto tenere temporaneamente il cielo sulle proprie spalle, finché non fosse tornato. Atlante tornò con il bottino, ma non volle consegnarlo e lasciare Ercole con il cielo sulle spalle. Allora Ercole si disse onorato di tale compito, ma chiese una cortesia ad Atlante ovvero di riprendere un attimo il cielo sulle proprie spalle finché lui non si fosse preparato un panno, un cercine da porre sulla propria testa per poter essere più comodo quando avrebbe dovuto riprendersi il carico. Atlante acconsentì ed Ercole riuscì a riprendere le mele e scappare da Euristeo portando con sè il bottino. In un altro racconto Ercole entro direttamente nel giardino, grazie all’aiuto dell’Esperidi ceh avevan o addormentato il drago, lo uccise e prese le mele che erano agognate anche dalle loro protettrici, poichè erano il frutto di Era, in alcuni casi si diceva essere anche quello di Afrodite. Le Esperidi erano protettrici, dunque, di qualcosa che non avrebbero potuto avere, potevano soltanto desiderare, ammirare la bellezza di un dono di nozze. Il drago si dice venne trasformato nell’omonima costellazione.

Cosa c’entra la Bilancia, vi starete chiedendo, con questa fatica?

Nel Segno della Bilancia troviamo l’equinozio di autunno, momento in cui termina l’estate, la luce solare diventa più tenue, la luce del sole inizia ad illuminare per meno tempo a vantaggio della durata maggiore delle ore notturno, inizia il tramonto della vita, il tramonto cade proprio ad occidente, lì dove si trova l’isola delle Esperidi.

La Venere del tramonto si chiama vespertina, l’aggettivo contiene parte della parola “Esperidi”, Venere è domiciliata nel Segno della Bilancia. Il tramonto rappresenta la soglia che il solte oltreppassa ogni giorno prima d’inabissarsi nell’oscurità.

Ercole deve affrontare Nereo in forma di mostro marino per conoscere l’ubicazione del giardino, deve superare le proprie paure e giungere lì dove c’è un’altra soglia, l’ingresso nel mondo degli inferi. Lì dove c’è un ingresso c’è una nuova possibilità di vita, si muore ma si diventa qualcosa d’altro. Anche in questo caso c’è una relazione con il tramontare della vita.

Si dice che l’albero fosse di Afrodite, ovvero Venere, per noi astrologi, ancora una volta la Bilancia.

Il giardino e l’albero si racconta essere un dono di nozze per Zeus ed Era, le nozze sono in relazione con il Segno della Bilancia, il patto, l’equilibrio.

Ercole tiene il mondo sulle proprie spalle, le spalle sono come gli assi che sostengono i piatti del segno della Bilancia. Per riuscire a restituire ad Atlante con uno stratagemma il cielo stellato si comporta in modo equilibrato, diplomatico, ringraziando dell’opportunità e chiedendo aiuto per poi tornare in una posizione di vantaggio. Grazie alla liberazione di Prometeo, ottiene in cambio, come forma di mediazione l’informazione per raggiungere il giardino delle Esperidi.

La Bilancia cerca di tenere sempre tutto in equilibrio, come Atlante, cerca di mantenere le distanze dai desideri per non essere soffocato, schiacciato, cerca la relazione con gli altri per riconoscere il proprio valore attraverso la relazione e soddisfare gli altri, essere d’aiuto. L’aiuto che fornisce è però prima di tutto verso se stesso e il proprio riconoscimento.

La stabilità della Bilancia, in questo racconto, è quella di Atlante, quando cerca di fuggire dal proprio compito Ercole gli ricorda, come il daimon, il destino, quello che è il suo ruolo nel mondo, il suo compito, portare il peso delle stelle sulle spalle e permettere agli uomini di de-siderare, sperare.

La Bilancia è la divinità delle giustizia, come Temi, in stretta relazione con questo mito.

Ercole in questa fatica è costretto a chiedere aiuto a Nereo, a  Prometeo, alle Esperidi ad Atlante per ottenere il risultato desiderato, ha bisogno della collaborazione. Questo racconto narra della forza che la Bilancia può mettere nella collaborazione, nella ricerca dell’armonia, nel controllare i propri desideri per un fine più alto.

Il Segno della Bilancia e la fatica di Ercole: il furto delle mele d'oro dal giardino delle Esperidi
Rubens